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ARGOMENTO: Dipendenza da...cellulare?

Dipendenza da...cellulare? 12/06/2017 13:31 #1

Buongiorno.
Apro un nuovo topic in questa categoria perché non saprei dove parlare di questo..."problema"? Non so nemmeno se può essere considerato tale. Il cellulare è diventato un'arma a doppio taglio: utile per tenersi in contatto con molte persone e avere tutte le informazioni a portata di mano, ma per me rappresenta anche uno strumento di evasione che si sta trasformando in una "dipendenza".
La sera ripongo le mie speranze nella giornata successiva, convinta di riuscire a portare a termine tutti i lavori che mi sono prefissata e quando viene il momento di mettersi a lavorare mi attacco al cellulare e non mi scollo più. Una canzone dietro l'altra, un video dietro l'altro...per ore ore e ore. Mi rifugio in qualsiasi punto della casa ripetendomi "Solo altri 15 minuti e poi basta" e invece butto via intere giornate. Ho provato a dirmi "Ok, se non riesci a staccartene, prova ad alternare un'ora di studio e un'ora sul cellulare". Niente da fare. Inutile impostare la modalità offline perché mi basta un click per disattivarla. Non posso spegnerlo perché devo tenere sotto controllo i gruppi di lavoro su whatsapp (possono arrivare i messaggi in qualsiasi momento della giornata e spesso c'è bisogno di una risposta tempestiva).
Ci sono momenti in cui credo di aver perso il controllo della mia vita, che sia il cellulare a controllarla e io non riesca ad oppormi. Eppure dovrebbe essere facile: c'è il tempo dello svago e il tempo del dovere. E' inutile persino uscire di casa e rifugiarmi in biblioteca o da qualsiasi altra parte perché anche lì tiro fuori il cellulare e mi ci incollo per ore.
Ultima modifica: Da .

Re: Dipendenza da...cellulare? 12/06/2017 15:10 #2

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Cake 80 e benvenuta nel nostro forum.

E' molto interessante l'argomento di cui ci parli e il fatto che tu lo inserisca nella categoria "dipendenze"!
Si sente parlare spesso di quanto "il cellulare" possa creare dipendenze, soprattutto per quanto riguarda i social, nel senso che molti giovani si trovano "dipendenti dai like" e controllano continuamente quanti ne hanno avuti e questi like entrano nella misura della loro autostima... oppure c'è chi (già al lavoro) compulsivamente controlla la mail, chi controlla ossessivamente la meteo o le notizie...

Tu invece poni l'accento su un uso del cellulare più come "finestra di evasione" (come un gigantesco insieme di radio+tv+jukebox+cinema dei vecchi tempi) come se tu fossi intenta in un tuo hobby, una tua evasione, dalla quale non riesci a distoglierti per far fronte ai tuoi impegni.
Come uno che "perdesse le giornate" dipingendo o suonando la chitarra per suo piacere, e non riuscisse a smettere per mettersi "al lavoro"...
Dalla tua descrizione di quello che sperimenti, ci sembra che più che una dipendenza, il telefonino possa essere per te più il mezzo attraverso cui puoi sfuggire, sottrarti ai tuoi doveri! Cioè tu non sembri avere una compulsione a contare i like, leggere le mail... tu è come se accendessi la tv e non ti scollasti per tutto il giorno.
Ti ci ritrovi? Secondo te abbiamo capito bene?

Perchè se fosse questo il caso, la dipendenza da studiare e vincere non sarebbe tanto quella dal telefonino (che staresti usando solo utilisticamente come mezzo per far fronte a un sottostante problema centrale), ma forse un'abitudine all'autoindulgenza, forse una tendenza a rimandare, forse pura e semplice "pigrizia", insomma sarebbe molto utile e interessante che tu riflettessi per capire COSA può essere successo, DA QUANDO e PERCHE' ti senti di procrastinare i tuoi "doveri" all'infinito (senza che ne derivino gravi conseguenze, almeno non ce ne parli).

