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ARGOMENTO: Voglia di andarmene.

Voglia di andarmene. 08/03/2017 20:20 #1

La solita frase di chi è stanco, affranto, deluso dal mondo e da se stesso.
"Non ce la faccio più"
Ho ventidue anni, e ripetutamente ho passato periodi come questo in passato, sempre illusoriamente superati. Ma ora è diverso, ora è tutto cambiato; davanti a me un muro insormontabile, senza via di uscita.
Non mi è mai mancato nulla dalla vita, ho avuto tutto. Una delle cose che sicuramente non mi è mancata è la sensibilità. Una sensibilità acuta nei confronti di ogni minima piccolezza. Mi ha logorato le meningi e l'anima. Non ne sopporto più il peso, più il tempo passa più è intenso il dolore delle mie crisi depressive. Non c'è un vero e proprio motivo.
Forse è per il fatto che sono pienamente cosciente di ciò che sono, di quello che mi circonda.
Una fallita, ingenua, disadattata in un mondo spietato e colmo di teatri drammatici.
Non sento più niente, ho freddo, non ho fame, piango.. voglio andare via. Lontano.
Ed è un problema anche questo. Voglio farla finita, perchè destino è che sono morta, e ne sono certa.
Il problema è che mi preoccupo di non far star male chi mi circonda. Qualsiasi cosa faccia, che il mio corpo sia funzionale o meno, io deludo non solo me stessa ma anche chi mi sta attorno da una vita a prescindere.
Quindi non so che cazzo fare. Neanche aiuto riesco a chiedere, perchè credetemi, in momenti così mentre piango e strillo, vorrei davvero che qualcuno fosse con me, anche solo per guardare quanto io stia realmente soffrendo. Ma io piango da sola, non so soffrire in mezzo agli altri, per loro io sono silenzio e menzogne.
Credo che morirò anche nel corpo, non so tra quanto o in che modo, ma succederà. E non lascerò lettere, addii, non chiederò scusa, semplicemente sparirò. La mia nullità svanirà in un soffio di vento, nell'ultimo respiro.
Ultima modifica: Da .

Re: Voglia di andarmene. 09/03/2017 21:37 #2

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao ValeriaEsse e benvenuta sul forum
Ci hai raccontato tanto di quello che stai passando, vogliamo dirti che ti siamo vicini:-). Noi siamo sempre qui per te, per ascoltare qualunque cosa tu abbia da dire, però vorremmo anche riuscire a capire meglio quello che stai passando, ci vorresti dire qualcosa in più su di te? per esempio che fai nella vita, come passi le tue giornate e cosa ti piace fare. Dici di avere una grandissima sensibilità e sappiamo che questa può essere una grande dote così come fonte di grande sofferenza, ti va di farci un esempio di queste "minime piccolezze" a cui sei molto sensibile?
Inoltre vorresti spiegarci un po che cos'è questo muro insormontabile che vedi di fronte a te? oppure ti senti di farci un esempio di una volta che senti di aver deluso te stessa o altri?
C'è qualcuno vicino a te con cui parlare di queste cose che ci hai raccontato?
Speriamo di ricevere presto tue notizie.
Un abbraccio
Ultima modifica: Da .

