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ARGOMENTO: Confusione

Confusione 25/05/2017 14:35 #1

Buongiorno,
è la prima volta che scrivo qui, ma da un pò di tempo cercavo dei siti simili per parlare con qualcuno dei miei pensieri e di quello che provo. Chiedo scusa in anticipo se il messaggio potrà risultare confuso e con pochi legami logici, è che voglio scrivere tutto così come mi passa per la mente.
Oggi, a scuola, non ce la stavo quasi facendo, mi venivano le lacrime agli occhi. Io credo che questa sia troppo pesante, insomma, questo primo anno di liceo è stato pesantissimo, nel senso che ho studiato davvero molto, ma questo molto mi ha portato ad essere triste, stanca. La notte arrivavo ad andare a letto esausta e con poca soddisfazione del lavoro svolto, non che non mi impegnassi abbastanza. Ma voglio arrivare al dunque. In classe non ho un'amicizia con nessuna perchè sono tutte troppo diverse da me. C'è una ragazza, ad esempio, che è la "migliore". Per non rischiare di essere vista come la classica secchiona si omologa; delle volte finge di non studiare, ascolta la musica che ascoltano tutti, per apparire interessante dice di essere atea e bisessuale, dato che quest ultimo è un argomento caro in classe. Si dipinge molto intelligente e quasi sicuramente lo è, ma una persona intelligente capisce che a quattordici anni non si può decidere il proprio orientamento sessuale nè tanto meno definirsi atea (che tra l'altro credo lo dica solo perché i più grandi scienziati e filosofi lo erano). Cerca di attirare la simpatia della professoressa di inglese, che sarebbe la grande donna che ha "un modo diverso di insegnare", per lei i voti non sono importanti perché non rappresentano la persona", "ma la professoressa di italiano non si rende conto che quando spiega dovrebbe cambiare tono ogni tanto? Vi stavate addormentando"; inoltre prima dice che ama il suo lavoro e va d'accordo con tutti i suoi colleghi, quando poi delle volte, con noi, parla direttamente o indirettamente non bene di alcuni di loro, sminuendo così, l'immagine che abbiamo di loro. È proprio questo il problema di oggi. Lei ci ha assegnato per l'estate almeno un libro da leggere, io non ho voluto perché preferisco leggere un tot di testi su internet, tradurli e acquisire anche delle parole, anziché di parole leggerne tante in duecento pagine, ricordandone giusto tre o quattro alla fine e traducendo tutte quelle che non conosco (che sono molte) per tutto il corso della lettura; capirei poco e sarebbe una tortura. Lei bho, quando gliel'ho detto mi ha risposto che posso farlo in modo autonomo, ma il modo in cui l'ha detto. Ci ripete sempre che ognuno di noi è unico e speciale (quello che dicono tutti), ma loda sempre quella ragazza è si vede che la ritiene al di sopra degli altri. Ho capito la situazione, è come se loro due sapessero chi un giorno sarà una grande persona e chi no, ma chi non lo ha capito deve credersi ugualmente unico, così non si fa problemi e prosegue la sua strada da "persona comune". Scrivendolo, mi rendo conto che è un'idea un po' azzardata, ma da tenere a mente.
Non so neanche io che tipo di risposta mi aspetti. Un parere, un consiglio. Vorrei sapere se la mia idea può essere corretta.
Chiedo scusa se mi sono dilungata troppo, ma mi sento un tantino meglio ora che l'ho scritto.
Grazie in anticipo.
Ultima modifica: Da .

Re: Confusione 25/05/2017 19:23 #2

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Oreia e benvenuta al Sorriso.

Noi crediamo che tutte le persone siano straordinarie, ogni essere umano è unico e irripetibile.
Questo non significa però che non dobbiamo cercare di migliorarci.
La scuola è il primo step della nostra crescita, cominciamo a confrontarci con gli adulti (le maestre alle elementari e successivamente i professori) che dovrebbero farci conoscere e amare il piacere d'imparare.