Da quanto tempo ti sei accorta di questo atteggiamento "dipendente"? E' subentrato qualcosa, qualche imprevisto, conflitto, problema o sofferenza di qualsiasi tipo che ha squilibrato una situazione precedentemente non problematica? Riesci a darti una spiegazione dell'inizio di questa fase?
I nostri sentimenti e atteggiamenti hanno sempre una ragione, quindi vale sempre la pena di interrogarsi sui momenti di cambiamento, per cercare di capire cosa può averci "destabilizzato" e consentirci di rimettere pian piano le cose in ordine!
Ti va di approfondire un po' con noi?

Possiamo chiederti quanti anni hai e quali sarebbero questi "doveri" che ti aspettano e non ti vedono mai arrivare?

Un grande sorriso in attesa di risentirti!
Ultima modifica: 12/06/2017 15:16 Da Volontario del Sorriso

Re: Dipendenza da...cellulare? 12/06/2017 16:28 #3

Avete capito bene quando dite "tu non sembri avere una compulsione a contare i like, leggere le mail... il telefonino per te è più il mezzo attraverso cui puoi sfuggire, sottrarti ai tuoi doveri!" Purtroppo ne sono perfettamente consapevole, e questa consapevolezza non fa che aumentare i miei sensi di colpa. Il circolo vizioso è che più mi sento in colpa e meno riesco a prendere in mano la situazione ed agire.
Mi è stato pure consigliato di trascorrere i momenti davanti al cellulare con serenità senza pensare "ah, in questo momento dovrei fare altro". Lo scopo era quello di ridurre i sensi di colpa e aumentare il benessere personale, ma nemmeno questo sistema ha funzionato.

Ho avuto molto tempo di ragionare sulle cause che mi hanno portato a comportarmi in questo modo. E' stata una combinazione (circa un anno/ un anno e mezzo fa) tra momento difficile all'università e accesso a internet illimitato (prima infatti possedevo un cellulare antidiluviano). Adesso ho accesso a tutti i contenuti che desidero, viene caricato nuovo materiale ogni giorno. Sono io che devo impormi un limite, perché internet di limiti non ne ha.

Le cause di questo mio comportamento mi sono molto chiare: ho iniziato l'università anni fa ...(che non ero convinta della scelta l'avevo capito dopo pochi mesi, ma sono una persona testarda, che quando inizia qualcosa si impegna al massimo per finirla). Inizialmente non era difficile studiare e dare esami. Ero circondata da moltissime persone, frequentavo le lezioni ogni giorno e studiavo assieme ai miei colleghi o alle mie amiche. Poi è successo che mi sono imbattuta in un esame veramente tosto che mi ha letteralmente sciupato le energie. Sono riuscita ad emergerne solo dopo un anno e mezzo. Il perché ci abbia messo così tanto non me la sento di dirlo pubblicamente.
A quel punto non sono più riuscita a ripartire. Mi sono detta che era giusto prendersi due-tre mesi di pausa e che colpevolizzarsi come avevo fatto fino a quel momento non avrebbe risolto la situazione. Ma è stato sempre peggio. Nel giro di poco mi sono trovata senza più colleghi, tutti laureati, le amiche che frequentavano altri corsi di laurea hanno preso il volo e io avevo pure finito di frequentare tutte le lezioni...Sono rimasta sola. Senza motivazione per andare avanti e con questo senso del dovere verso lo studio sempre più pesante, sempre più opprimente. Era ed è un ripetersi di frasi nella mia testa come "Sei l'unica che è rimasta indietro...c'è gente più piccola di te che si è già laureata".

Io mi rendo perfettamente conto che ognuno ha i suoi tempi, che è giusto sbagliare, che nessuno è perfetto, che con il giusto atteggiamento la cosa si può risolvere, che non c'è un'età prestabilita per laurearsi o per fare altre esperienze...Eppure...mi sento bloccata. E vorrei mettere in maiuscolo questo bloccata perché percepisco il mio corpo di piombo, di ghiaccio; non riesco a prendere l'iniziativa. Mi manca quella scossa, quella scarica elettrica che mi permetterebbe di agire. Anche quando riesco a fare dei piccoli passi mi rendo perfettamente conto che è un grande traguardo vista la mia situazione e me lo ripeto anche, ma subito una voce nella mia testa dice "sì...piccoli passi...visto quanto sei indietro dovresti correre, altro che piccoli passi". Insomma...anche quando cerco di apprezzare i piccoli tentativi di miglioramento, mi butto giù da sola.
Ultima modifica: Da .

