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ARGOMENTO: Qualcosa su di me

Qualcosa su di me 18/05/2017 10:53 #1

  • Ema
  • Messaggi: 30
Buongiorno, sono incappato qui nella disperata ricerca di qualcuno con cui condividere quello che ho da dire, e con la speranza di potermi alleggerire di pesi troppo ingombranti. Non riesco più a star bene da molto tempo.
Ho provato a parlare con "Amici", ma tra chi, purtroppo, si rivela superficiale, e chi invece è la persona adatta ma può solo in rare occasioni (E probabilmente non ha alcun interesse), continuo a portarmi tutto dentro... e io di inseguire o pregare le persone non ne ho proprio voglia.
Mi chiamo Emanuele, ho 25 anni.
Vengo da un vissuto travagliato, in famiglia, con gli amici, con chiunque insomma.
Mia madre si sposò giovane per allontanarsi dalla sua famiglia con cui non riusciva a convivere, e così sposò l'uomo che divenne poi mio padre.
La mia nascita sarebbe dovuta essere la motivazione, per lui, per smettere, ma non fu così.
Mio padre morì a causa di abusi di droghe, quando avevo 6 anni.
Dopo la sua morte, io vissi, qualche tempo, prevalentemente coi miei nonni paterni, e saltuariamente con mia madre.
Ma lei, non tardò a trovarsene un'altro. Da lui ebbe un figlio, mio fratello, che è forse l'unica cosa buona uscita da questo rapporto.
Lui era un'alcolizzato. Mia madre sfruttava mio fratello come scusa per uscire di casa e non tornare per intere giornate, e io mi ritrovavo da solo con lui.
Era instabile e spesso arrivava ubriaco a casa minacciando o straparlando.
Ci sarebbero molti episodi, ma per scrivere tutto dovrei prendermi una vacanza.
Nel frattempo io, a scuola, cercavo di sopravvivere alla giornata. Ai tempi non ci pensavo granchè, perchè vedevo la scuola come un'uscita dai problemi, ma cominciai a chiudermi in me stesso e ad allontanarmi dagli altri.
Passarono gli anni, e le cose peggiorarono, mi isolai, e iniziai a trascurarmi e ad ascoltare musica per più di 8 ore al giorno, cercavo di estraniarmi da un mondo che tuttora non mi appartiene.
Per molto tempo ho vissuto la giornata, carico di odio verso chiunque, ero insofferente a qualsiasi contatto umano, non volevo niente e nessuno.
Col tempo cominciai a scostarmi dal fare programmi a lungo termine. Si ho pensato spesso al suicidio, ed è tuttora un'ipotesi che tengo da conto.
Ho finito in qualche modo le superiori, guadagnando anche qualche nuovo amico, se così si possono chiamare.
Non ho mai avuto molti amici, tante figure con cui uscivo, ma le persone che considero veri amici li posso contare sulle dita di una mano.
Uscito dalla scuola mi trovai in una situazione di crisi. Tutto il mondo mi crollò addosso, tutto ciò che fino a quel momento avevo retto, chiudendomi dietro a delle maschere, arrivò di colpo.
Iniziai ad avere crisi d'ansia e di panico frequenti e incontrollabili, e sfociai in una depressione.
Tutto questo iniziò circa 5 anni fa. Sono stato male per molto, ora però, ho un controllo moderato sull'ansia. Le cose sono cambiate ancora una volta, intorno a dicembre, 6 mesi fa.
Ero deciso a togliermi la vita, avevo scelto la data, avevo preparato delle lettere...ma, proprio pochi giorni prima, conobbi una persona. Lei, si fece avanti per conoscermi, una cosa che pochi avevano fatto da tempo. E in quel momento iniziò un rapporto di amicizia stretta.
Lei, soffre di bipolarismo. E' una persona fantastica, con un passato non rose e fiori.
Non entrerò nello specifico, perchè sinceramente non mi sento a mio agio a dire qualcosa di personale altrui.
Ciò che posso dire è che non mancava e non manca ancora oggi di ficcarsi nei guai. Guai seri e spesso pericolosi. Io la proteggerò sempre, finchè ne avrò il potere.
Ma lei è la causa di molti miei mali, non so perchè, ma a volte sembra che soffra più io di lei per quello che fa, si fa o le succede.
Sono sempre sull'orlo di una crisi di nervi, non dormo la notte da giorni, e se chiudo occhio è per massimo 2 ore, sono sempre preoccupato per lei.
Ha fatto un sacco di progressi da quando la conosco, se dovessi rivederla come era 6 mesi fa non la riconoscerei. Ci sono cose però che mi feriscono fin troppo, non so quanto riuscirò a sopportare, e non so se sarò sempre lucido dal consigliarle la cosa giusta da fare in ogni occasione.
Ogni giorno mi ripeto, perchè vado avanti? Non ho alcuna intenzione di stare su questo mondo ancora a lungo. Ho sempre pensato di non esserne parte, mi sono sempre sentito diverso.
E con questa domanda in testa, ho deciso di fare tutto quel che posso fare finchè lo posso fare, non ho mai disdegnato la fatica, che si tratti di lavoro o di altro, mi basta non stare fermo, perchè quando mi fermo i pensieri prendono il sopravvento e mi angosciano. Devo poter essere in movimento tutto il giorno, e uscire tutte le sere. Non mi sento appagato, ma riesco perlomeno ad allontanarmi dalla gabbia che sta diventando la mia mente corrotta.
Non ho ben chiaro un progetto, perchè come ho già detto non parlo mai nel lungo termine.
L'unica cosa chiara nella mia mente è che voglio salvare Lei. Ma non sento di riuscire a sopportare ancora tutti questi pesi, comincia a diventare un carico pensante, e l'ansia è sempre dietro l'angolo.
Avrei mille altre cose da dire, ho trascurato molti stralci della mia storia, ma ho scritto fin troppo.
Ultima modifica: Da .

