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ARGOMENTO: Ehm... Salve!

Re: Ehm... Salve! 01/05/2016 16:14 #16

Salve a tutti!
Sì, è vero, mal nel processo di differenziazione arance-limoni, è sempre implicita una sbirciata all'interno della loro scatola e -per quanto giusto possa essere- mi crea terrore.
Preferisco continuare qui, scrivendo. Come già accennai, le telefonate non sono il mio forte.
Quando suggerire "...con noi", cos'intendete?

Buona domenica.
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Re: Ehm... Salve! 02/05/2016 20:25 #17

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao cara,
intendiamo semplicemente qui con noi, in questo spazio virtuale!

Perché dare una sbirciata all'interno della scatola ti crea terrore?

Ti aspettiamo!
Un abbraccio!
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Re: Ehm... Salve! 09/07/2016 15:10 #18

Perché non si conosce il contenuto della stessa e la gravità dei danni che potrebbe creare.
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Re: Ehm... Salve! 13/07/2016 22:31 #19

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Lieserl.

In ordine sparso: cosa pensi del fatto che l'industria agro alimentare abbia inventato le carote gialle? (È vero). Non si hanno notizie di limoni arancioni, ma mai dire mai.

E se poi si scoprisse che la tua immaginazione che fa un po' da contraltare alla vita reale creasse storie destinate ad alimentare la fantasia di una densa schiera di lettori - e magari anche le tue finanze? E se paradossalmente facessi così ai lettori l'enorme regalo di scoprirai man mano che ti sveli a te stessa?

Da uno a dieci quanto c'è di te da scoprire nel tuo nickname Lieserl?

E in ultimo: ti attira di più il concetto di equilibrio stabile o di equilibrio stabile? Cosa pensi del fatto che, tra il dire troppo di sé e l'evitare gli altri per non correre rischi vari, si possa, come il pendolo, arrivare pian piano a una posizione più centrata?

Sembrano un po' domande sconnesse, ma sei così abile nelle tue analisi che probabilmente troverai il nesso o magari lo faremo insieme, che ne dici?
Ti va di raccontarci il tuo stato d'animo, le pulsioni che scorgi in te quando ti apri con le nuove persone a cui ti stai affezionando e quando invece senti di dover frapporre cm di spazio vitale? Ci hai raccontato le sensazioni fisiche che provi e le dinamiche mentali, ma prova a raccontarci di te in terza persona come se fossi la protagonista di un romanzo proustiano. Tutto quello che accade a Lieserl le immagini i ricordi i pensieri, le paure e i desideri che la attraversano...

Attendiamo la storia, se vuoi camminare con noi in punta di penna e, intanto, ti abbracciamo virtualmente forte
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Re: Ehm... Salve! 25/07/2016 20:40 #20