Re: Dipendenza da...cellulare? 12/06/2017 17:55 #4

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Cara Cake 80
siamo andati su google a leggere un po' qualche informazione e consiglio per le persone nella tua condizione, perchè la dipendenza da internet è una vera e propria nuova malattia.

Hai voglia di leggere questo articolo e poi lo commentiamo insieme?
www.depurarsi.com/dipendenza-da-internet...per-disintossicarsi/

A presto!
Ultima modifica: Da .

Re: Dipendenza da...cellulare? 13/06/2017 18:17 #5

Ho letto con attenzione l'articolo e mi ha rincuorato realizzare che la mia non è una dipendenza grave come immaginavo. Ciò non toglie che può diventarlo e che, quando non ho altri impegni, trascorro il mio tempo sulla rete invece di dedicarmi agli studi.
Nello specifico l'articolo e i video allegati insistono molto sul tema della difficoltà nel relazionarsi con le altre persone, sul trincerarsi dietro uno schermo trascurando amici e familiari. All'opposto io amo interagire con le persone, passeggiare, andare al cinema, fare shopping, uscire la sera. Ho bisogno di poter fare tutto questo di frequente con altre persone e di ritagliarmi al contempo anche momenti per me stessa. Fino ad un anno fa vi era un equilibrio perfetto. Bene o male ero circondata da molte persone (anche perché stavo portando avanti un percorso insieme a loro)...ma quando sono andati tutti avanti e io sono rimasta indietro, sono aumentati esponenzialmente i momenti di solitudine. Per fare un esempio banale: se prima andavo al cinema 5 volte (4 con diversi amici e 1 da sola), ora mi ritrovo ad andare 5 volte da sola. Prendo il cinema ad esempio, ma possiamo estendere questa situazione ad un sacco di altre attività. Alla fine ci provo a godermele ma rimane dentro di me sempre quella sensazione malinconica che mi fa dire "Vorrei condividere tutto questo con qualcuno".
E così capita che, quando sono libera dagli impegni di lavoro e ho del tempo per me stessa, invece di dedicarmi agli studi, butto via le mie giornate su internet, come se volessi annullarmi, un video dietro l'altro, una canzone dietro l'altra e non pensare a quello che mi circonda. Insomma invece di andare avanti come tutti gli altri, mi "auto-blocco".
Certo, non posso nemmeno andare al cinema o a fare shopping da sola giorno dopo giorno dopo giorno...allora sì che la situazione diventerebbe davvero triste e mi chiuderei in casa definitivamente.
Non posso nemmeno dire "Forse dovrei fare nuove conoscenze" perché, sebbene non abbia molte occasioni di conoscere persone nuove, se c'è l'opportunità non mi tiro indietro. Tuttavia quello che ho notato è che con queste persone non riesco a trovare quel certo feeling di cui sento il bisogno (non so se è chiaro questo punto), magari ci parlo, una, due, tre volte, ma mi rendo conto di non sentirmi mai completamente a mio agio e, di conseguenza, tendo a limitare le uscite con queste persone a una volta al mese. E' come se ricercassi una connessione più profonda. E il non trovarla con queste nuove conoscenze mi fa sentire automaticamente ancora di più la mancanza delle mie vecchie amicizie, con cui oramai ho più contatti via messaggio che di persona.

Insomma, i miei problemi mi sono chiari o forse manca ancora un tassello del puzzle a cui non ho pensato...sta di fatto che, se non sono fuori casa, è molto più facile farsi abbracciare dalla rete, passarci ore infinite e dimenticare tutto il resto, che non prendere in mano i propri doveri con positività e portarli a termine.
Ultima modifica: Da .

Re: Dipendenza da...cellulare? 14/06/2017 16:07 #6

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Oh cara Cake 80

allora siamo abbastanza d'accordo che la primissima lettura non era sbagliata: tu non hai una vera e propria "dipendenza", hai una tendenza a perderti "quisquilie" per evadere dal tuo "reale", dai tuoi doveri di studio e, siccome hai sottomano il telefonino, usi quello per evadere. Se fossimo negli anni 90 ascolteresti la radio, VideoMusic, telefoneresti e cose così...