Re: Qualcosa su di me 18/05/2017 19:05 #2

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Emanuele e benvenuto al Sorriso.
Leggendoti abbiamo provato grande dispiacere per tutto quello che hai passato fino ad oggi.
Possiamo solo immaginare quanto è stato difficile per te, però dalle tue parole traspare anche una grande forza,lotti e cerchi di proteggere questa ragazza a cui tieni davvero tanto.

Volevamo provare a farti qualche domanda e fare qualche riflessione con te.
Che cosa è successo dopo la fine della scuola ?
Perchè ti è crollato il mondo addosso ?
Sei stato aiutato per tenere sotto controllo l'ansia e la depressione ?

Ci ha colpito molto questa frase
"L'unica cosa chiara nella mia mente è che voglio salvare Lei. Ma non sento di riuscire a sopportare ancora tutti questi pesi, comincia a diventare un carico pensante, e l'ansia è sempre dietro l'angolo."

Non credi che prima di tutti debba esserci Emanuele ?
Sappiamo che non è per nulla semplice, ma pensiamo che la cosa più importante è che tu riesca a trovare un po' di tempo per pensare a te stesso e per trovare un po' di serenità.
Non credi che così sarebbe più facile sopportare i pesi di cui ci parli ?
Crediamo che tu abbia la forza per cercare di cambiare questa situazione.
Non sarà un percorso facile, ma condividendo con noi quello che stai vivendo hai fatto un piccolo ma importante passo.
Cosa ne pensi?

Ti aspettiamo e ti mandiamo un sorriso
Ultima modifica: Da .

Re: Qualcosa su di me 19/05/2017 09:13 #3

  • Ema
  • Messaggi: 30
Dopo la scuola credo di essermi trovato di fronte a un periodo di incertezza.
Come al solito in famiglia le cose non andavano bene, ci sarebbe un'altro dettaglio grosso da raccontare qui, ma ora non mi va proprio. Riassumendo mi trovai di nuovo a essere completamente isolato dalla famiglia, e forse il muovermi verso un mondo lavorativo mi ha messo in crisi.
Non sono sicuro sia solo questo, ma nell'insieme il tutto mi ha portato all'ansia.
Trovai una persona, uno psicologo, che inizialmente mi riceveva a pagamento, poi ha cominciato a indirizzarmi presso una struttura dove avrei potuto ricevere aiuto, sempre da lui, gratuitamente, e col tempo invece cominciai a incontrarlo fuori sede, come un amico. Mi ha aiutato molto, e lo fa tuttora, gli devo molto.
Purtroppo non è abbastanza, non riesco comunque più a tenere la mia mente in pace, è sempre in perenne conflitto con chissà cosa.

Non credi che prima di tutti debba esserci Emanuele?


Sinceramente non mi sono mai messo prima di niente e nessuno, non ho mai avuto un attaccamento stretto alla vita, percui perchè mettermi al primo posto?
Da molto fatico a stare da solo, la compagnia mi aiuta ad avere un po di pace, quindi ogni giorno è pieno di impegni o di uscite. So che è un effetto placebo, alla fine i problemi ci sono, ma così evito di pensarci di continuo.
Non voglio ulteriore tempo da passare con me stesso, vorrebbe dire macinare pensieri di continuo, non son in grado di rilassarmi. Ho già le notti insonni per passare del tempo con me stesso.
Quando posso cerco sempre di estraniarmi dal mondo che mi circonda, con delle cuffie o mettendo maschere di indifferenza, in un modo o nell'altro cerco di non entrare troppo tra le persone.
Troppe volte sono stato tradito nella fiducia da amici, e troppe volte ho dovuto rompere legami a cui tenevo, non ho voglia di incappare in legami fragili nuovamente.

Penso solo che vorrei sapere cosa devo fare. Non ho la risposta a questo. Per ora il mio motivo/obbiettivo di vita è dare una mano a Lei, per il resto non ho molto interesse, se sapessi cosa fare per riottenere una pace interiore, vivrei decisamente meno stressato.
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Re: Qualcosa su di me 19/05/2017 09:20 #4

  • Ema
  • Messaggi: 30
Grazie del vostro tempo.
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Re: Qualcosa su di me 19/05/2017 20:46 #5

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Caro Amico la tua storia ci colpisce molto.

Quanta sofferenza e quanto dev'essere difficile "stare" in questa situazione!