E' necessario disporre di un 'metro' per valutarci, e questo metro è il voto.
Ma il voto non ci può dire che tipo di persona siamo e cosa diventeremo.
Le esperienze, le amicizie, gli amori,i viaggi, le persone che incontreremo durante la nostra vita contribuiranno a farci crescere e cambiare.
Cosa ne pensi ?

Ci piacerebbe che provassi a spiegarci meglio cosa intendi per "persona comune".
Credi che la serenità e la felicità di una persona si misurino dal suo successo ?

Ti aspettiamo e ti mandiamo un sorriso
Ultima modifica: Da .

Confusione 26/05/2017 21:40 #3

Innanzitutto, grazie davvero tanto per la risposta.
Come avete detto voi, gli insegnanti dovrebbero strasmetterci il piacere di imparare, ma non possono riuscirci se ci assegnano sempre molti compiti, togliendoci del tempo per noi stessi, nè tantomeno rispondere in malo modo a chi non studia, perché potrebbe avere un problema (ma forse alcuni non se ne rendono nemmeno conto).
Rispondendo a una delle vostre domande, per persona comune intendo una persona che non ha una personalità particolarmente originale oppure qualcuno che fa quello che fanno tutti. Con persona comune intendo una persona ordinaria. Vorrei fare un esempio. Tempo fa ci fu l'incontro scuola-genitori, i professori parlarono benissimo di me, come neanche io avrei immaginato e soprattutto utilizzando aggettivi in cui non mi ci ritrovo. Fatto sta che quando mio padre me lo ha raccontato mi sono sentita malissimo, ma male male male. È come si in quel momento si fosse decisa tutta la mia vita: andare molto bene a scuola per frequentare una buona università, brillare lì e trovare un ottimo lavoro che mi avrebbe reso una di quelle persone serene sì, ma ordinarie, che vivono una vita fin troppo semplice per come la vedo io; è fin troppo semplice l'amore, l'amicizia è tutto ciò che vi si trova attorno. Ovviamente erano tutte pippe mentali che mi ero creata in quel momento. Ma il brutto è che mi fa sentire male anche il fatto di non eccellere a scuola. E questo porta anche ad un altro problema. Sono una ragazza abbastanza carina, e mi sento sminuita per questo, come se fossi destinata a non essere nulla di eccezionale soprattutto in campo scolastico. Magari non sarò incredibile in questo, ma non credo di essere stupida e credo che anche gli altri se ne accorgono, ma è come se il loro giudizio su di me fosse sempre giudicato dal mio andamento scolastico (che non è comunque male). Non ce la faccio più sotto questo punto di vista. Non voglio essere la migliore a scuola, ma veramente i voti potranno incidere in modo drastico sul mio futuro? Questo mi dà molta preoccupazione, perché non voglio essere "incatenata" a questi, così mi sentirei in prigione.
Rispondendo ad un'altra vostra domanda, non credo assolutamente che la felicità di una persona si misuri dal suo successo. Per esempio, la ragazza che avevo menzionato mira proprio a questo perché è come se la madre fin da piccola gliel'avesse imposto (la conosco dalle elementari), ma un giorno probabilmente potrebbe trovarsi scontenta di quel successo. Ho menzionato lei per farvi capire quanto io sia attaccata alla vita degli altri, come loro possano influenzare la mia. Ma tornando a me, io sono una che non ama stare al centro dell'attenzione, cerco di tenere molto gelosamente le mie cose, le persone a cui tengo con me senza esporre troppi agli altri.
Non so se da questo messaggio avrete capito i tipi di pensieri che ho ogni giorno in testa e che tante volte mi fanno quasi mancare il respiro. So che sembra esagerato perché ci sono problemi ben più gravi e me ne rendo conto, ma mettetevi nei miei panni: non ho amiche e ogni volta devo affrontare questa situazione da sola, e spesso mi pesa troppo, per questo per me è una liberazione parlarne qui.
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Confusione 27/05/2017 13:23 #4