Dunque è la RAGIONE, il MOTIVO che ti spinge a tergiversare che va affrontato, in quanto CAUSA.
Quali sono i tuoi progetti? Va bene che hai perso un po' di tempo, ma sei contenta di "dove stai andando"? E' possibile che tu abbia cambiato idea, visto che non studi? Forse non hai ancora "il coraggio" di ammettere con te stessa prima di tutto che vorresti rivedere i tuoi progetti a medio e lungo termine...?

Se invece confermi le tue intenzioni, utilisticamente, c'è un aspetto dell'articolo che ci ha colpito: il fatto che bisogna parlarne in famiglia e cercare di farsi aiutare! La tua famiglia è al corrente di come ti senti e come passi le giornate?
Potrebbero darti una mano e magari col tuo consenso "ritirare" il cellulare per 2 o 3 ore intanto che studi un po'?
Chi c'è in casa? Hai un buon rapporto coi genitori e eventuali fratelli?

Riesci a immaginare una situazione in cui qualcuno ti aiuta? Cosa potrebbe fare?

Parleremo poi anche della tua solitudine, perchè (quanti anni hai?) merita certamente un approfondimento a parte!

Un grosso abbraccio
Ultima modifica: 14/06/2017 16:16 Da Volontario del Sorriso

Re: Dipendenza da...cellulare? 14/06/2017 19:42 #7

La connessione ad internet mi occorre per trovare le informazioni che non trovo sui libri. E anche se non mi servisse, riesco ad inventarmi qualsiasi stratagemma per evitare di affrontare lo studio. Una volta mi sono chiusa in biblioteca senza cellulare o computer e ho trascorso tre ore a decorare il bordo delle pagine di appunti senza riuscire a sottolineare nemmeno una riga. Se mi tolgo il cellulare da sola mi viene improvvisamente sonno e mi addormento. Tra l'altro....vorrei dormire di meno e bene...invece trascorro a letto anche 12 ore, oppure dormo male svegliandomi più volte. Di giorno mi sento sempre addosso una stanchezza che non se ne vuole andare, nonostante cerchi di tirarmi su con pensieri positivi o prese di decisione come "dai, adesso per combattere questo stato di sonnolenza ed apatia, prendo la macchina e vado a farmi un giro" e poi mi ritrovo a camminare per le strade della città da sola, cercando (senza troppo successo) di cacciare via i brutti pensieri, lo stress. Perché alla fine della giornata devo fare i conti con me stessa e su quello che sto realizzando nella mia vita (che è poco e niente). Non ho alcun tipo di problema con i miei genitori, comunque non potrebbero fare granché. E' una situazione che devo affrontare ed imparare a gestire da sola. So di avere il loro sostegno e questo è l'importante. Loro mi sono vicini ma il click deve scattare nella mia testa. Sono io che devo trovare la forza di volontà per farcela, non me la possono tirare fuori loro con la bacchetta magica.
Visto che negli altri messaggi mi sono dimenticata di dire la mia età, lo faccio ora: ne ho 23 e sì, mi rendo conto di aver intrapreso un percorso di studi che non era quello che volevo, quindi adesso devo trovare le forze (nonostante siano svanite un anno e mezzo fa) di finirlo e poi trovare il coraggio di ricominciare... e so che non sarà affatto facile...quindi per ritardare quel momento, sono riuscita a trovare il modo di intrappolarmi in un presente senza fine...Ma è un'illusione, anche se non affronto i miei esami, il tempo passa lo stesso e sto solo facendo peggio.
Questa situazione poi è aggravata dalla mancanza delle persone che in questo momento vorrei vicine, con cui mi piacerebbe uscire e parlare e ridere per avere qualche ora di spensieratezza. Mi impegno a sentirle quanto più spesso possibile via messaggio ma non è la stessa cosa. Con le nuove persone che ho conosciuto (anche se pochissime) non riesco a trovare quel tipo di connessione profonda che cerco e comunque non possono sostituire le vecchie amicizie a me più care. Senza contare che comunque vedo poche volte anche queste nuove conoscenze.
Non so dove voglio andare a parare con tutto questo discorso sconnesso...ma alla fine della giornata, quando mi chiedo "Rivivresti la giornata di oggi?" non rispondo "Sì" o "No" ma "E' indifferente, non me ne importa". E ho paura di questo annichilimento, ho paura di quei pensieri che si insinuano nella mia testa come "non mi importa più niente di quello che faccio o di come trascorro le giornate, voglio perdere me stessa e annullarmi".
Ultima modifica: Da .

