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ARGOMENTO: Ciao Sorriso, io sono Carla

Re: Ciao Sorriso, io sono Carla 17/05/2017 16:17 #31

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Una veloce risposta Cara Karla solo per dirti che... se tu sei così riservata e piena di pudori ad affrontare certi argomenti (qua ci riferiamo in particolare alla religione), non sarà che anche tua mamma un po' come te?

Cioè, se affrontare certi argomenti è difficile per te che sei la figlia (e quindi per definizione quella più giovane e flessibile), è probabilmente perchè non sei stata abituata a farlo, quindi potrebbe essere che per la mamma sia ancora più difficile essere "diversa da come è sempre stata" e lasciarsi andare a parlare magari di uno dei "suoi" tabu con te, magari non sa bene come fare... sai il famoso "ho pensato ma non ho detto"?
tu escludi che possa riguardare anche tua mamma di tanto in tanto?

Oddio magari stiamo prendendo un granchio enorme perchè capiamo che con la mamma finora avete avuto un rapporto di grandissima concordia e complicità, il che è una esperienza molto bella e RARA, dato che che tradizionalmente i rapporti tra madre e figlia sono spesso burrascosi... del resto staccarsi dal nido richiede il taglio del cordone ombelicale e anche la gestione di alcune inevitabili "differenze" che a lungo andare si delineeranno sempre meglio :=)

Ti volevamo dare anche questa chiave, perchè tu pensi a te, e magari non pensi che per tua mamma è uguale, anche lei starà pensando se e come affrontare la questione della religione!

Procedi a testa alta nella tua vita cara Carla, hai tanto da dare rivelando te stessa, a te stessa in primo luogo e poi anche a tutti gli altri.

Auguroni per i tuoi grandissimi passi avanti e tienici informati su tutti i fronti!
Sorrisoni
Ultima modifica: 17/05/2017 16:19 Da Volontario del Sorriso

Re: Ciao Sorriso, io sono Carla 19/05/2017 23:06 #32

Ciao Sorriso

Anche io provo a dare una risposta veloce (almeno rispetto ai miei consueti standard ) ma non per questo meno significativa.

Non credo proprio che tu abbia "preso un granchio", anzi è una chiave di lettura davvero molto interessante e plausibile. A ben pensarci è ragionevole ritenere che io abbia preso da mia mamma certe caratteristiche caratteriali non sempre positive come l'estrema difficoltà ad esprimermi apertamente su determinati argomenti per pudore (di questo ho preso compiutamente coscienza grazie al dialogo qui sul Sorriso). La religione in effetti è un tema particolarmente "sensibile" e senza dubbio che la rivelazione della mia svolta ha generato nella mamma un certo sconcerto perché si è resa conto, improvvisamente e inaspettatamente, che ho sovvertito un fondamento dell'educazione che ho ricevuto da lei che ormai veniva dato per scontato.

E' dunque plausibile pensare che i famosi tabù non siano solo nella mia testa ma anche (e forse prima di tutto) nella sua! Possibile che per lei esprimersi su un tema come la religione sia ancor più difficile che per me.

GRAZIE per avermi fornito questa preziosa chiave di lettura!

Per il momento posso comunque dirti di essere riuscita a vedere il lato positivo: decidere di non interferire con una mia scelta che a lei può sembrare molto strana e molto radicale è già una bella forma di apertura e di rispetto nei miei confronti, anche se mi ci è voluto lo sforzo di "leggere tra le righe" dopo l'iniziale delusione derivante dal suo silenzio sull'argomento.

Se il punto di vista che mi hai proposto - come credo probabile - corrisponde al vero ora dovrei essere io a trovare il modo per agevolare la mamma a dialogare con me sui Temi Umani Universali pensando a come metterla il più possibile a suo agio e tenendo conto del fatto che probabilmente in questo momento anche lei sta pensando a come affrontare l'argomento senza trovare il coraggio di "osare". A questo punto tra le due credo di essere io quella a cui può riuscire più semplice rompere il ghiaccio a vantaggio di entrambe.

Se riuscirò in questo compito credo che il nostro bellissimo rapporto di COMPLICITA' potrà addirittura rafforzarsi, nonostante il venir meno di un po' di CONCORDIA... sperando di non rovinare tutto nel momento in cui le rivelerò anche di voler attentare all'integrità delle mie orecchie ...oppure gliele mostrerò già forate ed orecchinate (sto scherzando, giusto per sdrammatizzare un po' la cosa! ).

Sono molto impegnata in questo periodo sia con gli studi che con il teatro ma con l'affetto del mio ragazzo, un gruppetto di amici e compagni di studi, il rapporto con i miei fratellini (in special modo con la sorellina dodicenne) che si sta finalmente costruendo e il grande aiuto ricevuto dal Sorriso (tra cui anche l'incontro con Pacca) credo di poter affermare che prima d'ora non avevo mai percepito una tale sensazione di pienezza nella mia vita. Nonostante questo sono consapevole che c'è ancora tanta strada da fare e ho tanto da lavorare su di me e dentro me. Considero il punto in cui mi trovo ora come un inizio e non come un traguardo.


A presto e grazie ancora... un grosso abbraccio e un bel sorriso
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao Sorriso, io sono Carla 25/05/2017 16:09 #33

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
vara Karla,
la tua risposta ci riempi di gioia,
vediamo in te, attraverso quello che scrivi, una grande consapevolezza, maturità e senso di realtà. La comprensione verso tua mamma e la capacità di fare passi avanti senza tradire quello che sei.

Gli impegni di studio e quelli di svago che svolgi con serietà sono anche segno di tutto quello che ti ho detto.