Lieserl ha una storia ammaliante, dentro di sé. Era quella bambina che Einstein citò, varie volte, nelle lettere destinate alla moglie, quando - per problemi razziali - fu costretto a lasciarla. E questa bambina è avvolta nel mistero: chi è Lieserl, citava un articolo, che lessi tempo fa. Un nulla, una parola inserita in alcune righe, in citazioni casuali, forse mai pronunziate dallo stesso fisico: la primogenita di casa Einstein che porta con sé il dolore di un padre dinanzi ad una perdita o l'inizio di una delle tante leggende metropolitane. In realtà nessuno può dirlo con precisione, e ciò abbraccia questa piccola figura con un alone bianco ch'è difficile da definire, e che scombussola data la sua potenza, il suo anonimato.
Mi ha affascinato tanto quell'articolo, tant'è che ho fatto mio quell'accostamento di lettere che sembra così elegante e leggero al solo pronunziarlo.
In terza persona di me, non mi piace parlare. Non sono, per certo, Proust e le sue madeleines sono distanti anni luce dai ricordi sparsi che si accumulano in qualche parte non precisa della mia scatola cranica. Capita spesso, dico, più di qualche semplice e sporadica volta, che il mio subconscio mi propini nei sogni dei ricordi, vita vissuta, e di mescolarli creando confusione in una stanza buia, forse vuota, forse stracolma, ma troppo buia per saperlo e per distinguere il suo contenuto. Ed a volte contemplo una finestra, un piccolo quadratino in quelle pareti che permetta ad una anche fievole luce di entrare, solo per definire quest'ignoto che lo stesso vano rappresenta. Ma sono di più i giorni in cui mi beo di questa oscurità e ripudio l'idealizzazione di un qualcosa che possa farmi sconfiggere la stessa.
In questo momento sto ascoltando la colonna sonora de "Les Misérables" (in particolare l'ultima canzone) e mi ricorda dei giorni lontani, forse legati alla mia infanzia, ma le immagini non sono così vive e forse non sono neanche veri e propri ricordi questi, ma solo prodotto di immaginazione ed ingegno, con un misto di fantasia. Che ne pensate? Un po' come i limoni arancioni... Che poi non sono tanto sicura di volere dei limoni arancioni se non all'interno del cinematografo che è nella mia testa. Ieri ho visto "Nuovo Cinema Paradiso" e me ne sono innamorata, conoscevo la colonna sonora, ma non la pellicola e di Tornatore avevo solo avuto il piacere di vedere "La migliore offerta". Ho scoperto di avere un'ambizione che non immaginavo d'avere, ed è un qualcosa di recentemente pauroso. Mi attirano le storie, specialmente quelle belle, quelle che colpiscono qualche parte imprecisata dello sterno senza che si faccia rumore, in un sacro silenzio. E ne vorrei vedere di mie, in quel cinematografo, senza vantarne però la proprietà. Ecco che mi beo dell'immaginoso. Non possiamo prescindere l'una dall'altro, si nota? Non potrei rinunciarvici, perciò voglio quei limoni arancioni solo per me. Un giorno, con l'innovazione e la ricerca, che rimarrà alle nostre menti se la stessa fantasia viene portata via? Forse, a chi legge può sembrare assurdo tutto ciò, ma dopo mesi di silenzio è come se una molla fosse scattata in me. Ho preso sul serio l'iniziativa di usare la scrittura come terapia, aprendo uno pseudo-blog, ma molte volte fa assai male ciò che la mia mente e le mie mani producono perché scopro dimensioni del mio essere a me ignote, e mi spaventano per la loro vastità. Così come mi spaventano gli altri, ma in modo diverso.
Io sono affascinata da chi mi circonda, e mi aggrada il solo osservare chi mi attornia, le loro movenze ed i loro gesti. E' come se gelosamente attingessi a quei mondi e portassi via con me una parte degli stessi senza lasciare che questi se ne accorgano. Ho bisogno di quello spazio vitale, perché una claustrofobia innata mi assale. Ed è recente questa strana sensazione, assai recente quanto duratura. Lascio che gli altri mi osservino da lontano e conoscano solo ciò che io voglio che conoscano. Ho paura a lasciare spazi, e mi pento se lo faccio. Mi fa rabbia, un'innata rabbia, anch'essa da poco scoperta. Sono l'Indiana Jones dei viaggi nella mia mente, per assurdo.
Io sono su d'un pendolo al di sopra delle persone, ma questa superiorità non va intesa come superbia o presunzione. Semplicemente dall'alto vedo meglio gli ostacoli. Ci viaggio su quel pendolo, senza mai avvicinarmi al centro, perché non m'interessa raggiungerlo. La stabilità, in sé, mi annoia. E forse per questo che preferisco una teoria che s'avvicini ad un equilibrio instabile più che stabile. Nell'instabilità ci vedo il dinamismo, lo stesso che porta a correre ma a volte anche a fermarsi, per poi iniziare questa fuga da capo. Ma da cosa, poi, si fugge? Forse da quelle carote gialle. Non ci credo, pensandoci. Mi ricorda un po' "Jurassik Park", o "L'alba del pianeta delle scimmie". Un po' m'impaurisce anche questo: le carote gialle.
Sì, che pazzia.
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Re: Ehm... Salve! 26/07/2016 20:41 #21

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Lieserl,

che dire subito se non che desideriamo con tutto lo sterno di leggere o vedere le tue storie su uno schermo? Davvero, Lieserl, non sarebbe bellissimo? In fondo, mica tutte le storie letterarie e cinematografiche sono pura finzione, c'è sempre qualcosa - e spesso molto più di qualcosa - dell'intimo di un autore: i suoi grovigli, le sue ossessioni, le sue speranze e la sua visione del mondo. Cosa ne pensi?