Re: Dipendenza da...cellulare? 15/06/2017 09:14 #8

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Carissima Cake 80
dici cose molto interessanti in questo post:
1) dormire, che è bello lo sappiamo tutti, alla tua età 12 ore filate capitano spesso, ma quando il sonno ci prende anche di giorno senza motivo, bisogna subito alzare il sopracciglio!
Quando capiamo che dormire diventa un modo di sfuggire alla propria realtà, ecco questo è un segnale da NON sottovalutare, perchè potrebbe essere il primo segnale di un "peggioramento" del nostro equilibrio interiore, e potrebbe essere persino il prodromo di una depressione...
Non vogliamo spaventarti inutilmente, ma unito questo al fatto che la tua vita è come "il giorno della marmotta" (hai presente il film dove per il protagonista lo stesso giorno si ripete sempre uguale all'infinito, proprio quel "presente senza fine" di cui tu parli...) ci sembra un segnale inequivocabile: qualcosa "dentro di te" ti sta dicendo "è tempo di cambiare".

2) la tua direzione nella vita. non hai fatto menzione di cosa studi, perchè non ti piace più la facoltà scelta, quali sono i maggiori ostacoli al tuo studio (valori che non condividi più, noia e disinteresse, lavoro futuro lontano da casa....?), cosa davvero faresti se potessi ricominciare l'università... se non sono argomenti per te troppo delicati, ci farebbe piacere poter avere qualche coordinata in più per immaginare con maggiore precisione la tua situazione, e poterti così fornire spunti di riflessione più utili per chiarirti a fondo e poi agire! sai, in molti casi gli studi intrapresi non limitano una possibilità di lavoro un po' diversa... davvero non avresti voglia di raccontarci un po' i tuoi sogni, le tue idee...?

3) gli amici. Cake 80 abbi pazienza con noi e spiegaci: come è possibile che dei ragazzi come voi, amici per la pelle per anni si "perdano del tutto" solo perchè non studiano più insieme?
E' un problema di lontananza fisica?
Oppure loro sono cambiati e non sono più interessati a coltivare te perchè sono presi dalle loro nuove vite e hanno nuovi amici?
Qual è a tuo parere il reale problema?
Facciamo un po' fatica a immaginare come mai un semplice cambio nel piano studi possa allontanare amici così veri, così profondi come tu ci racconti.
Ma non si può stabilire l'uscita fissa del giovedì? Oppure la pizza della domenica? Oppure programmare gite e weekend insieme, esageriamo... le vacanze???? Ecco, adesso siamo in vacanza o quasi, non potresti lanciare l'idea di una rimpatriata e organizzarla? Sarebbe possibile? Cosa potrebbe frenarti dal provarci?
E i nuovi amici - magari meno interessanti ma più accessibili - non sono mai disponibili quando tu vuoi fare una passeggiata? Perchè ti trovi da sola quando ti dici "ok ora esco"? E' solo mancanza di planning, di organizzazione preventiva?