Il punto in cui ti trovi è un traguardo e un inizio.
un abbraccio
Ultima modifica: 25/05/2017 16:09 Da Volontario del Sorriso

Re: Ciao Sorriso, io sono Carla 26/05/2017 16:26 #34

Ciao Sorriso

Grazie per le belle parole spese nei miei riguardi e ancora di più grazie per avermi aiutata così tanto ad approfondire la coscienza e la conoscenza dei miei problemi. Bello, mi piace la puntualizzazione "Il punto in cui ti trovi è un traguardo e un inizio". Sono cosciente di dovere ancora risolvere tante cose dentro di me per riuscire a prendere davvero in mano il controllo di me stessa e della mia vita (e per godere pienamente delle mie conquiste) però sono anche cosciente di avere fatto passi avanti decisivi in questi ultimi mesi.

Oltre agli "impegni di studio e di svago" (tra cui l'esperienza del teatro) aggiungo l'essere riuscita a costruire un rapporto vero con fratellino e sorellina, cioè i figli che mio papà ha avuto dalla attuale compagna. Forse era necessario che tutti crescessimo, però negli ultimi tempi il nostro rapporto è cresciuto esponenzialmente sia per qualità che per frequenza e tutto solo grazie a noi tre, non certo con l'intervento genitoriale. Ne sono orgogliosa ma soprattutto felice.

Ho provato a prendere l'iniziativa con mia mamma nel dialogo sui Temi Umani Universali (mi piace questa definizione, è più esatta rispetto a riferirsi specificamente alla religione), ovviamente cogliendo occasioni e momenti giusti per farlo. Non è semplice perché colgo un po' di disagio in mia mamma proprio perché conoscendo il mio avvicinamento alla Fede ha un po' la propensione a "camminare sulle uova" (e capisco anche di aver preso da lei il pudore che spesso mi frena!) perché teme di urtarmi: capisco che dal suo punto di vista è una forma di rispetto nei miei confronti ma preferirei vederla più sciolta. So che dipende da me lavorare in questo senso ma so anche che è un obiettivo da conquistare poco a poco. Non demordo ma credo sia bene non avere fretta.

Per quanto riguarda gli orecchini, vista la difficoltà a parlarne a mia mamma (niente da fare, temo la sua disapprovazione preventiva) avevo iniziato ad entrare nell'ordine di idee di decidermi a fare i buchi senza doverlo chiedere prima alla mamma ma parlandone solo dopo a cose fatte. La settimana prossima mia mamma sarà fuori città per lavoro da mercoledì a sabato. Da quando l'ho saputo ho iniziato a pensare che potrei davvero approfittarne per andare a farmi bucare le orecchie, abituarmi all'idea di avere finalmente i buchi e metterla di fronte al fatto compiuto al suo ritorno. Però non so, poverina, mi rendo conto che ultimamente l'ho già sconcertata con la svolta verso la religione e mi rendo conto che lei sta facendo del suo meglio (pur con tutti i limiti di cui dicevo prima) per accettare questa mia scelta senza turbare il nostro rapporto... sono sincera: mi dispiace pensare di fargliela dietro le spalle e a tradimento. Però mi pare assurdo rinunciare a una così piccola cosa (che però avrebbe per me grande significato sia affettivo che caratteriale), un desiderio del tutto legittimo... solo per paura di contraddire le convinzioni materne. Vedremo.


Un grande abbraccio e un sorriso
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao Sorriso, io sono Carla 26/05/2017 16:26 #35

Ciao Sorriso

Grazie per le belle parole spese nei miei riguardi e ancora di più grazie per avermi aiutata così tanto ad approfondire la coscienza e la conoscenza dei miei problemi. Bello, mi piace la puntualizzazione "Il punto in cui ti trovi è un traguardo e un inizio". Sono cosciente di dovere ancora risolvere tante cose dentro di me per riuscire a prendere davvero in mano il controllo di me stessa e della mia vita (e per godere pienamente delle mie conquiste) però sono anche cosciente di avere fatto passi avanti decisivi in questi ultimi mesi.

Oltre agli "impegni di studio e di svago" (tra cui l'esperienza del teatro) aggiungo l'essere riuscita a costruire un rapporto vero con fratellino e sorellina, cioè i figli che mio papà ha avuto dalla attuale compagna. Forse era necessario che tutti crescessimo, però negli ultimi tempi il nostro rapporto è cresciuto esponenzialmente sia per qualità che per frequenza e tutto solo grazie a noi tre, non certo con l'intervento genitoriale. Ne sono orgogliosa ma soprattutto felice.

Ho provato a prendere l'iniziativa con mia mamma nel dialogo sui Temi Umani Universali (mi piace questa definizione, è più esatta rispetto a riferirsi specificamente alla religione), ovviamente cogliendo occasioni e momenti giusti per farlo. Non è semplice perché colgo un po' di disagio in mia mamma proprio perché conoscendo il mio avvicinamento alla Fede ha un po' la propensione a "camminare sulle uova" (e capisco anche di aver preso da lei il pudore che spesso mi frena!) perché teme di urtarmi: capisco che dal suo punto di vista è una forma di rispetto nei miei confronti ma preferirei vederla più sciolta. So che dipende da me lavorare in questo senso ma so anche che è un obiettivo da conquistare poco a poco. Non demordo ma credo sia bene non avere fretta.