Re: Voglia di andarmene. 10/03/2017 01:27 #3

Salve, e mi sento così stupida a scrivere qui in realtà.
Il periodo adolescenziale è finito, dovrei iniziare a diventare una donna realizzata, invece mi ritrovo a sfogarmi in questo sito.. ma lo faccio, perchè momentaneamente è l'unico modo per calmarmi e razionalizzare quello che mi passa per la testa.
Cosa faccio nella vita... bene.
Per il momento praticamente nulla; ho il diploma da liceo artistico, preso per miracolo, dato che l'ultimo anno scolastico l'ho passato a dormire dentro casa (circa due anni fa succedeva questo); ora sono disoccupata da circa 4 mesi.
..Non ricordo quando, forse quando tutte le amicizie che avevo hanno preso la loro strada, ho iniziato ad uscire da sola; molto tempo fa ne avevo il terrore, avevo paura di sentirmi stupida e sola agli occhi degli altri. Ma poi ho cambiato atteggiamento, mi sono resa conto che l'uscire di casa semplicemente andando in centro per bere una birra mi ha fatto incontrare tante persone (forse troppe).
Ho conosciuto le droghe, ma non mi sono mai sentita una drogata. Ho sempre saputo i miei limiti e mai ho ne ho abusato regolarmente. Anzi sono arrivata al punto che non ne ho bisogno più nemmeno occasionalmente. (La cannabis, hashish o quel che sia, mi provocano solo bruttissime paranoie).
Negli ultimi mesi, dopo essere stata licenziata, ho buttato tutti i miei soldi in alcool uscendo, sempre sola, nel centro della mia piccola città. Sapevo benissimo che quel divertimento era solo illusorio, sarebbe finito appena i soldi fossero puf! spariti tutti.
Il licenziamento è stata una bella batosta, sono durata solo venti giorni. Mi sono auto licenziata da una grande multinazionale per un lavoro che credevo fosse migliore, invece .. mi hanno buttata fuori dalla porta con la scusa che non era adatto a me. (Dal vendere panini, al vendere libri.. è un abisso).
Ecco. Finiti i soldi. Finita la pacchia.
Decido possibilmente di uscire di meno, per non pesare sulle spalle dei miei, e per evitare di uscire e spendere, perchè ormai tutti quello fanno. E'normale, è consumismo, è la società. Se lavoravo avrei continuato a consumare, no? Avrei fatto parte del meccanismo. Ma sono stata tagliata fuori.
A gennaio ho conosciuto un ragazzo, non so per quale assurdo motivo siamo finiti a convivere nella sua casa in montagna, questa storia è durata solo due mesi. Lui un ragazzo proveniente da una famiglia neocatecumenale, uscito da poco da una storia con una ragazza anche lei neocatecumenale, lui ha iniziato il cammino ma non lo ha continuato. Ho capito dopo un pò, che è confuso, legato al passato, emotivamente e sessualmente bloccato. Pensavo fosse una piccola ancora nel mio oceano di dolore. Invece niente, l'ennesima persona che entra nella mia vita e se ne va come se nulla fosse.
Cavolo non ho mai preteso niente da nessuno, se non un pò di considerazione, pare che per una come me sia impossibile instaurare relazioni.
Sà adesso sono messa, che non ho più voglia di uscire, di vedere nessuno. Non ho più voglia di parlare. Lotto con il cibo, la mia secolare battaglia, mai vinta.
Cosa mi piace fare? La mia più grande passione era il disegno, dipingere. Ma è un anno che non tocco più nulla, ho perso l'ispirazione e la voglia.
La mia sensibilità... mi procura innanzitutto, la consapevolezza.
Consapevolezza del dolore presente su questa palla sferica dove siamo imprigionati. La consapevolezza che l'uomo vive nella perdizione, che metà del mondo muoia di morte atroce solo per il potere di pochi, mentre l'altra metà, quella dove siamo io e lei, viva nei vizi e nei comodi servendo omertosi i padroni. Consapevole che "non posso cambiare il mondo ma la mia vita si"... purtroppo vista ed udito non me lo permettono. Sono sensibile, perchè quando vedo un bimbo piccolo mi commuovo, penso siano le creature per le quali vale la pena qualsiasi cosa a questo mondo. Sensibile, perchè la natura è spettacolare e mi fa pensare, pensare e pensare, anche a qualcosa di carino che non rientri nella drammaticità del mondo. Mi creda, sono sensibile per moltissime altre cose. E non sono sicura sia un dono sinceramente.
Il muro insormontabile...
e'la mia testa.
Sono io stessa. Paradossale ma è così. "Se una metà mi possiede, metà mi asseconda; e solo in seconda sede la realtà mi circonda", è una frase tratta da una canzone, descrive anche se ambiguamente quello che provo ogni giorno, ogni momento dentro di me.
Ho deluso me stessa, quando a pallavolo non mi facevano mai giocare perchè ero grassottella;
quando sono stata bocciata;
quando mia madre ha scoperto che a 15 anni mi tagliavo i polsi (Ero stupida e facilmente influenzabile all'epoca). Ho deluso me stessa, quando non sono riuscita a stare accanto ad un mio amico; quando ho aspettato che mia nonna morisse prima di andarla a trovare.
Deludo me stessa, quando non ci credo, non credo in quello che potrei essere. Perchè la realtà è che sono così da una vita, e non posso cambiare.
Sono abituata a dire che per ogni cosa la colpa è la mia. Perchè c'è che se provassi ad incolpare qualcun'altro poi passerei da egoista, ed è anche successo. Magari penso a volte, che deve essere proprio così, io sono un egoista.. mi sto sempre a lamentare. Un professore una volta vedendomi piangere mi disse "tu sei il centro del tuo mondo".
E'qui che mi confondo. Hanno ragione, ma ho ragione anche io. Perchè mi guardo attorno e ci provo con tutta me stessa a guardare dentro anche gli altri.
No non ho nessuno con cui parlare. Vorrei tanto, tantissimo.
Ma non voglio passare per la noiosa ragazza che si butta nell'autocommiserazione del cavolo, non voglio che mi dicano come devo sentirmi. Pensa che una volta andai dalla psicologa, mi chiese di far venire i miei genitori, e mia madre davanti a lei disse, che era arrabbiata del fatto che stavo male, smisi di andare dalla psicologa per la delusione.
Comunque sia, le righe e le parole non bastano mai ad esprimere quello che si vuol buttare fuori.
Da qualche parte almeno rimarrà qualche pezzo di me e della mia insofferenza.
Ultima modifica: Da .