4) i pensieri positivi. hai detto una bella cosa, coltivare il pensiero positivo è un incredibile aiuto per la mente, perchè in tanti ci stiamo rendendo conto che è vero che "attiri nella vita, quello su cui ti concentri di più"
Attenzione però che non basta un pensierino ogni tanto "dai dai che ce la fai" se per tutte le altre 12 ore che sei sveglia ti ripeti la tua "canzone psicologica" che critica, giudica, colpevolizza e condanna... e per sfuggire dormi o youtubi...
Se passi le giornate a tormentarti col senso di colpa perchè stai "realizzando poco o niente", a vederti persa e a dormire o sentire canzoni per distrarti, ti pare che un pensierino "dai dai che ce la fai" abbia qualche possibilità di essere "ascoltato"?
Se invece coltivi "scientificamente", con continuità e determinazione maggiore, pensieri positivi ben direzionati, cominci a darti una certa carica e te ne accorgi se ti fa sentire ispirata e fiduciosa invece che colpevole... che ne pensi?
Se tu andassi in una direzione di studio che ti convince di più, studieresti con più passione?
Se la risposta "mentale" è si, perchè non fai una prova?
Perchè oggi invece che passare tutto il giorno su youtube, non passi un po' di tempo a cercare su internet qual è la migliore università italiana della facoltà che ti piacerebbe, perchè non ti leggi qualche forum di studenti che si raccontano, che spiegano le loro passioni e le loro frustrazioni, se l'università è all'altezza delle loro aspettative?
perchè non scarichi uno o due libri di studio e vedi se leggerli ti piace nella pratica altrettanto come nella tua idea?
Capisci cosa intendiamo? Il pensiero positivo non va solo accarezzato astrattamente ogni tanto, bisogna COLTIVARLO, tematizzarlo, farlo vivere il più possibile dentro di noi, nel quotidiano finchè non genera una carica e poi darsi subito occasione di sperimentare, passando dal pensare al fare.

5) il ruolo dei tuoi genitori. da come ne parli sembrano quasi figure sullo sfondo, con cui vai d'accordo ma che non sembrano presenti nel tuo quotidiano o essere preoccupati per il tuo "periodo di pausa"... è proprio così? non ti chiedono perchè da un anno e mezzo non dai esami? non ti richiamano ai tuoi doveri? non ti offrono la possibilità di cambiare facoltà, vista la situazione? non ti dicono la classica frase dei genitori "se non studi, cercati un lavoro"? o sono disposti a mantenerti in eterno senza preoccuparsi?
insomma, ci farebbe piacere capire meglio i vostri rapporti, sempre che parlarne non ti disturbi


6) se chiusa in biblioteca per 3 ore hai decorato il foglio dimentichiamoci il telefonino come problema! è l'ennesima conferma che il celly/internet non sono il problema, sono solo un mezzo per evadere che tu in questo momento usi perchè non sai come risolvere la tua attuale empasse esistenziale, questo blocco di un anno e mezzo nel quale non riesci più a stare...

Restiamo in attesa di sentirti e prima di rispondere ti chiediamo di rileggere tutto quello che abbiamo scritto una seconda volta, e magari rifletterci su per una mezza giornata... lascia che le cose che leggi abbiano il tempo di essere digerite. non avere fretta di arrivare subito alla risposta... ci stai?

Un grandissimo sorriso!
Ultima modifica: 15/06/2017 10:11 Da Volontario del Sorriso

Re: Dipendenza da...cellulare? 03/08/2017 17:00 #9

Gentili volontari, mi dispiace non aver risposto prima al vostro post, ma sono stata parecchio impegnata. E mi scuso anche per avervi tenuto all'oscuro di alcuni aspetti della mia vita. Il problema è che non è facile parlare di problematiche personali su un forum aperto a tutti (utenti iscritti e non), quindi non me la sento ancora di raccontare tutti i dettagli della mia vita. Cercando di essere chiara e concisa, il percorso di studi che sto disperatamente cercando di finire non mi piace più da anni ormai, ma sono testarda e, come ho già detto, quando intraprendo un percorso voglio dare il massimo e portarlo a termine, a costo di soffrirne. Per ora posso soltanto dirvi che al posto della facoltà che sto seguendo, avrei voluto intraprendere qualcosa di più "artistico". Mi sono confrontata con alcuni insegnanti e studenti del settore (volevo solo qualche informazione in merito agli studi, al percorso e alle loro esperienze) e questi non solo mi hanno derisa, demoralizzata (a dir poco) ma mi hanno anche caldamente consigliato di far altro. Motivo per cui, con l'animo a pezzi, ho deciso di intraprendere l'attuale corso di studi che inizialmente non mi dispiaceva, ma col passare dei mesi si è rivelato completamente diverso da quello che mi aspettavo (dal punto di vista delle materie, di come venivano affrontate, di alcuni insegnanti, di come gli argomenti -non- si legavano tra di loro, di come fosse tutto fumoso, mal organizzato e poco concreto, e questa non è soltanto una mia impressione, ma un'idea condivisa da altri studenti e da alcuni insegnanti che addirittura se ne sono andati dal corso, tanto erano delusi dall'organizzazione).