Per quanto riguarda gli orecchini, vista la difficoltà a parlarne a mia mamma (niente da fare, temo la sua disapprovazione preventiva) avevo iniziato ad entrare nell'ordine di idee di decidermi a fare i buchi senza doverlo chiedere prima alla mamma ma parlandone solo dopo a cose fatte. La settimana prossima mia mamma sarà fuori città per lavoro da mercoledì a sabato. Da quando l'ho saputo ho iniziato a pensare che potrei davvero approfittarne per andare a farmi bucare le orecchie, abituarmi all'idea di avere finalmente i buchi e metterla di fronte al fatto compiuto al suo ritorno. Però non so, poverina, mi rendo conto che ultimamente l'ho già sconcertata con la svolta verso la religione e mi rendo conto che lei sta facendo del suo meglio (pur con tutti i limiti di cui dicevo prima) per accettare questa mia scelta senza turbare il nostro rapporto... sono sincera: mi dispiace pensare di fargliela dietro le spalle e a tradimento. Però mi pare assurdo rinunciare a una così piccola cosa (che però avrebbe per me grande significato sia affettivo che caratteriale), un desiderio del tutto legittimo... solo per paura di contraddire le convinzioni materne. Vedremo.


Un grande abbraccio e un sorriso
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao Sorriso, io sono Carla 26/05/2017 16:28 #36

Ops! Chiedo scusa per il post doppio, giuro che non l'ho fatto apposta

Ultima modifica: Da .

Re: Ciao Sorriso, io sono Carla 08/06/2017 18:38 #37

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Cara Karla
Essendo passati un po' di giorni ci viene la curiosità di sapere che cosa hai poi fatto coi buchi nelle orecchie hai approfittato per fare una sorpresa alla mamma?

Relativamente ai temi umani universali pensavamo a te e a tua mamma reciprocamente intente a camminare sulle uova per non turbarvi... non hai pensato che forse potrsti raccontare a tua mamma il fatto che stai facendo questo percorso di svelamento della tua autenticità cercando di esprimerti sempre più sinceramente vincendo i tuoi pudori?

In questo modo forse lei capirebbe un po' di più che tipo di ragazza sta diventando la sua bambina e sicuramente ne sarebbe molto orgogliosa

I cambiamenti che hai fatto in questi pochi mesi sono sconcertanti è veramente venuta la tua primavera ti auguriamo di continuare a sbocciare sempre più luminosa e felice.

Un grande abbraccio
Ultima modifica: 08/06/2017 18:42 Da Volontario del Sorriso

Re: Ciao Sorriso, io sono Carla 16/06/2017 18:29 #38

Ciao Sorriso

Anzitutto chiedo scusa per la prolungata assenza ma, come ho appena scritto nel thread dell'amica Pacca, quest'ultimo periodo è stato pieno di impegni, di stress (e anche di ansia, lo ammetto) per l'accavallarsi di tanti impegni, tra gli esami e il corso di teatro.

Per ora sono sopravvissuta... e anche discretamente bene
Ma non è finita: martedì prossimo mi aspetta una vera giornata campale: in mattinata l'ultimo esame (parto da una buonissima prova scritta) e la sera... il saggio finale del corso di teatro per il quale sono agitatissima, più ancora che per l'esame dato che mi verranno a vedere tutti, anche gli amici dell'università e mia mamma, cioè le persone a cui ho fatto una testa così col mio entusiasmo per questa esperienza e vorrei esserne all'altezza.
Nell'ultima prova, col mio ragazzo venuto a vedermi, mi sono beccata un rimprovero per la voce un po' flebile e ci sono rimasta un po' male sul momento ma capisco che bisogna prenderla sportivamente.

I buchi? No, non li ho ancora fatti! Non per mancanza di coraggio (specialmente per quanto riguarda il giudizio di mia madre) ma proprio per l'accavallarsi di impegni, lo studio sempre più intenso sia da sola che assieme agli amici e compagni di corso per ripassare. Con tutta la tensione già in gioco non ho voluto rischiare di dover fare discussioni con la mamma. E poi il momento dei buchi alle orecchie vorrei godermelo in tutta la sua... "solennità"
Credo che i buchi me li regalerò come premio prima delle vacanze estive, una volta finiti gli esami e il saggio teatrale. Se tutto andrà bene questo faciliterà un poco le cose anche con mia mamma, almeno credo.

Per quanto riguarda i Temi Umani Universali sono d'accordo con quanto mi suggerisci ed effettivamente la strada che mi indichi è quella che io stessa mi propongo di percorrere, pur con tutte le difficoltà che puoi immaginare. Lo "svelamento della mia autenticità" è il mio obiettivo ed è quanto mi propongo di trasmettere e far capire sempre più a mia mamma di cui, ripeto, apprezzo comunque lo sforzo di accettazione e rispetto. Vedremo se accetterà anche i buchi (non ho ancora deciso se le annuncerò in anticipo la mia decisione o la metterò di fronte al fatto compiuto) anche se temo che sarà più difficile proprio perché si tratta di una "trasgressione" (per come può apparire ai suoi occhi) su un qualcosa di apparentemente futile e frivolo anche se per me si tratta di un atto che si è caricato di significati molto più profondi ma tuttavia difficili da spiegare.


Grazie ancora e a presto...
un forte abbraccio e un bel sorriso
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao Sorriso, io sono Carla 26/06/2017 19:03 #39

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Carissima,

ci fa sempre piacere leggere i tuoi post.
Immaginiamo come e quanto tu sia impegnata e anche stressata, ci sta, lo stress può anche essere buono, ci mette nella tensione giusta per raggiungere le nostre mete ed impegnarci. Se non è bloccante un po' di tensione è utile ... e chi non l'avrebbe al posto tuo?

Siamo molto contenti che la tua prova scritti sia stata ottima, ci racconti come è andato l'orale?

E che dire dello spettacolo teatrale, un vero debutto ... anche questo ha un forte valore simbolico. Comunque sarà un successo, e non è un modo di dire, perché stare sul palcoscenico vuol dire avere il coraggio di stare sul palcoscenico della vita, mettersi in gioco e voler essere visti e riconosciuti.