Stai tranquilla, non vogliamo idealizzare nulla né creare illusioni di carriera e desideriamo rispettare ciò che è ora per te la scrittura; semplicemente, constatiamo che il punto di osservazione "dall'alto" è proprio quello privilegiato dagli scrittori, che così possono immergersi "nel mondo" senza mescolarcisi completamente. Si tratta di una sensibilità, una predisposizione culturale, una vivacità interiore e intellettuale rare e preziose, che ci sentiamo di sostenere e che possono essere utili a te, ma anche messe a servizio degli altri. In fondo, dare non è ciò che probabilmente ci rende più felici? Ti è mai capitato di riflettere su questo? Secondo te è possibile che dando si perda pian piano la paura? Che dare, ciascuno secondo le proprie capacità, regali una grande libertà?

Come la vedi la libertà, è un'idea che ti impaurisce o ti attrae e affascina?

E cosa pensi che nasconda l'oscurità, che non vuoi rischiarare del tutto? Cosa temi di idealizzare e che si riveli una delusione, qualora facessi luce sulla stanza buia? E' possibile che c'entri qualcosa su ciò che puoi dare e su ciò che puoi ricevere?

Comunque, le carote gialle esistono, vengono prodotte in particolare in Puglia e sono ricche di vitamina A ed altri oligoelementi.
Invece, la carota arancione appare solo attorno al Settecento, per merito degli olandesi, espertissimi nell'incrociare i vegetali (pensate ai tulipani). Così – si dice – sposando carote bianche e viola ne ottennero di arancioni, in omaggio al colore dello stemma della casa Orange.

PS: bellissimo Nuovo cinema Paradiso!

Un grande sorriso estivo Lieserl, a presto!
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Re: Ehm... Salve! 30/01/2017 20:11 #22

Buonasera a chiunque leggerà,
spero davvero che sia delle migliori [la serata].
Che dire? È un bel po' che manco, ma non è stato fatto con cattive intenzioni.
Ho lasciato solamente che gli eventi presentatisi mi trasportassero con loro, più per trovare un contesto distraente.
In realtà,
non so come mi sia venuta l'idea di riscrivere... È strana la sensazione di dover coprire qualcosa lasciato in sospeso, ed in questo momento mi sembrava giusto farlo. Vi capita mai? Come dover aggiornare chi mi ha letto in questa sede degli sviluppi - seppur miseri - che mi hanno visto protagonista.

Ho iniziato l'Università,
per esempio,
e l'ho lasciata. Mi ha spaventato e delusa, e ne sono fuggita.
Ma paradossalmente ne sono stata fiera, ho affrontato coraggiosamente una situazione che - banalmente - era più grande della mia testa.
Questo mi ha portato a scontrarmi con i miei familiari,
e tutt'ora continua. Un po' ne soffro,
credo sia più delusione e senso di sconfitta.

Mi si chiedeva cosa ne pensassi della libertà; credo sia un'arma contundente il più delle volte.
Per gli altri e se stessi,
ci si può perdere nel vasto oceano che ci si ritrova davanti,
oppure trovare quella marea che s'aspettava da tanto. La probabilità è un brutto affare,
so solo che il concetto di libertà mi rende diffidente.
Come la pizza americana.

Buona serata,
- Lieserl.

P.S.
Sulla linea dei Post Scriptum cinefili, "La ballata di Stroszek" è un capolavoro, conoscete?
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Re: Ehm... Salve! 01/02/2017 18:03 #23

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Carissima Lieserl

bentornata al nostro Forum.

Era stato un piacere leggere e rispondere ai tuoi post ma era ormai un lungo periodo che non avevamo tue notizie.

Siamo quindi molto contenti di avere un aggiornamento sulla tua vita. Con il post di ieri ci comunichi che ci sono stati dei cambiamenti, cambiamenti che tu stessa non sai se definire positivi o no.

Ti sei iscritta all ' Università (a proposito quale facoltà avevi scelto ?) e poi hai deciso
di ritirarti: Come mai ?