Davvero non ce la faccio. Mi sento male, mi sento inferiore agli altri, come se contasse solo il mio aspetto. Non mi piace come mi guarda uno dei miei professori, mi fa sentire proprio a disagio, soprattutto mi sento a disagio a scriverlo qui, ma è come se fosse un macigno che devo togliermi. Tra gli altri professori c'è quella di spagnolo, è una donna molto bella, ma (almeno credo) abbastanza superficiale. Anche lei mi guarda in un certo modo, da parte sua non mi dà fastidio perché è una donna, ma sento che lei mi valuti basandosi molto su questo. Il lato positivo è che pare che punti qualcosa su di me, altre professore come quella di francese e di inglese sembra che non ci credano proprio, anche se quella di inglese (ovviamente) non lo direbbe mai. Vi ho già spiegato la situazione con lei...
Non so che altro aggiungere, forse solo che non ce la faccio a sopportare tutto.
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Re: Confusione 29/05/2017 19:34 #5

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
carissima Oreia benvenuta al sorriso
Ci scrivi che ti senti inferiore agli altri.Hai voglia di raccontarci qualcosa di te, della tua famiglia?In che occasione provi questo sentimento di inferiorità?
Hai parlato con qualcuno di tutto quello che ti porti dentro come un pesante fardello?
Dici che non hai amicizie in classe perchè sono tutte diverse da te.
Magari potresti provare con una compagna che sicuramente non è come te ma magari condivide qualcosa che anche a te piace.
Una canzone,una poesia, un modo di porsi.Potresti invitarla a mangiare un gelato o a studiare insieme.Insieme anche i problemi più grossi non scompaiono ma ci sembrano più risolvibili.E poi vedresti che anche le tue compagne hanno tanti problemi, paure, ansie e questo ti renderebbe più facile la risoluzione dei tuoi.Ti abbracciamo forte e speriamo di sentirti prestissimo.Un sorriso e ....a presto
Ultima modifica: Da .

Re: Confusione 29/05/2017 20:23 #6

Grazie ancora per avermi presa in considerazione.
Su di me non so cosa dire. Non parlo mai tanto, raramente riesco ad aprirmi. La gente potrebbe prendermi per la ragazzina timida e silenziosa (infatti la professoressa di inglese mi chiese se fossi così tranquilla anche a casa). In realtà sono abbastanza calma, ma non poi così tanto. Non credo che la mia sia timidezza, saprei rispondere a tono in determinate situazioni. Un'altra cosa che ho già accennato è che sono una ragazza abbastanza piacevole fisicamente, proprio questo è uno dei motivi per cui mi sento inferiore. Ci sono tanti pregiudizi sulle donne belle, quindi se sono bella perchè dovrei essere intelligente? E se sono intelligente e bella perchè dovrei essere anche simpatica? È come se alcune persone mi vedessero così. Mi pesa tantissimo la situazione dato che si dice anche che un uomo parla in modo differente ad una donna più bella (in modo non positivo) e per questo mi sto spingendo più verso le ragazze, dato che dal sesso opposto non mi sento presa seriamente. Ho paura che poi, dopo un po', l'uomo con cui starò inizierà a stancarsi di me e a guardare altro. La bellezza esteriore è uno dei miei pesi più grandi. Tante volte noto che la gente mi guarda per strada, e quando torno a casa mi ripeto che alla fine non sono neanche tanto bella, e delle volte cerco anche di imbruttirmi. Altre volte, quando non mi guardano molto, torno a casa e mi vedo e mi ripeto che sono bellissima (come oggi). La situazione a casa è buona: mio padre è un uomo intelligente, apprezzato un po' da tutti e che non mi ha mai costretto a fare nulla contro la mia volontà; con mia madre non vado d'accordo perché non mi piace niente di lei, non la considero molto intelligente nè simpatica, inoltre mi urta come parla e altri suoi modi di fare; con mia sorella ho un rapporto abbastanza buono, con lei delle volte mi sento davvero simpatica.
Sentimenti di inferiorità li provo sempre, soprattutto quando sto in mezzo alla gente.
Le cose che ho elencato non ne ho mai parlato con nessuno...
Per quanto riguarda le compagne di classe, c'è una con cui posso fare dei discorsi seri, ma non mi interessa approfondire. È una delle ragazze serie, con i piedi per terra e che (da quanto ho capito) non mirano molto in alto (nel senso che per loro va bene avere buoni voti per ottenere un buon lavoro, quello che io intendo per "persona comune"). Se non mi interessa approfondire è perché ho notato che non è così disponibile quando ho bisogno di aiuto, magari con i compiti. Ho già avuto amiche simili a lei e una di queste la detesto nel modo più assoluto. Voglio evitare che questo succeda anche con lei.
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Re: Confusione 31/05/2017 19:08 #7