I buchi alle orecchie rappresentano per te una trasgressione e forse per tua mamma il segno che forse la sua bambina sta crescendo, e che ha libertà di scelta. Sai cosa significa trasgredire? Dal latino vuol dire "andare oltre". Per crescere dobbiamo andare oltre, per conoscere noi stessi e la nostra autenticità dobbiamo anche metterci alla prova con qualcosa di nuovo e a volte poco rassicurante, dobbiamo superare le Colonne d'Ercole, la trasgressione quando è intesa come "andare oltre" è fatta proprio per rompere il guscio protettivo che non ci serve più è utile, anzi dobbiamo spiccare il volo. Ovviamente non stiamo contemplando le trasgressioni pericolose ... ma quelle che hanno buoni effetti ... non vorremmo essere fraintesi con questo discorso, ma tu hai capito di cosa stiamo parlando.

I nostri sono spunti di riflessione ... e suggestioni...

Ti abbracciamo forte e tienici informati
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao Sorriso, io sono Carla 28/06/2017 21:04 #40

Ciao Sorriso

Ho riflettuto molto e ragionato tra me per alcuni giorni prima di tornare qui a scrivere questo post perché subito, "a caldo", non mi sentivo in grado di parlarne. Nemmeno per sfogarmi. Avrei voluto poter tornare qui per raccontare qualche altro piccolo-grande successo personale, un altro passo avanti nel mio riscatto (non lo nego, in quest'ultimo anno di passi ne ho fatti parecchi!)... e invece no! Sono tornata qui per sfogarmi e raccontare di un FIASCO, di un vero EPIC FAIL che dentro di me brucia ancora tanto.

Non mi riferisco all'esame perché ho chiuso la sessione alla grande. Come avevo detto partivo da una buonissima prova scritta e all'orale mi è venuto tutto facile, per una volta non ho avuto nemmeno quel breve momento di balbettio iniziale quando di solito, a causa della mia timidezza, inizio a parlare con la voce un po' rotta dall'emozione e poi via via inizia ad andare sempre meglio e prendo coraggio. No, questa volta sono partita subito bene sapendo di avere dalla mia il credito dello scritto e alla fine ho strappato pure la lode! La giornata quindi era iniziata molto bene.

Come avevo già scritto l'altra volta era però il saggio finale del corso di teatro a mettermi più ansia. Man mano che il l'"ora X" si avvicinava, sentivo sempre più forte il peso di dover concretizzare quanto fatto negli ultimi mesi mettendomi in gioco "per davvero", cioè non solo per le prove tra noi ma di fronte a un "vero" pubblico con tante persone a me care (il mio ragazzo, la mamma, gli amici...) venute a vedermi. Forse è stato anche per questo che l'esame all'università è andato liscio liscio: in una autentica giornata campale mi è sembrato un impegno minore. Anche tutto l'entusiasmo con cui avevo parlato di questo corso di teatro a tutte le persone che mi sono vicine è stato un boomerang, ho iniziato a temere di non essere all'altezza delle aspettative che io stessa avevo creato. Ed è finita nell'ansia. Sono tornata a sperimentare uno stato ansioso che dai tempi del liceo pensavo non mi appartenesse più.

Come concordato sono arrivata un'ora prima dell'inizio dello spettacolo. Una ragazza con cui avevo fatto amicizia durante il corso mi rincorre, mi afferra la spalla e mi dice: "Carla, passi dritto e neanche mi saluti?". Non l'avevo nemmeno vista! Ero talmente tesa... ho iniziato ad avere paura. Una sensazione che avevo già conosciuto in passato: i rumori che si accavallano nella mia testa, un senso di gran confusione.

Quando siamo andati in scena (conoscevo benissimo la parte, studiata tanto e provata più volte) era come se avessi nella mia testa il vuoto. Ma non un vuoto di memoria superabile con l'aiuto del suggeritore, proprio panico. Ho balbettato la mia prima battuta con fatica, altro che concentrarmi sull'espressività... poi non ce la facevo più ad andare avanti, ero terrorizzata. Una delle nostre insegnanti mi ha sostituita "al volo" e ha terminato lei lo spettacolo al mio posto. A me mancava il fiato mentre ero in disparte e sentivo loro che recitavano in un accavallarsi di voci di cui non riuscivo nemmeno a seguire il filo e il pubblico di parenti e amici che rideva divertito. Doveva essere uno spettacolo brillante e divertente, evidentemente lo è stato ma c'erano loro, non io.

Dopo sono venuti in tanti a consolarmi e a rassicurarmi: "non ti preoccupare", "sono cose che capitano", "non è successo niente", "e pensare che avevi sempre fatto bene"... eccetera eccetera. Non mi ricordo nemmeno cosa sono riuscita a rispondere a ciascuno perché ero in confusione.

L'unica cosa buona è che non c'è stata possibilità di accordarmi con mio padre per fare arrivare anche la mia sorellina che ci teneva tanto a venire a vedermi recitare. Non le avrei dato una grande dimostrazione di me, non sarebbe stata certo l'occasione per essere orgogliosa della sua sorella maggiore.