Eppure nonostante tutto fino ad ora ce l'hai fatta e questo è eroico.

Ci colpiscono tanto le belle cose che vediamo in te... il tuo grazie, il voler prendersi cura di un altro ti rende per noi speciale.

Nell'affetto che hai per questa ragazza puoi trovare la forza di continuare a resistere e il coraggio di farti aiutare, per poter essere in grado a tua volta di aiutare lei.

Hai uno psicologo\amico che ti supporta e che ti può indirizzare verso una struttura di sostegno...in alternativa ti possiamo consigliare noi.

Sentiti libero di chiamarci\scirverci le volte in cui il fardello si fa più pesante.

Coraggio che ce la puoi fare!
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Re: Qualcosa su di me 20/05/2017 19:46 #6

  • Ema
  • Messaggi: 30
Buonasera, nuovamente.
Grazie ancora, mi dispiace usufruire del vostro contributo come un salvagente... ma mi trovo alle strette e ora non posso affondare, ne per me, ne per la persona a cui tengo.
Ieri e oggi sono stato messo a dura prova da lei, e dalla sua mente così brillante, e al tempo stesso così offuscata. Non so proprio più che fare con lei. Mi capita spesso di perdere la fiducia in lei, si getta via, si spreca, e si va a cercare i guai. A volte penso di averle fatto tornare il senno, e altre volte mi trovo spiazzato e deluso da ciò che fa. Questa maledetta ancora chiamata Bipolarismo che la tiene a terra è una vera e propria croce. Questo unito alla sua situazione familiare, al suo passato, al luogo di cura dove si trova ora e alle maledette relazioni sbagliate che ha prodotto finora, la rendono una bomba ad orologeria. Di solito con me ha una certa stabilità emotiva, ma in alcune occasioni oscilla violentemente verso l'alto o verso il basso e il mio stato d'animo, come la mia lucidità sono sempre collegati con un filo invisibile alle sue.
Avrei bisogno di dormire, ma non voglio dormire, voglio una soluzione che so che comunque non troverò rimuginando su ogni nuovo episodio di giorno e nel cuore della notte.
Quello che chiedo nel nostro rapporto è la fiducia, voglio potermi fidare di lei, voglio non dover passare le giornate in sua assenza a chiedermi se si sta facendo del male, per questo vorrei che lei fosse più limpida. Combatto molto su questo.
Non so quanto durerò ancora. Le voglio troppo bene, non riesco proprio a vederla nelle azioni che ha perseguito. Capisce, si vergogna, e spesso dimostra di essere affranta per le delusioni che mi provoca. Vorrei solo che l'affetto che provo per lei la aiuti a rispettarsi di più ed a farsi aiutare da me.
Oggi dopo due giorni insieme, mi ritrovo in omaggio un bel carico d'ansia. Non è sempre così, lei è il mio fardello (uno dei tanti), come la mia gioia. Mi fa preoccupare sempre, ma non vorrei mai perderla.
Sono stanco di vivere nella mia testa, è troppo affollata, voglio essere libero, avere legami forti con le persone che amo e riuscire a costruire un futuro. Eppure tutto questo suona così finto quando me lo ripeto. Non lo vedo realizzabile, vedo solo la foschia che ho davanti agli occhi.
Voglio portare lei in un punto della sua vita identificabile come "luogo sicuro" e poter finalmente trovare pace. Sono troppo stanco di combattere per il mio passato, il mio presente, il mio futuro, ed ora anche per i suoi. Sono 20 anni che insisto, basta così.
Vi ringrazio per l'invito a chiamare. Lo farò, uno di questi giorni.
Ultima modifica: Da .

Re: Qualcosa su di me 21/05/2017 10:38 #7

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Caro Emanuele
riusciamo quasi a vedere le nuvole nere nelle quali sei immerso, le tue parole sono molto vivide nel trasferirci una vita quasi del tutto priva di soddisfazioni, laddove l'unica soddisfazione per te sarebbe "salvare" o almeno "stabilizzare" la tua amata amica ma questo non avviene.
Ecco perchè vorremmo ritornare un attimo a un punto toccato in precedenza:
Non credi che prima di tutti debba esserci Emanuele?
Sinceramente non mi sono mai messo prima di niente e nessuno, non ho mai avuto un attaccamento stretto alla vita, per cui perchè mettermi al primo posto?