E' stata una decisione meditata o presa in un momento di sconforto ?Ci scrivi che ti sei sentita spaventata e delusa; potresti dirci quali sono le cose che ti hanno spaventata e quali sono le cause dalle tua delusione ?

Certo che l idea di abbandonare gli studi superiori è una decisione abbastanza importante e speriamo che tu ci abbia ben riflettuto. Ci pare di capire che i tuoi genitori fossero contrari a che tu lo facessi.

Il contrasto con i tuoi continua o le cose si sono appianate.?

Se hai deciso di non studiare stai pensando di intraprendere una attività lavorativa ?

Hai già pensato a qualcosa ?

Aspettiamo una risposta ai nostri interrogativi: siamo convinti che tu sia una ragazza molto intelligente e preparata per cui ci interessa sapere come stai progettando il tuo futuro.

A presto dunque con un caro abbraccio e molti sorrisi
Ultima modifica: Da .

Re: Ehm... Salve! 06/02/2017 21:02 #24

Buona sera a voi!

Mi fa piacere poter risentire quel calore che sentii quando scrissi tempo fa qui.

Ho meditato molto sulla mia scelta, diciamo che è stata la conseguenza di varie circostanze, usando una spiegazione bonariamente fisica: ad ogni causa v'è un effetto uguale o contrario.

Frequentavo Economia, la scelta fu - a suo tempo - confusionaria. Non ero sicura della strada da intraprendere così, forse ingenuamente, mi feci convincere dall'entusiasmo di mia madre e di suoi conoscenti che avevano già frequentato il corso.
Mi sono sentita oppressa, nel settore, seppur attuale - era legato al turismo, per la precisione.
Alla fine, però, non ho resistito e sono dovuta evadere da questa realtà fattasi più grande di me.
Non ho intenzione di rinunciare agli studi superiori in maniera definitiva, tutt'altro. Ho deciso di prendere del tempo per poter ragionare, e perché no, riscoprire le mie ambizioni e tendenze. Magari qualcosa legato alla cinematografia, chi lo sa.

È stata, ed è, tutt'ora combattuta come decisione. Per fortuna, mio padre mi dà un fermo appoggio e solidarietà verso la mia causa. Vorrei dire lo stesso per mia madre che ne è molto risentita e questo non ci risparmia varie discussioni, a mio parere, inutili ed infervoranti.

Già lavoro, oddio, oserei dire, accenno a qualcosa. Do ripetizioni a delle bambine, facendo buon uso della mia pazienza, ed a ragazzi miei coetanei indietro con qualche esame.
Non mi scoraggio, anche se in un primo momento mi sono fatta trasportare da tutto ciò ed ancora oggi si verificano episodi di risonanza: ultimamente mi capita di soffrire d'un'ansia tanto ricorrente quanto fastidiosa, soprattutto di notte.

In ogni caso, dovrei imparare l'arte della sintesi, non credete?

Buona serata.
Ultima modifica: Da .

Re: Ehm... Salve! 08/02/2017 19:00 #25

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Buona sera cara Lieserl
Immaginiamo che la tua non sia stata una scelta facile. Ci dici che è stata conseguenza di varie circostanze ed è stata effetto uguale e contrario di una causa.Come ti sei resa conto che non faceva per te quella facoltà?

Ci dici che la tua è stata una scelta coraggiosa perchè hai dovuto lottare per affermarla. Troviamo sia un'ottima cosa scoprire cosa si vuole fare davvero nella vita e che sia onorevole svolgere dei lavoretti nel frattempo. Capiamo anche però le preoccupazioni di tua madre che forse è solo un pò preoccupata per il tuo futuro. Cosa ti dice in particolare in merito alla tua scelta? Hai capito perchè è preoccupata? Quali sono invece le motivazioni del sostegno di tuo padre?