Il peggio è stato dopo. Con gli amici, con mia mamma e persino col mio ragazzo. Tutti a cercare di consolarmi, anche poi nei giorni successivi. Lo capisco, mi hanno vista in crisi e si sono presi pena per me. Però le loro parole di consolazione (vere e sincere, lo capisco) mi facevano male perché riportavano d'attualità il fiasco. Ma se non avessi ricevuto quelle parole di consolazione mi sarei sentita male lo stesso perché mi avrebbe dato l'impressione di essere stata abbandonata nel momento della difficoltà. Quest'ultima è una cosa che ho afferrato nei giorni successivi, quando ho trovato in me la lucidità per iniziare a ragionarci sopra. E mi sono anche domandata come mi sarei comportata io se avessi visto un'amica nella stessa situazione di difficoltà. Mi sono risposta che avrei agito nello stesso modo, cercando di consolarla per farle capire che non è successo niente, non è crollato il mondo, un inciampo può sempre capitare ma non è la fine. Pensare a questo mi ha un po' consolata ma solo un poco.

Anche se ci sto ancora male e sono delusissima da me stessa so bene che non mi dovrei lamentare: tutto sommato le cose vanno bene, quest'anno ho trovato l'amore, ho stretto amicizie, ho frequentato l'università con buon profitto, ho scoperto la dimensione spirituale e nonostante la poca collaborazione di mio papà nell'introdurmi nella sua nuova famiglia ho finalmente allacciato rapporti autentici con i miei fratellini... insomma, non male. Se penso a chi sta male davvero, cito solo ad esempio Nymphadora che mi ha colpita molto e che addirittura vorrebbe andare in una comunità di minori... insomma, mi sento persino in colpa a stare tanto male per questa ultima cocente delusione che nel grande schema delle cose è nulla. Però è stata una batosta forte, una dolorosa bastonata, non c'è che dire.

Forse presa dall'entusiasmo delle conquiste personali raggiunte in quest'ultimo anno mi sono lasciata prendere troppo la mano, forse ho preteso troppo da me stessa, io che fino all'anno scorso ero la ragazza problematica, quella bullizzata, quella che aveva sofferto di disturbi del comportamento alimentare, quella emarginata, quella sola, quella che aveva soltanto la mamma come presenza affettiva, quella che doveva trovare le forze per riscattarsi e che non riusciva a vivere la vita godendo un solo attimo di piacevole intensità... e appena mi sono avvicinata a godere autenticamente il gusto della mia vita credendo di poterlo condividere con tutte le persone che oggi mi sono vicine... zac! Ecco la batosta che mi riporta coi piedi per terra. Anche se non ho ancora metabolizzato cosa voglia dire stare "coi piedi per terra" e cosa mi possa avere insegnato questa sconfitta. Spero di essere in grado, prima o poi, di trarne un insegnamento utile e costruttivo.

Ho afferrato e ho trovato molto bello ed esatto il discorso sulle "trasgressioni" (certo, quelle "che hanno buoni effetti", non fraintendo ) nel senso di "andare oltre". Però mi fa un po' sorridere pensare che possa essere visto come una "trasgressione" il semplice buchino ai lobi che praticamente hanno tutte le ragazze. A parte gli scherzi è vero, per me sarebbe davvero una trasgressione ma solo perché è del tutto particolare il pregiudizio spiccato di mia mamma contro questa pratica così comune e tradizionale.

L'ultima volta avevo scritto che mi sarebbe piaciuto regalarmi i buchi alle orecchie prima delle vacanze estive come premio per i tre esami superati con successo nell'ultima sessione e per il mio piccolo "debutto" teatrale. Avevo anche scritto che desideravo potermi godere tutta la "solennità" che merita per me il fatidico momento dei buchi. Però sinceramente, in questo momento non riesco a scorgere alcun valido motivo per meritarmi un premio.


Ancora una volta grazie!

Un forte abbraccio e comunque... un sorriso
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao Sorriso, io sono Carla 30/06/2017 20:30 #41

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
...e invece cara Karla concediti i buchi, perché comunque te li meriti. Tu hai lavorato seriamente per te stessa, per i tuoi studi, per la tua passione teatrale.
Hai forse chiesto troppo a te stessa? Può darsi! Non hai retto la tensione? Può essere!
Ma devi anche concederti che sei umana, che ci sono momenti di sicurezza (vedi università) e momenti in cui l'emozione e la paura di non farcela hanno il sopravvento, ma perdonati!!!
Anche questa è una cosa che si deve imparare, non sulla base del buonismo o del lassismo, ma sulla base dell'impegno e della serietà che comunque tu hai messo!!!
Fai i buchi e datti un'altra possibilità!

Ci sentiamo e sorridi!
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao Sorriso, io sono Carla 07/07/2017 17:14 #42

Ciao Sorriso

Torno qui oggi dopo qualche giorno trascorso in montagna assieme al mio ragazzo per ritemprarci dopo tutto lo stress dell'ultima sessione di esami (andata bene per entrambi ma molto pesante) e, nel mio caso, per distrarmi e riuscire a lasciarmi alle spalle la cocente delusione per il saggio teatrale in cui il panico ha vinto su di me.

Come vedi mi sono già concessa un piccolo premio con qualche bellissimo giorno di vacanza da cui sono tornata con maggiore serenità, con il senso di "pienezza" di un rapporto di coppia che diventa sempre più bello e tenero (in questo mi ritengo una privilegiata), con ancora negli occhi la bellezza dei paesaggi stupendi delle nostre escursioni.