Passando al punto 3) gli amici, posso dirvi che con loro mantengo un ottimo rapporto a livello personale, ma quello di cui sento la mancanza, ora che mi trovo in balia di tutte queste emozioni negative e pensieri soffocanti è la loro vicinanza fisica. Come già spiegato, se prima li vedevo quasi ogni giorno, adesso, senza aver avuto tempo di capacitarmene, mi rendo conto che sono andati avanti con la loro vita ed è quasi un miracolo se riesco a vederne 1 ogni due settimane...e passare da trovarsi con gli amici quasi ogni giorno per ore e ore a vederne 1 o 2 un paio di volte al mese fa la differenza, credetemi.
Per fare un esempio riporto quello che avete scritto: "non si può stabilire l'uscita fissa del giovedì? Oppure la pizza della domenica? Oppure programmare gite e weekend insieme, esageriamo... le vacanze?" Magari avere un appuntamento fisso del genere, ma più che sentirli via whatsapp non posso fare molto siccome la persona geograficamente più vicina del mio ristretto gruppo di amicizie si trova a circa 80km di distanza. Gli altri si sono tutti spostati fuori regione o all'estero.
E i nuovi amici - magari meno interessanti ma più accessibili - non sono mai disponibili quando tu vuoi fare una passeggiata? Perché ti trovi da sola quando ti dici "ok ora esco"? Eeeh, non è che si tratta di veri e propri amici ...sono più che altro delle conoscenze (tra l'altro le conto sulle dita di una mano). Ho provato a scrivere loro più di una volta ma le risposte erano: "sì sì, dobbiamo vederci assolutamente!" e poi cadeva tutto nel vuoto, finché dopo un po' mi facevo di nuovo sentire, magari proponendo anche delle date, ed erano tutti magicamente impegnati. Mi viene da chiedermi "Perché mi do tanta pena a voler uscire con queste nuove conoscenze, con le quali non ho molte cose in comune? Se lo faccio solo perché mi sento sola e ho bisogno di qualcuno, allora tanto vale scrivere via messaggio ai miei amici più stretti, che appena scrivo una parola, già hanno capito se va tutto bene o tutto male e sono disposti ad ascoltarmi e a condividere i miei pensieri".

I miei genitori sono una delle mie più grandi soddisfazioni e dannazioni, perché sono sempre stati così gentili e giusti con me che mi sono messa in testa di fare più di quello che le mie capacità consentono per renderli fieri e felici. Ora, è normale che mettendosi in testa obiettivi esagerati non si va da nessuna parte, è tutta una questione di costruire piano piano "la casa", mattone per mattone. Ma io non riesco a darmi pace per non essere in grado di regalare loro una persona intraprendente, sicura, che fa tutto coi modi e coi tempi giusti, che è in grado di mantenersi da sola, che ha le idee chiare. So che è stupido pensarlo, che sono io che mi "auto-creo" le aspettative. Loro vogliono solo che io finisca l'università, che trovi un lavoro che mi piaccia abbastanza e che sia felice della mia vita...e io sono perseguitata dall'ossessione (che ho fatto nascere e coltivato da sola) che devo dimostrare loro più di quello che si aspettano e così facendo...ho combinato un disastro e sono diventata vittima di me stessa e adesso uscirne è molto molto difficile...perché più passa il tempo e più non riesco a dialogare con questa parte illogica di me stessa.
Ah, ho dimenticato il primo punto che riguardava il dormire. Non si tratta solo delle ore di sonno ballerine (a volte dormo troppo e a volte troppo poco), ma mi sveglio anche spesso durante la notte, faccio fatica ad addormentarmi e di giorno non c'è un momento in cui non mi senta affaticata e stanca sia fisicamente che mentalmente.