Pensate che il fatto di essere diventata più bella mi abbia influenzato negativamente?
Non trovo la voglia di far nulla, mi sento un fallimento. Sarà che è l'ultimo mese di scuola e sono stanca, o che sto perdendo di vista tutto a causa del mio aspetto fisico. Forse non mi interessa del resto perché ho quello, ma so che un giorno svanirà e rimarrà quello che conta davvero. Mi sento inutile.
Ultima modifica: Da .

Re: Confusione 16/06/2017 17:11 #8

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Cara Oreia

Gli argomenti che tratti sono molto particolari. Ci piacerebbe poterne parlare con te per telefono. Se non ti causa problemi parlarne a voce, potresti chiamarci al numero che leggi nel banner qui sotto. Ci terremmo molto a essere il più esaustivi e accoglienti possibile.

Riguardo alla bellezza, hai ragione, in effetti. Il fascino di una bella ragazza (e anche di un bel ragazzo) altera il giudizio iniziale che si ha nel suoi confronti. Il tutto per il motivo che hai detto tu: si tende a dare delle qualità limitate alle persone. Se una persona è magnetica, per par condicio magari la si ritiene un poco di buono. Se un ragazzo è bruttino, allora probabilmente è un topo da biblioteca, e via dicendo.
La verità, però, è che le cose sono molto più complesse di così. Le persone, stanne certa, sono tutte diverse tra loro.. questo, in poche parole, significa che ci sono talmente tante sfumature da rendere impossibile il giudicare correttamente al 100 per 100 una persona da subito. Ci sono vari tipi di bellezza, vari tipi di intelligenza, vari tipi di virtù e vari tipi d cattiveria, anche.
È vero che le persone sono composte da alti e bassi, ma sono talmente tanti, questi picchi e queste "depressioni", da permettere tranquillamente a una persona di essere bella e intelligente nello stesso tempo. Avrà carenze o difetti da altre parti. E ci sentiamo di rasserenarti sul fatto che anche tu non sei esente da questa "regola".
Senza contare che l'intelligenza e la bellezza non precludono a una persona la possibilità di essere "piccola". Più il mondo diventerà grande, più entrerai a contatto con questa cosa.
Poi c'è anche la questione riguardante il modo in cui ci presentiamo, che calca sui pregiudizi che ci vengono affibbiati.. ma questa è un'altra storia..!

Parlando dei giudizi e delle aspettative degli altri, bisogna sempre cercare di capire quando siamo in grado di assecondarle e/o di farle nostre, e quando invece non fanno per noi.. non trovi? Non si può vivere solo per gli altri. L'importante è conoscersi e sapere cosa non possiamo, cosa possiamo e cosa vogliamo.

Da come parli di te, pare che tu abbia ancora alcune cose da apprendere a tuo riguardo.. e questo non è assolutamente un male, anzi!

Cosa pensi di quanto detto?
Hai mai provato a interessarti alle tue compagne di classe e al loro modo di essere, seppur sia distante da te?

Dici che non ti interessano le persone "normali".. tu quanto in alto miri?

Ti lasciamo con un'osservazione di Nelson Mandela: "La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati; la nostra paura più profonda è di essere potenti oltre ogni limite. È la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. Il nostro giocare in piccolo non serve al mondo."

A presto, cara Oreia
Ti mandiamo un sorriso e attendiamo tue nuove
Ultima modifica: Da .
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