Nel suo thread l'amica Pacca mi ha scritto una cosa bellissima che mi ha fatto riflettere in positivo anche per quanto riguarda la voglia di riprovarci l'anno venturo col teatro: mi ha fatto notare che provare comunque a salirci comunque su quel palco, anche se poi non ce l'ho fatta a recitare, è una bella dimostrazione di coraggio. Dunque a suo modo una piccola-grande vittoria caratteriale, nonostante l'inneganile fallimento. Mi sta tornando la voglia di ripensarci al teatro e alle belle sensazioni che ho provato nel percorso di avvicinamento al saggio. Una delle nostre istruttrici, subito dopo lo spettacolo, mi ha incoraggiata a tornare il prossimo anno perché sono arrivata a un passo dal traguardo senza essere riuscita a tagliarlo. Sul momento non ero proprio nella situazione mentale idonea a recepire questa esortazione ma adesso inizio a ripensarci, rivalutando un'esperienza che, alla faccia della mia timidezza, è stata comunque positiva perché quando mi sono iscritta era tutt'altro che scontato che ce l'avrei fatta a rimanere fino al termine, facendo anche nuove amicizie da sola in un ambiente del tutto sconosciuto. Adesso è il momento di guardare costruttivamente a quanto di buono c'è stato, senza negare il fallimento sul più bello che comunque, come tutti gli inciampi, può insegnare qualcosa se preso nel giusto verso.

Grazie per il bellissimo incoraggiamento: "perdonati!!! [...] non sulla base del buonismo o del lassismo, ma sulla base dell'impegno e della serietà che comunque tu hai messo!!!" che va esattamente nello spirito costruttivo a cui alludevo poco fa. Non è facile ma a mente più fredda anch'io sono sempre più persuasa che questo è l'unico modo giusto per adare avanti.

I buchi? Si, è vero. Dopo l'amarezza per il saggio sono stata troppo drastica e ingiustamente severa nei miei confronti. Hai ragione a dirmi "concediti i buchi, perché comunque te li meriti". Ragionandoci a mente più fredda credo anch'io di potermeli meritare, come "premio" per l'impegno che ci ho messo (a volte con buoni risultati come per l'università, a volte no) e magari anche come consolazione per le delusioni. Ma soprattutto per celebrare il significato che la decisione ha per me, come segno di amore (potrò mettermi gli orecchini ricevuti a S. Valentino, le bellissime stelline!) e come segno di maturità e indipendenza.

Senza stare a pensarci troppo su, dovrei riuscire a decidermi e - magari accompagnata dal mio ragazzo - andare finalmente a farmi bucare i lobi... e poi vedremo come andrà con mia mamma , forse è meglio farlo, godermi l'attimo e poi quel che sarà sarà
Però ti confesso che anche se ci ho pensato tanto all'idea di farmi questi buchi, solo a pensarlo continuano a venirmi i brividi perché significherebbe rompere un tabù e per tanti altri motivi che fanno anche del solo pensiero un'emozione forte.

Grazie per tutto il sostegno e l'incoraggiamento


Un grande abbraccio e naturalmente... un bel sorriso
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao Sorriso, io sono Carla 14/07/2017 17:03 #43

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao karla,

che piacere leggere le tue avventure!

In breve: perdonati, ti meriti i buchi, riprovaci e andrà meglio la prossima volta.

E aggiungiamo: e se farsi i buchi o riprovare con la recitazione l'anno prossimo fosse, al di là di quello, anche solo un "fai ciò che ti piace perché ti piace?"

Insomma, ormai ci conosciamo da un po' e abbiamo potuto sorridere con gran gioia per il tuo bel percorso, i tuoi successi, ma soprattutto per la tua crescita e possiamo permetterci di parlarci apertamente da entrambe le parti: non tutto deve essere sempre una questione di merito, premio o vittoria su se stessi. Giustissimo essere consapevoli e saper avere uno sguardo distaccato, non giudicante ma nemmeno indulgente, su di se; coraggioso tendere al miglioramento e non fermarsi al "sono fatto così, sono fatto cosà"; ma qualche volta è bello fare le cose perché ci viene di farle e ci piace! Senza un obiettivo da raggiungere, come se ogni istante della nostra vita fosse un film che dobbiamo passare alla moviola frammento per frammento, non credi?
Quando contempli col tuo ragazzo i bei paesaggi montani, pensi forse: "Ecco, che bello, ora faccio il pieno di cose belle, così compenso quelle brutte" o se mangi una cibo squisito pensi "è proprio buona questa cosa, me la sono meritata!"? O rimani estasiata dalla bellezza del creato e ti sdilinquisci per la goduria?
Certamente non vogliamo spingerti verso il seguire l'immediato appagamento di ogni voglia, ma solo invitarti a sperimentare la gioia pura del qui e ora senza confronti continui con se stessi. Quando si gode profondamente di qualcosa di bello, normalmente si muore un po' a se stessi. Il proprio io si dissolve e si sperimenta una profonda comunione col mondo e una gran pace. Cosa ne pensi? Hai mai provato a immaginarti con gli orecchini e sul palco a recitare? Che emozioni provi? Come ti senti? Ti viene più ansia o soddisfazione? Ti ci senti bene, nella tua pelle, o pensi che così tagli un traguardo (vincere la timidezza o un tabù)?
E prova a pensare anche a questo aspetto, visto che ci pare proprio che ti piaccia ragionare sulle cose: se ti sembra positivo vincere la timidezza o superare un tabù, che valore dai a queste due cose (timidezza e tabù)? Possono esserci degli aspetti da salvaguardare nell'essere timidi o nell'avere un tabù?
Cara karla, ci piace complicarti la vita, vero? Ma è per l'immenso affetto che proviamo per la tua unica e speciale storia personale.

Un abbraccione fresco di buona estate!
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Re: Ciao Sorriso, io sono Carla 18/07/2017 01:10 #44

Ciao Sorriso

Anzitutto grazie per lo spunto di riflessione proposto, ancora una volta importante e opportuno perché è vero che oltre alla tendenza a ragionare fin troppo sulle cose ho anche quella a parametrare tutto sulla conquista di traguardi personali che mi pongo - e penso sia importante farlo - ma che, se portata all'esasperazione, può anche essere controproducente rispetto all'obiettivo più importante che è quello di riuscire ad assaporare con pienezza la mia vita. Oltre tutto sono anche portata a giudicarmi con grande severità, cosa che mi ha condotta verso enormi passi avanti ma non deve trasformarsi in una palla al piede che mi frena e mi danneggia.