Per concludere, vorrei chiedere un'informazione. Ieri pomeriggio (più o meno dalle 16 alle 18) ho provato a chiamare più volte il numero 0270107070. Non ho trovato nessuno. Dovevo aggiungere un prefisso? Oppure ho solo avuto sfortuna? Io ho lasciato suonare il telefono per una trentina di secondi, forse dovevo aspettare ancora un po'? Vorrei sfogarmi privatamente riguardo un certa questione che si somma alle altre e non è salutare per il mio benessere mentale.

P.S. Una volta che avrete risposto a questo messaggio, mi consigliate di copiare la vostra risposta e continuare la conversazione su un'altra pagina del forum? Perché forse la mia situazione non c'entra molto con la tematica delle dipendenze.

Grazie, un saluto!
Ultima modifica: Da .

Re: Dipendenza da...cellulare? 11/08/2017 22:30 #10

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Cara Cake,
bentornata giusto cambiare post, scegli tu quello che ti sembra più adatto.

Giusto cambiare perché non esistono dipendenze, siamo liberi e se ci attardiamo con attaccamenti è perché una parte di noi stessi -a volte un pò nascosta- ne trae una convenienza, una compensazione nonostante il nostro fermo proposito (a livello mentale) di voler cambiare.

La sensazione che abbiamo avuto rileggendo la tua storia è di una giovane donna che ha un profondo desiderio di connettersi con gli altri e che ha diverse qualità ma si sente intrappolata e bloccata in una gabbia che si è costruita per cercare di rispondere alle aspettative degli altri. Aspettative che non hanno fondamento, eppure molto sentite: "intraprendente, sicura, che fa tutto coi modi e coi tempi giusti, che è in grado di mantenersi da sola, che ha le idee chiare" tutto questo ci sembra veramente impegnativo, forse troppo impegnativo!

Vorremmo quindi darti un abbraccio e comunicarti che vai bene anche se ti attardi e sei un po pigra. Vai bene così anche con i tuoi difetti, chi ci vuol bene ci vuol bene sopratutto per le nostre stranezze e imperfezioni che ci rendono così umani, così noi stessi. Questo non significa che non dobbiamo migliorare, ma che il primo passo su questa via è l'accettazione e la gentilezza verso noi stessi.

Quanto ti deve pesare questa gabbia! quanta fatica nel voler portare a termine un percorso di studio che non ti piace! e quanto dispiacere per aver perso i tuoi compagni di viaggio. Pensa come potrebbe essere bello muoversi liberi scrollandosi di dosso questa gabbia e pensa come una parte di te ha anche tanto bisogno di amore, ascolto e di comprensione e non di critiche e giudizi.

Forse è per questo che una parte di te vuole evadere, perché le fai fare troppo fatica, perché ti costringi su una via che non è quella che avresti voluto intraprendere e allora questa parte ti ricorda anche il piacere per la tua vita. Più la combatti e più lei si fa forte. Una possibile via potrebbe essere quella di riconoscere dentro di te questa piccola Cake che ama distrarsi, entrare in dialogo con lei e capire cosa ti vuole dire, quanto sofferenza prova e dove ti vuol portare.

Ti consigliamo una poesia di francofortini la-sera-si-fa-sera che trovi facilmente sul web e che esprime bene questo concetto e che vuol essere il nostro invito a un percorso di crescita e di accettazione da fare magari con qualcuno al tuo fianco in grado di supportarti.

Via le voci che ti dicono: "ti sei attardata" o " "sì...piccoli passi...visto quanto sei indietro dovresti correre, altro che piccoli passi". Lo schema che questi pensieri tendono a ripetere è questo: Evado, mi sento in colpa, mi giudico, dopo un po di tempo evado di nuovo e così via. Cerca di comprendere il motivo, la causa dei tuoi comportamenti ma senza giudizio. Non sei colpevole di nulla.

Potresti provare a parlare di tutto questo con i tuoi genitori, spiega loro come ti senti, le tue difficoltà e il dispiacere che provi.
Lo puoi fare anche con noi nella più completa riservatezza. Ci spiace moltissimo che non ci hai trovati ma ad agosto abbiamo ridotto la copertura del servizio. Se riprovi a partire dal 21/8 non dovresti aver nessun problema. A settembre poi ritorna tutta la squadra!!!

Ci farebbe una grande piacere conoscerti ancora meglio e darti una mano.

Un abbraccio
Ultima modifica: Da .
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