Facci sapere. Nel frattempo un grande abbraccio.
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Re: Ehm... Salve! 16/06/2017 15:37 #26

Ciao a chiunque legga!
Manco, come la scorsa volta, da molto. Me ne dispiaccio.
Ho riflettuto sulla necessità di scoprire i contenuti delle scatole piuttosto che temerli, per quanto poetica possa sembrare e parre questa condizione di eterno oblio. In effetti, scoperchiare i vari vasi di Pandora sembra un'attività propedeutica per la propria persona e confesso che non avevo mai preso in considerazione questo particolare punto di vista. La scrittura, privata ovviamente, mi ha permesso di poter fare ciò pian piano. Inoltre, il maggior tempo libero mi hanno dato l'opportunità di riscoprire lati del mio ingegno che avevo occultato.
Ho colto i miei "limoni", le mie "carote gialle"; giocato con i miei pinguini e delfini. E ciò, ultimamente in particolare, mi ha portato ad affrontare una sorta di crisi ed ansia facendomi allontanare dal mondo esterno con cui ero a contatto (le mie amicizie, in primis).
A me dà anche molto fastidio ammettere di avere difficoltà nel relazionarmi o nel mantenere costante in rapporto, ma non posso negare sia parte di una caratteristica che mi è propria. Ho messo da parte le mie ambizioni per focalizzarmi su questo problema, parlandone con la mia famiglia che cerca di aiutarmi ma non nel migliore dei modi. Io apprezzo il loro impegno, ma mi sento asfissiare. Non richiedevo tutta questa presenza, e mi trovo a rimpiangere la mia - seppur minima - apertura.
Sarà un dramma adolescenziale, il mio, non saprei. Non riesco ad analizzarlo.
C'era un film interessante che parlava della modificazione della propria personalità, mi chiedo cos'accadrebbe se l'alternativa fosse aperta a tutti. Nonostante i miei grilli, non credo la prenderei mai in considerazione. Ho molta paura di una modificazione del mio carattere anche se mi rendo conto che nel corso del tempo è avvenuta.

Voi cosa ne pensate?

Buona giornata.

- Lieserl.
Ultima modifica: Da .

Re: Ehm... Salve! 20/06/2017 21:25 #27

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Lieserl, bentornata!
Siamo contenti di tornare a leggerti

Perchè hai paura di una modificazione del tuo carattere?

Siamo esseri molto complessi, abbiamo un temperamento di fondo che rimane abbastanza costante nel tempo, almeno così dicono gli studi di psicologia... ma alcune caratteristiche si possono modificare a seconda delle situazioni e periodi della vita che attraversiamo e che ci sollecitano o mettono alla prova in vario modo e spesso per poter far fronte a queste varie situazioni sviluppiamo o esprimiamo aspetti diversi della nostra personalità...

Non siamo un monoblocco, e meno male!

Però il nostro "io" centrale, il nostro senso di noi stessi generalmente non cambia, c'è come un caratteristica di fondo che rimane inalterata nel tempo.

Cosa pensi,quindi, si sia modificato in te? Cosa diresti di te rispetto a come eri prima e a come sei diventata ora?
E quali invece sono le caratteristiche che ti definiscono, che senti rimanere costanti nel tempo?
Raccontaci un pò meglio dei tuoi "limoni" e "carote gialle" e delfini vari,
le parole e la capacità di comunicare, almeno per iscritto di certo non ti mancano, ed è un bel talento!

Al momento dici di non riuscire a mantenere delle relazioni, ma può essere questo periodo, che per l'appunto essendo "adolescenziale" è di facile cambiamento, non trovi?
Qual'è l'ostacolo secondo te che ti impedisce di mantenere delle relazioni più a lungo?

Ci sembra bello che hai una famiglia che ti dà una mano , pur con i dovuti limiti, molti non hanno nessuno che li ascolti e li sostenga e aprirsi vale sempre la pena perché possiamo capire attraverso gli altri come siamo fatti, capire fin dove vogliamo arrivare e quando è troppo o troppo poco...

Attendiamo che il tuo ingegno tornato alla luce ci sveli tante altre cose di te e di come vedi il mondo!

A presto...non sparire! Un abbraccio dal Sorriso
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Re: Ehm... Salve! 12/10/2017 15:53 #28

Non posso dire di aver mantenuto la parola, alla fine son scomparsa così come sporadicamente appaio. Mi dispiace.