Mi hai scritto una cosa bellissima:

"qualche volta è bello fare le cose perché ci viene di farle e ci piace! Senza un obiettivo da raggiungere, come se ogni istante della nostra vita fosse un film che dobbiamo passare alla moviola frammento per frammento"

E' vero! Quando sono in montagna col mio ragazzo riesco ad assaporare proprio quella "gioia pura del qui e ora" anche se non ci avevo mai davvero riflettuto. Nessuna compensazione, nessuna valutazione di obiettivi e merito. Solo la gioia di essere lì e godere di quei momenti e di quelle meravigliose sensazioni. L'esempio non avrebbe potuto essere più chiaro

Come ho appena scritto nel thread di Pacca la scorsa settimana mi sono decisa ad un passo importante: telefonare a tutti e quattro gli istruttori del corso di teatro (a cominciare dalla ragazza che aveva provato a consolarmi subito dopo la debacle) per ringraziarli del percorso fatto insieme che è stato grandioso anche se non sono riuscita a finalizzarlo nel modo aspettato. Se lo meritavano ma alla fine dello spettacolo ero nel pallone, non sono riuscita a congedarmi da loro come sarebbe stato giusto. Devo dire che sono stati tutti e quattro davvero carini con me e questo mi ha fatto un gran piacere. Tutti mi hanno incoraggiata a tornare l'anno prossimo e mi hanno ripetuto che nonostante la serata finale sono stati anche molto contenti dei progressi che ho fatto nel corso. Ovviamente l'anno prossimo ci sarò di nuovo. Ma qui vorrei anche dire che essere riuscita a fare quelle quattro telefonate è stata una piccola-grande conquista sulla mia timidezza (all'inizio della comunicazione la mia voce trema sempre) ben ripagata dalle parole belle e oserei dire affettuose che ho ricevuto. Ma non ho fatto quelle quattro telefonate per vincere una sfida con me stessa, solo perché sentivo il desiderio di farlo.

Questo è ancora niente perché la scorsa settimana ha portato un paio di novità importanti nella mia vita. La prima è che ho deciso di rompere gli indugi: vorrei essere battezzata e andare avanti nel percorso di Fede iniziando ad accostarmi ai Sacramenti. E' un grande passo, ne ho parlato molto col mio ragazzo. Anche lui non sa dirmi cosa comporta l'avvicinamento al Battesimo per una persona adulta (nonostante un lungo cammino di Fede è la prima volta che assiste ad un'esperienza di questo tipo) ma ne parleremo presto al parroco della sua comunità che ho già conosciuto e che mi saprà guidare.

Non ho ancora detto a mia mamma di questa decisione del Battesimo però conto di farlo molto presto. Non so come la prenderà ma sono fiduciosa perché nonostante l'enorme sorpresa e qualche comprensibile titubanza ha accettato la mia svolta verso la Fede con un rispetto per le mie scelte che apprezzo molto. In fondo il desiderio di ricevere il Battesimo è la logica conseguenza della mia Conversione. Anche il nostro dialogo sui Grandi Temi Universali (continuo a utilizzare questa terminologia) migliora via via con naturalezza e con la reciproca accettazione delle diversità che però ci portano a posizioni più simili di quanto si possa immaginare.

La seconda cosa importante accaduta la scorsa settimana è che sono andata a prendere i miei fratellini e li ho finalmente portati a casa mia anziché limitarmi ad andarli a trovare a casa di papà. Questo significa che hanno conosciuto a loro volta mia mamma, il che mi pare giusto perché io conosco la loro da anni. Era proprio un loro desiderio poter vedere il posto in cui vivo e poter conoscere mia mamma. Ma non immagini quanto ho dovuto faticare per convincere nostro padre a lasciarci concretizzare questo desiderio! Ho scoperto una caratteristica di mio padre a me del tutto sconosciuta: è terribilmente apprensivo! Però lo è per i suoi due figli più piccoli (aveva paura ad affidarmeli, temeva per il viaggio di andata e ritorno in auto con me al volante... che sono prudentissima!).

L'apprensività di mio padre per me è incredibile: non si è mai troppo preoccupato per me, è stato sempre un padre assente, a voler essere cattiva direi che non gliene è mai fregato niente (vorrei riuscire a perdonarlo per questo ma non è facile), invece verso i due figli più piccoli ha tutt'altro atteggiamento, è un vero papà. Forse avremmo dovuto vivere insieme più a lungo per approfondire davvero il nostro rapporto, invece i casi della vita hanno voluto che i miei genitori si separassero troppo presto. Chissà se sarà mai possibile recuperare un rapporto soddisfacente con lui, davvero da papà e figlia.

Invece mia mamma inizialmente era un po' "freddina" con i miei fratelli (visti sporadicamente solo in foto) ma direi che più che altro si sentiva in imbarazzo perché a differenza della seconda moglie di mio papà quando sono io che vado da loro, per lei questa era una prima assoluta. Infatti ci ha messo poco a sciogliersi, anche grazie a sorellina e fratellino che, arrivati da noi senza pregiudizi, hanno facilitato il tutto. Alla fine mia mamma si è lasciata conquistare da loro ed è stata una bellissima giornata per tutti.

Mi scrivevi poi: "Hai mai provato a immaginarti con gli orecchini e sul palco a recitare?"