Ci sono alcune considerazioni che vorremmo condividere con te, non perchè dubitiamo della tua sincerità nel riferire le tue "intenzioni consce", ma perchè secondo noi si potrebbe forse scoprire qualcosa di interessante, andando più a fondo.
“Ama il prossimo tuo come te stesso” fu detto. Comunque la si pensi, religiosi o atei, ci pare universale il grandissimo valore di questo insegnamento, che potremmo tradurre in “Tanto più tu ti conosci, ti perdoni, ti ami e ti stimi, stai bene e sei contento di te stesso, tanto più riuscirai a conoscere, perdonare, amare e aiutare qualcun altro (e a non soffrire per le sue inevitabili cadute)!”
Vedi, tu stai usando le tue migliori energie per soccorrere e sostenere la tua adorata amica, e questo ti fa onore. Ma nel fare questo non trovi amore per te stesso.
Come è possibile? E' come se tu non volessi riconoscere a te stesso le tue buone qualità, il tuo essere una bella persona, ricca di nobili intenzioni e di amore, pronta al sacrificio, con ideali e le risorse per attivarsi concretamente!
Forse Emanuele, tu pensi che “mettere sé stessi al primo posto” significhi essere egoisti, egocentrici, superbi, vanitosi, superficiali, o competitivi e aggressivi… ?
No, questi sono difetti. Mettere sé stessi al primo posto vorrebbe dire che siamo in grado di sentire dentro di noi la stessa sofferenza che tocca agli altri. E attraverso questa con-passione, sentire che siamo tutti uguali, tutti abbiamo le stesse paure e debolezze ma siamo tutti egualmente degni di amore, noi e gli altri! Capire che nessuno è perfetto ma che tutti facciamo solo quel che riusciamo a fare... Trovare il “filo” che ci unisce indissolubilmente all’altro nel quale ci specchiamo, nel quale possiamo vedere più chiaramente quelle paure, quelle frustrazioni, quelle incoerenze, che ci è così difficile vedere in noi stessi. Il rapporto con gli altri è sempre anche la possibilità di un viaggio nella NOSTRA interiorità, proprio tramite l’empatia, l’ascolto, l’amore. L’amore che salva noi stessi per poter salvare gli altri.
Amare sé stessi secondo noi non è un fronzolo o un optional, ma la base, la misura con la quale sapremo amare gli altri.
Anche in aereo, in caso di pericolo, prima di aiutare gli altri a mettere la maschera di ossigeno, bisogna metterla a se stessi!

Un po' di distacco dalla nostra vita va bene, nel senso che “autoironia, capacità di sdrammatizzare e relativizzare" sono strategie utili che ci aiutano a “vivere meglio” le cose che vanno storte senza “prenderci troppo sul serio”.
Però a noi pare che tu stia in qualche modo immedesimandoti eccessivamente, prendendo troppo di petto la vita della tua amica... senza considerare le ragioni e le emozioni che spingono TE in questa direzione, verso questo circolo di motivazione/frustrazione. Vogliamo parlarne?

Con tanti sorrisi
Ultima modifica: 21/05/2017 11:30 Da Volontario del Sorriso

Re: Qualcosa su di me 21/05/2017 12:35 #8

  • Ema
  • Messaggi: 30
Se può servire a schiarirmi le idee, non ho problemi ad approfondire.
Sono sempre stato abituato a dover affrontare decisioni o momenti difficili, sarà anche per questo che quasi sono attratto dall'essere trascinato dai suoi, mi ricorda di essere vivo e mi da la possibilità di aiutarla.
Per quanto riguarda mettermi al primo posto, non so come potrei, non riesco nemmeno a vedermi.
Forse già lo sto facendo, forse il mio muovermi e circondarmi di persone è una sorta di egoismo personale. Non so se sia davvero così, ma difficilmente ho in testa di fare qualcosa per me che non sia collegata ad altri.
Sicuramente, come dite, "sto prendendo troppo di petto" la vita di lei... ma in realtà le azioni o le parole che le rivolgo sono frutto di ragionamento... voglio solo il suo bene. A prescindere comunque evito sempre di impormi, cerco solo di farle capire che a volte sbaglia, e mi limito a proteggerla quando è necessario. Spero solo che, dopo le chiacchierate con me, prenda la scelta giusta. Posso limitarmi a questo, ed è la preoccupazione a tenermi in allerta o addirittura in ansia.

Però a noi pare che tu stia in qualche modo immedesimandoti eccessivamente, prendendo troppo di petto la vita della tua amica... senza considerare le ragioni e le emozioni che spingono TE in questa direzione, verso questo circolo di motivazione/frustrazione. Vogliamo parlarne?


Cercherò di interpretare la domanda, per come penso di averla intesa.
Le motivazioni che mi spingono ad aiutarla sono tante, è una cosa che non so spiegare, sento di doverlo fare. Forse per qualche tempo mi sono avvicinato ad amarla, anche se non era ben chiaro, ma ora no, amo un'altra persona.
Ho giurato a me stesso che per lei sarei stato la figura di cui ha bisogno, nessuno intorno a lei lo ha mai fatto, hanno sempre sfruttato tutti la sua ingenuità, e poca gente è rimasta al suo fianco nella vita anche solo da amico.
Il fatto di starle vicino mi sta causando non pochi problemi, ho dovuto tagliare i ponti con persone che pensavo fossero amici, e invece erano solo degli idioti. Ho dovuto giustificarmi per lei più volte di fronte ad altri amici. Non è facile.
In che modo dovrei pormi prima degli altri?
Se intendete costruire qualcosa di mio...sto già percorrendo dei miei obbiettivi di vita, ho tempo in abbondanza anche per lei, come ho già detto, non sto mai fermo, quindi riesco a convogliare più impegni della media, complice anche la mancanza di sonno regolare, o comunque minimo.
Lei è il rapporto più importante che abbia mai instaurato. Ho già avuto delle relazioni, ma alla fine si sono concluse...non era mai la persona giusta. Lei è solo una amicizia invece, eppure è più importante di tutti i rapporti che ho avuto finora.
Il succo è che voglio continuare ad essere al suo fianco... quello che voglio è sapere come sopravviverci senza uscire di testa.
Ultima modifica: Da .