Ci ho pensato, in questo lasso di tempo. Dicevo, ci ho pensato ed effettivamente è vero: è una fortuna non essere dei monoblocchi. Suppongo quello che a me spaventa è la visione di cambiamento, anche se non ci sarebbe molto da fare per evitarlo, ed oggi come oggi trovo anche stupido farlo.

Cosa ho acquisito? Non saprei, una maggiore consapevolezza? Non so davvero.
La difficoltà di stringere rapporti, vi dico, l'ho studiata. Ne ho parlato con chi mi è vicino, in questo periodo, e son rimasta stupita dalle reazioni di incomprensione e vittimismo. Alla fine, ricollego questa difficoltà ad una sorta di insoddisfazione che mi porto dietro. Una ricerca di più e più cose che empiricamente non ho o non posso avere. E così ritorno ad un discorso non troppo lontano dell'idealizzazione, che accennai. Credo debba ancora imparare a scindere ciò che è mia immaginazione e ciò che non lo è, e ad essere - soprattutto - molto meno pretenziosa, anche se il mio è un agire in buona fede.

Vi aggiorno: è già qualche settimana che ho iniziato - per la seconda volta - l'università: Lettere Moderne. Non so se sia la strada giusta né se apporterà qualcosa, ma credo sia più comun denominatore di più e più persone.

Vi lascio con un aneddoto che mi ha fatto sorridere molto: in Islanda si dice che gli alberi non siano estremamente alti data la pressione elevata del vento sulla superficie che leviga le piante e non permetta loro di acquisire altezze imponenti; alcuni locali dicono che lo stesso principio vale per gli islandesi ed è per questo che non sono di certo conosciuti per la loro altezza.
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Re: Ehm... Salve! 16/10/2017 20:07 #29

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Carissima,

non ti preoccupare, non cìè nessuna promessa sottesa a post che scrivete, siete liberi di scrivere quello che volete, come lo volete (basta che sia un linguaggio appropriato ) e soprattutto quando volete. Non ci sono appuntamenti o scadenze da rispettare. Come ti fa sentire questa libertà di fondo?

Parli di una visione di cambiamento che ti spaventa. Cosa ti spaventa di più del cambiamento? e quale parte di te vorreti cambiamre? Come vorresti essere?

Essere comsapevoli è una conquista quotidiana, come creare relazioni umane valide, a volte è un'avventura, una sorprersa, una scommessa con se stessi. Hai detto che hai parlato con chi ti è vicino ora, possiamo chiederti con chi e che cosa ti ha risposto? Vorremmo chiarire quando dici che sei stupita dalle reazioni di incomprensione e di vittimismo. Cosa intendi? Hai voglia di farci un esempio?

Immaginare è sano, anche fantasticare, bisogna distinuere tra il concetto di ideale e idealizzato. Un Ideale non è un modello rigido, è qualcosa a cui somigliare mantenendo la nostra "anima", la nostra nota personale, a volte ci serve perchè è un esempio di qualità che vogliamo sviluppare,ad esmpio un modello ideale potrebbe essere Gandhi per la pace, è un esempio da seguire, non da imitare. invece l'idealizzazione è rigida, da una persona idealizzata ci aspettiamo l'impossibile, la perfezione, e non capiamo che è imperfetta come tutti noi esseri umani, ma noi pretendiamo che lo sia e inevitabimente veniamo delusi ... perchè il modello è troppo alto, perfetto, e se questo modello idealizzato è dentro di noi appena noi sbagliamo siamo delusi da noi stessi e proviamo una grande rabbia nei nostri comfronti. Idalizzazione-delusione è un connubio inscindibile! la desulione è già dentro al concetto di idealizzazione, ma questo serve percheè dopo la delusione si ha una visione più reale delle cose e capiamo che possiamo avere un ideale ma non possiamo idealizzare nè noi nè gli altri. Forse questo discorso è un po' complicato ma rientra anche nelle scelte che noi facciamo, permettiamoci anche di sbagliare, di cambiare strada e di cambiare idea. Abbiamo un ideale da seguire ma non è fisso e rigido... possiamo provare e poi aggiustare il tiro.

Cosa vorresti fare da grande? Quali sono i tuoi desideri?

Ti abbracciamo forte forte
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