Si certo! Ho immaginato spesso le due cose separatamente: come mi starebbero gli orecchini (ho capito che mi ci vedrei bene, infatti desidero farmi i buchi perché avrei una gran voglia di potermeli mettere) e il piacere unico di essere sul palco e riuscire ad esprimermi con la voce e l'espressione del corpo. Però una cosa non esclude l'altra. Anzi, il prossimo anno dovrò assolutamente salire sul palco con gli orecchini nei lobi e magari, chissà, mi porteranno anche fortuna

Ho lasciato per ultima questa cosa degli orecchini e dei buchi ai lobi non perché sia la più importante di una settimana già molto densa di novità ma perché è certamente la più incredibilmente bizzarra. Infatti dopo aver deciso che avrei trovato il coraggio per andare a farmi fare i buchi senza avvisare preventivamente mia mamma ma mettendola poi di fronte al fatto compiuto... è finita - senza che lo volessi - che abbiamo parlato dei buchi anche se non sono ancora andata a farmeli fare!

Il motivo è molto semplice, anche se tra tante cose a cui pensare non ne avevo tenuto conto: come avevo già scritto la mia sorellina dodicenne ha fatto i buchi proprio quest'anno e così quando è venuta qui da noi assieme al fratellino... mia mamma ha notato i piccoli orecchini ai suoi lobi. E la sera, dopo che ho riaccompagnato i fratellini a casa dopo cena, quando sono rientrata e con la mamma abbiamo parlato ancora di loro, lei non ha potuto fare a meno di dirmi (con una punta di disprezzo che ho colto chiaramente) "io non capisco, alla bambina le hanno fatto mettere gli orecchini". Le ho risposto subito: "ha fatto i buchi giusto quest'anno perché desiderava mettere gli orecchini come tantissime ragazzine della sua età" e poi ho anche aggiunto "secondo me le stanno benissimo!".

Mia mamma ha esitato un attimo dopo che ho espresso questo mio giudizio (che evidentemente non si aspettava, mi immaginava complice sulla sua posizione). Poi è tornata sul discorso: "ma davvero ti piacciono gli orecchini o dicevi così per scherzo?". A questo punto ho trovato il coraggio che mi era sempre mancato dallo scorso febbraio e le ho risposto "SI mi piacciono e anzi, non so come dirtelo ma è già da un po' di tempo che sto pensando anch'io di farmi bucare i lobi!".

Non l'avessi mai detto! Lei è partita con tutto il repertorio da "ma Carla no, non ci posso credere" fino a tutti gli argomenti (quelli che per tanto tempo avevo fatto miei per provare ad auto-convincermi che non desideravo poter mettere gli orecchini) secondo cui forarsi i lobi è "una mutilazione", "un'usanza inutile, stupida e un po' barbara", che se tutti fanno una certa cosa non è detto che quella cosa sia giusta bla bla bla bla bla bla... e sai una cosa? Io tra me e me ero contenta di essere riuscita a rompere il tabù dicendole chiaramente che vorrei farmi fare i buchi solo perché trovo che gli orecchini sono un accessorio carino, un elemento in più con cui giocare per rendere più luminoso e femminile il viso. Tutto qui, molto semplicemente, senza scomodare l'antropologia o quel senso di "inviolabilità" del nostro corpo. E comunque due tradizionalissimi buchini ai lobi non si fanno certo per sfigurare il nostro corpo ma al contrario è un modo per prendersene cura e gratificarsi con qualcosa di molto grazioso.

Nei giorni successivi mia mamma è tornata ancora su questo argomento. Le ho anche fatto vedere gli orecchini d'argento a stellina che il mio ragazzo mi aveva regalato a San Valentino e che fino ad ora avevo sempre tenuto nascosti per timore del giudizio materno. Vedendo quei piccoli orecchini mia mamma si è un po' tranquillizzata constatando che non ho alcuna intenzione di appendermi dei lampadari ai lobi bensì qualcosa di piccino e gradevole che non stravolgerà in nulla la mia immagine né il mio stile. Però la cosa che può apparire incredibile è che i pregiudizi di mia mamma verso gli orecchini (quando finalmente avrò i buchi le chiederò da dove le vengono) sono talmente forti e radicati in lei che si è rivelato molto più problematico rivelarle l'intenzione di farmi bucare i lobi piuttosto che la mia propensione verso un cammino di Fede!

Quando mi vedrà tornare a casa con i lobi delle orecchie bucati la mamma non sarà contenta (eh, lo so) ma di certo non si stupirà perché ora sa che presto arriverà anche questo momento e ormai è preparata. In questo senso sono contenta di essere riuscita a parlargliene in anticipo, così quando finalmente andrò a farmi fare i buchi mi godrò davvero tutta la "solennità" di questo momento che per me significa molto anche simbolicamente (una conquista d'indipendenza) oltre che affettivamente.


Un grande (ma non troppo caldo) abbraccio e un bel sorriso
Grazie di cuore per avermi presa per mano e accompagnata fin qui.
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Re: Ciao Sorriso, io sono Carla 26/07/2017 19:14 #45

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Carla,
siamo contenti di sapere che tutto procede abbastanza bene! Orgogliosa di aver portato i tuoi fratellini , di aver comunicato alla mamma il tuo desiderio di fare i buchi e la cosa importantissima di spingerti, dopo un cammino di fede, a chiedere il sacramento del Battesimo.
Sono tutte vittorie!
Ci incuriosisce una cosa, e non ci ricordiamo se precedentemente ne hai già parlato, eventualmente scusaci, ma siamo cuoriosi di conoscere la storia del tuo cammino di fede. Da dove sei partita, chi ti ha aiutata, con chi ne hai parlato...

A presto, ti aspettiamo. Se sei in vacanza, Buone vacanze!
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