Re: Qualcosa su di me 21/05/2017 19:05 #9

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Caro Emanuele

Ci sembra di immaginare chiaramente la tua sensazione di voler a tutti i costi dare una mano, "salvare" una persona cara! E quel che provi quando inevitabilmente vieni deluso... è terribile, è una frustrazione insopportabile, una sensazione di scivolare in un gorgo senza appigli, una tensione, un dolore che non si placa. E' più forte che se riguardasse la nostra stessa vita, non è vero?
Se è così, lo sai perchè? Perchè la vita degli altri nelle quali ci impegniamo tanto, ci risulta "insopportabile" e quasi "ci uccide"?

Perchè NON è la nostra! Noi, nelle stesse circostanze agiremmo diversamente e piano piano tutto cambierebbe. Invece, identificandoci eccessivamente con vita che gli altri vivono a modo loro, ci produciamo un dolore SUPERIORE a quello che ci toccherebbe se si trattasse di noi stessi.

Le sorti della tua amica dipendono interamente da lei, dai suoi sforzi, dalla sua volontà.
Per quanti sforzi tu faccia per circondarla di tutto il tuo amore e la tua protezione, tu non puoi "vivere la sua vita per lei".
Lei è libera di decidere se non curarsi o "indulgere" in cose pericolose, per quanto assurda la sua scelta ti possa sembrare. Per quanto tu possa volere il suo bene e tentare di salvarla ogni volta, standole vicino e raccomandandoti, giustificandola, finchè lei non vorrà salvarsi da se stessa, non potrà usufruire del tuo appoggio.
Abbiamo detto tutto questo, per rendere evidente che l'unica vita su cui ognuno ha "il potere" è la sua, unica irripetibile personalissima vita. Ecco perchè bisogna amare prima sè stessi.

E poi bisogna ricordarci che aiutare gli altri è sempre e solo un "tentativo", come noi qua al Sorriso sappiamo bene, dare una mano è semplicemente offrire una possibilità... non si può obbligare nessuno ad accettare il nostro aiuto, anche se è dato col cuore per il loro bene.
Dici che l'aiuto e la cura che esprimi per la tua amica, ti ricordano di essere vivo.
Perchè Emanuele ha bisogno di ricordarsi di essere vivo tramite la sua amica?
La tua vita non ha importanza?

Noi crediamo che ne abbia moltissima e ci piacerebbe che tu ti soffermassi di più su te stesso, sull'importanza del tuo equilibrio e del tuo benessere prima di tutto.
Ci fa piacere leggere che stai perseguendo dei tuoi obiettivi, ma tra una cosa e l'altra è scivolato via il particolare che solo 6 mesi fa ancora pensavi al suicidio, che resta un'ipotesi che "tieni da conto"...
e poi dici "dici "Per quanto riguarda mettermi al primo posto, non so come potrei, non riesco nemmeno a vedermi"... uhm... che cosa intendi di preciso?
Ci vuoi spiegare un po' meglio i tuoi sentimenti, le tue aspirazioni, cosa ti motiva, i tuoi sogni per il tuo futuro?

Un caro saluto in attesa di risentirti presto
Ultima modifica: 21/05/2017 19:50 Da Volontario del Sorriso

Re: Qualcosa su di me 21/05/2017 20:12 #10

  • Ema
  • Messaggi: 30
Dici che l'aiuto e la cura che esprimi per la tua amica, ti ricordano di essere vivo.
Perchè Emanuele ha bisogno di ricordarsi di essere vivo tramite la sua amica?
La tua vita non ha importanza?


Ho la sensazione costante di aver perso qualcosa lungo la strada, durante tutte le situazioni che ho dovuto affrontare finora, e quel qualcosa mancante mi porta a pensare di essere già morto. Quindi si, in qualche modo impegnarmi per lei mi fa sentire vivo.
Non do alcuna importanza alla mia vita, ora sono qui perchè voglio ottenere qualcosa, domani quando mi crollerà tutto addosso di nuovo, o quel terreno su cui mi trovo ora verrà nuovamente a mancare potrei pensarla diversamente.


e poi dici "Per quanto riguarda mettermi al primo posto, non so come potrei, non riesco nemmeno a vedermi"... uhm... che cosa intendi di preciso?
Ci vuoi spiegare un po' meglio i tuoi sentimenti, le tue aspirazioni, cosa ti motiva, i tuoi sogni per il tuo futuro?