Re: Voglia di andarmene. 13/03/2017 21:57 #4

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Cara ValeriaEsse

Ti vorremmo tanto abbracciare. Dalla tua risposta traspare tanto dolore e solitudine, ma anche una grandissima sensibilità.
Il mondo che tu descrivi come brutto e ostile ha bisogno di persone sensibili come sei tu. Noi ci crediamo in questo. Anche nelle situazioni più brutte, se dall'altra parte senti un'empatia e capisci, ti scattano tante ancore di salvezza. Il mondo ha sete di sensibilità, di persone profonde che capiscono il dolore e che hanno affinato questa splendida fragilità.
Pensiamo che la solitudine in cui ti trovi non ti aiuti. Chissà, se tu potessi riallacciare con qualche compagna o compagno del liceo con cui andavi d'accordo..
Pensiamo che il vivere qualche situazione piacevole con una coetanea con cui hai condiviso la passione per la pittura ti possa forse giovare. Ti distoglierebbe dal "tuo mondo"e ti potrebbe far vedere altre realtà che ora non vedi. E poi potresti condividere anche questa batosta del licenziamento e forse diventerebbe più digeribile. Avere qualcuno con cui potersi anche solo sfogare fa tanto.

Ci dici che vivi in un piccolo paese, come ti trovi lì? Com'è la gente? Hai detto di voler andare via, lontano; hai mai provato a farlo o a organizzare qualcosa?

Capiamo che tutto ti sembri duro, crudele e insostenibile. leggendoti abbiamo pensato a un piccolo angelo caduto. Sei in un mondo che non senti tuo, in luoghi che non trovi rassicuranti.. per quanto possano valere queste parole, ci sentiamo di dirti di non mollare. Sicuramente hai qualcosa da dimostrare, un luogo tuo, una provenienza. Il fatto che tu non veda questo mondo come appropriato a te non ti rende una persona sbagliata.

Per poterti essere più vicini ci piacerebbe poterti sentire. Nella firma di questo messaggio puoi leggere il nostro numero. Se ti va facci un colpo di telefono, ok?

A presto casa Valeria. Resta qui per tutto il tempo che ritieni necessario. Noi ci siamo, sempre.
Un abbraccio
Ultima modifica: Da .

Re: Voglia di andarmene. 04/05/2017 22:10 #5

Ciao Valeriaesse, cercavo qualcosa in questo forum . Qualcosa che mi poteva far sentire uguale a qualcun altro e ho trovato le tue parole la tua storia . Io ho 27 anni mi sento come te .. sono in cura dallo psichiatra che mi sta aiutando ma comunque penso che l inferno e' dentro la nostra testa .
Da quello che scrivi sembri una bellissima persona , una di quelle persone che quando incontri trovi un tesoro. Non accantonare cio' che di bello hai . Tirolo fuori e spacca il mondo come sto provando a fare io . Un caldo abbraccio
Ultima modifica: Da .

Re: Voglia di andarmene. 05/05/2017 19:21 #6

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Cara Valeriaesse,

E' da un po' che non ci scrivi...
Quando vuoi noi ci siamo, ti accogliamo a braccia aperte e con fiducia in te. No ci puoi deludere perché sappiamo che in questi momenti difficili è come correre con le scarpe di cemento, ogni singolo passo è una fatica enorme, noi rispettiamo questa tua sofferenza e anche i tuoi tempi.

Ti aspettiamo

Tutti noi del sorriso in un abbraccio grandissimo
Ultima modifica: Da .
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