Se devo parlare di me, oltre il fascio di nervi che sono ora e la storia del mio passato, posso dire che non seguo esattamente delle passioni o aspirazioni nette... nel senso, ho tanti piccoli interessi che però non portano da nessuna parte. Son appassionato di musica, grunge, rock, hard rock, metal e i vari generi correlati. Scrivo molto. Ho 4 diari che aggiorno più o meno costantemente, e una specie di libro in cantiere. Mi sono cimentato con scarsi successi nella chitarra classica e nella elettrica. Ho interesse verso la psicologia, ho letto qualche libro, e nel recente, proprio per aiutare lei, anche uno riguardo il Bipolarismo.
Avrei voluto proseguire gli studi, proprio verso questo sentiero, ma so di non avere la testa per questo, e al momento nemmeno le forze e i fondi.
Cosa mi motiva? Niente... o meglio... se devo dare un nome a ciò che mi fa ancora stringere i denti, potrei dire "Rabbia".
Non c'è altro che mi spinge e mi da energia come la rabbia che porto dentro, che venga dal passato o dal presente, mi da la forza per affrontare le giornate. Quello che mi spinge a sopportare il tutto invece è proprio il poter passare del tempo con lei, e con poche altre persone. Passo tutta la settimana in tensione nell'attesa dei giorni in cui starò un po meglio. Vivo in funzione di questi momenti.
La maggior parte delle serate che passo con gli altri sono vacui tentativi di cercare un'uscita, un paliativo, o un'alternativa alla mia vita. Sono un tipo curioso, mi piace passare il tempo con le persone e conoscere le loro storie. Non con tutte chiaramente, mi piacciono le figure con qualcosa che ai miei occhi brilla di interesse, caratterialmente, o per la loro storia, non tutti catturano il mio interesse insomma.
Cosa sogno? Ho sempre avuto solo un sogno, da più di dieci anni direi... Voglio poter fare qualcosa di importante, che lo sia per una o dieci o mille persone non ha importanza, voglio lasciare un segno e potermene andare con questa soddisfazione.
Le altre questioni, come instaurare una relazione con la persona che amo (Come detto in precedenza non parlo della mia amica, ma di un'altra persona, da cui comunque non sono corrisposto) o costruirmi un futuro non hanno appiglio tra i miei sogni, non voglio omologarmi, e sento di essere e di vivere nel presente. Forse è perchè, il futuro mi spaventa e il passato è sempre dietro l'angolo per angosciarmi, che vivo nel presente... dove non c'è posto per progetti a lungo termine.
Se devo proprio descrivermi direi di essere un luogo, un mondo buio permeato da una coltre nebbiosa di rabbia, in cui manca l'aria. E ai miei occhi le altre persone sono mondi così interessanti da voler costruire dei ponti dal mio al loro.

In conclusione, capisco che io non posso fare nulla per lei finchè non sarà lei a volersi salvaguardare per prima (queste sono anche alcune delle parole che le ho rivolto), ma è davvero cambiata molto da quando mi conosce, è questo che mi da speranza.
Vorrei fare qualcosa anche per me, ma quando scavo tra i miei desideri, non vedo nulla che riguardi solo me, c'è sempre qualcun'altro, anche nelle piccole cose che vorrei fare.
Proprio per questo, voglio bruciare qui e ora, dare il tutto per tutto per il presente e per le persone a cui tengo. Mi da una sensazione illusoria di realizzazione, che purtroppo è accompagnata dalle saltuarie delusioni, e dalla mia stanchezza psicofisica... comincio a non reggere più i colpi, e le pressioni, l'ansia sale e la mia mente viaggia di qua e di la... come sopporto tutto questo ancora e ancora?

Vi ringrazio ancora per il vostro supporto. Poca gente è disposta ad ascoltarmi, di solito sono tutti così impegnati con il loro mondo.
Ultima modifica: Da .

Re: Qualcosa su di me 23/05/2017 08:30 #11

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ultima modifica: 23/05/2017 08:59 Da Volontario del Sorriso

Re: Qualcosa su di me 23/05/2017 09:25 #12

  • Ema
  • Messaggi: 30
ci riesci a raccontare la tua giornata tipo lunedì/venerdì e del weekend?
hai degli hobby, come passi il tuo "molto tempo libero"? Computer, passeggiate, corsi, bar...?
Abiti da solo? Come ti mantieni? Ti piace la tua casa?
In che tipo di contesto vivi (es piccola città, paese, capoluogo, nord centro sud!)?

Sei vicino a tuo fratello?
Quanto spesso lo vedi / vi sentite?
Con quali altri membri della tua famiglia mantieni contatto regolare?


Dunque, vivo con mia madre e il suo nuovo compagno, il terzo, di cui non ho ancora parlato.
Mio fratello alterna giornate qui dalla madre e giornate dal padre. Avrei altro da dire riguardo questo, ma cercherò di rimanere nel discorso.
Non ho contatti con queste persone, non parlo con loro, se non il minimo per una convivenza obbligata.
Con mio fratello sto perdendo i rapporti da quando è subentrata la mia amica, ma era una cosa che doveva succedere, lui ora ha 16 anni, 9 in meno di me, comincia ad uscire e ad avere una sua compagnia attiva, e io la mia.
Comunque ho un buon rapporto con lui, nonostante tra i miei e i suoi impegni non ci vediamo molto.
Vivo in città, in Lombardia.
Come passo le mie giornate?
La mattina vado in palestra. Durante il giorno cerco di infilare qualche guida per la patente, dato che son ancora senza e mi son iscritto solo di recente per prenderla finalmente. Visti i problemi con l'ansia che ho avuto proprio nell'età da patente, mi son ritrovato a posticipare fino adesso.
Seguo un corso di pattinaggio, insieme alla mia amica e ad un'altro amico comune.
Lavoro come volontario presso una piccola cooperativa 3 volte a settimana. Allo stesso modo ho iniziato circa un mese fa un'altro volontariato nella mia città, una cosa rivolta ai ragazzi... In modo da riempire gli altri buchi nella settimana. Prendo un piccolo rimborso spese.
Dopo lavoro vado diretto a dare ripetizioni. Per fortuna ho 2 ragazzini fissi a cui rivolgo queste lezioni quotidianamente, faccio almeno 2-3 ore al giorno di ripetizioni, tutti i giorni tranne venerdì e sabato, anche qui ho un'entrata di circa 150€ al mese, anche se presto finirà la scuola e quindi penso sarò fermo.
Non è esattamente quello di cui avrei bisogno, dato che un lavoro mi sarebbe molto più utile.
In pratica torno a casa intorno le 20-21.00. Mi riprendo un attimo e poi solitamente esco... sempre se son riuscito in giornata a trovare qualcuno con cui uscire. Tendo ad essere assillante, voglio sempre uscire, e i miei amici sono all'opposto. Quindi cerco di fare una rotazione, una volta esco con questi, e una volta esco con altri. Comunque bene o male esco tutte le sere in settimana che sia per una birra, per una cena, per semplice girare, qualcosa cerco di farla sempre.
Poi di ritorno a casa leggo un po, e cerco senza successo di addormentarmi e liberarmi dai pensieri.
Il venerdì invece non lavoro e non do ripetizioni, passo il tempo con l'amica di cui ho parlato finora, lei viene a casa da me e passa qui la notte e il sabato.
Di solito ci organizziamo per qualche passatempo, o andiamo via da qualche parte, o dipingiamo (cosa in cui lei è davvero capace), o semplicemente usciamo un po.
La domenica do' ripetizioni la mattina e il pomeriggio lo organizzo a seconda degli impegni. E' l'unico giorno in cui saltuariamente mi capita di non avere da fare. E spesso mi angoscia la cosa.

Nonostante tutto ho sempre la mente affollata e tormentata. Ogni tanto (Molto raramente) riesco a strappare una chiacchierata ad un'altra amica, che purtroppo è molto lontana dalla mia realtà, però mi fa stare bene, mi da modo di liberarmi da alcuni pesi e alleggerire la mente almeno per un'altro paio di settimane. L'ho incontrata ieri sera, è sicuramente di aiuto. Lei è una delle poche persone a cui mi sento di raccontare gli affari miei e tutte quelle cose che mi opprimono.

Darò volentieri un'occhiata all'articolo. Grazie.
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Re: Qualcosa su di me 23/05/2017 09:37 #13

  • Ema
  • Messaggi: 30
La rabbia è una reazione che nasce da un'ingiustizia e da un forte senso di impotenza. Frustrazione, dubbi, paure e sensi di colpa generano l'ira. Riesci a vedere la catena di eventi che ti porta oggi a sperimentare Rabbia?


Mi ero perso questa domanda.
Posso dire che non c'è un singolo motivo che mi porta a sperimentare rabbia, penso siano molti, e la maggior parte risiedono nel passato.
Ho cominciato ad accumulare questo sentimento fin dalle superiori. Quando ho iniziato a chiudermi in me stesso. Non ho avuto gran bei rapporti nei primi due anni di scuola a parte con un paio di persone.
Un po per la scuola, per le persone al suo interno, per i problemi in famiglia e per gli amici, già a quel tempo, ambigui, cominciai ad odiare le persone intorno a me.
Era una cosa che ho sempre sentito. Ho dovuto convivere con la morte di mio padre e le conseguenti pessime scelte di vita di mia madre a cui non potevo oppormi. Come ho già detto, lei poi, iniziò un rapporto con una seconda persona, un'alcolizzato. I momenti passati con lui gettarono altra benzina sul fuoco. Dopo che lei cacciò lui, perchè non ne poteva più, sperai che finalmente avrebbe messo la testa a posto e iniziato a pensare un po ai suoi figli. Invece ne trovò un'altro. Forse il migliore dei tre, ma a prescindere non riesco a digerirlo. Anche questo non poter far nulla per impedire certe cose ha aumentato la mia rabbia e frustrazione.
Ho sempre saputo di non poter cambiare gli altri, quindi cercai di cambiare me stesso.
Mi sono messo in moto, nonostante l'ansia, le crisi di panico, l'odio, cominciai a costruirmi, quel poco che son riuscito a fare.
Ma tuttora sono pieno di rabbia inespressa, fomentata ogni giorno.
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Re: Qualcosa su di me 24/05/2017 15:54 #14

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Ema
allora che dire...? Bravo, davvero! Ci sembra tu abbia un bel da fare con tutte queste attività, tutte diverse e tutte UTILI!
Il fatto che tu operi nel volontariato va a braccetto con il tuo desiderio di aiutare gli altri, così come pure le ripetizioni!
E poi la palestra, il corso di pattinaggio indicano che ti tieni allenato, in forma, che pratichi uno sport! Muoversi, coordinarsi, impegnarsi per imparare un nuovo passo o salto coi pattini, sono un ottimo lavoro psico fisico!
Sembra tu sia riuscito a costruirti degli impegni sulla misura delle tue attitudini e propensioni! Davvero Bravo!

Ci parli di due personaggi della tua famiglia di cui capiamo ci sarebbe di più da dire: il terzo compagno di tua mamma e il tuo fratellino ormai 16enne.

Hai voglia di raccontarci un po' di più di entrambi? E soprattutto dei tuoi sentimenti attuali riguardo a entrambi? Aspettative, dubbi, delusioni, sensi di ingiustizia, di colpa, qualunque cosa ti venga in mente...

Per quanto riguarda la tua rabbia, hai mai pensato di provare analizzarla profondamente, "scientificamente", annotando in un diario, o facendo uno schemino, "i fenomeni rabbiosi quotidiani" per osservarli poi a freddo nelle loro varie sfaccettature?
Quante "rabbie" ti capita di sperimentare? (es Frustrazione? Furia cieca? Esasperazione? ... Riusciresti a dare un nome alle varie "colorazioni emotive" della tua rabbia?
Quando si manifestano (circostanze abituali o straordinarie?)? Quali sono le situazioni ricorrenti in cui la rabbia scatta in automatico?
Quali sono i temi che ti fanno arrabbiare di più? es Le ingiustizie o i ritardi, la mancanza di rispetto ...
Quando è cominciata questa particolare "rabbia"?
E via di questo passo...

Se hai voglia di fare qualche osservazione, noi possiamo essere al tuo fianco e aiutarti a trovare dentro di te il bandolo di questa rabbia e capire come potresti operare per smorzarla... fino a "neutralizzarla".

Restiamo in attesa di sentirti, tanti sorrisi
Ultima modifica: 24/05/2017 15:59 Da Volontario del Sorriso

Re: Qualcosa su di me 24/05/2017 18:41 #15

  • Ema
  • Messaggi: 30
Ci parli di due personaggi della tua famiglia di cui capiamo ci sarebbe di più da dire: il terzo compagno di tua mamma e il tuo fratellino ormai 16enne.

Hai voglia di raccontarci un po' di più di entrambi? E soprattutto dei tuoi sentimenti attuali riguardo a entrambi? Aspettative, dubbi, delusioni, sensi di ingiustizia, di colpa, qualunque cosa ti venga in mente...


Buonasera.
Dunque, inizio col dire che il terzo compagno di mia madre è arrivato del tutto inaspettato.
In quel periodo come ho detto, ho sperato che mia madre avesse capito dagli errori e per un po non avrebbe cercato qualcun'altro... invece non durò nemmeno qualche mese.
Iniziò la relazione con questa persona all'oscuro da me e mio fratello. Un giorno, in cui rientrai prima di quanto avrei dovuto, lo trovai in casa e fui preso da una grossa crisi di panico.
Penso dovuta al fatto che ancora per l'ennesima volta, come ha sempre fatto, mia madre mi aveva mentito o nascosto qualcosa.
Lui comunque è una persona migliore dei suoi predecessori, ma resta una figura a cui non voglio dare credito, sono insofferente alla sua presenza.

Mio fratello, cosa posso dire di lui.
Sono sempre stato legato, e penso fosse la persona più importante per me fino ad ora, nonostante l'età, ho sempre potuto fare affidamento su di lui. Ho sempre cercato di non fargli pesare il mio malessere, ma penso che una parte lo abbia avvertito inevitabilmente. D'altronde vive nella stessa famiglia, ha solo saltato il capitolo 1.
Tempo fa avevo una gran paura di perdere il rapporto con lui, ma ora che sta diventando leggermente più distaccato, sento di poterlo mantenere quel che basta, spero sia così.
Non saprei che aspettative avere, forse tempo fa ne avevo, ora non ho più aspettative sulle persone, è inutile averne.

Per quanto riguarda la tua rabbia...


Ho diversi diari dove annoto diverse cose. Saltuariamente anche la rabbia, magari non in modo così schematico, ma ci posso provare.

Quante "rabbie" ti capita di sperimentare? (es Frustrazione? Furia cieca? Esasperazione? ... Riusciresti a dare un nome alle varie "colorazioni emotive" della tua rabbia?

Quando si manifestano (circostanze abituali o straordinarie?)? Quali sono le situazioni ricorrenti in cui la rabbia scatta in automatico?


Se devo dare dei nomi agli episodi di rabbia, sicuramente posso dire: Frustrazione, odio, e l'impotenza nel cambiare eventi o persone.
Si manifestano quando ripenso a certe cose/persone, quando qualcuno mente nei miei confronti, quando mi ritrovo amici che tanto amici non sono. Non riesco ora su due piedi a fare un elenco completo purtroppo.

Quali sono i temi che ti fanno arrabbiare di più? es Le ingiustizie o i ritardi, la mancanza di rispetto ...


Sicuramente la mancanza di rispetto, le menzogne, e il fatto di essere preso sottogamba da amici.
Vorrei contare un po di più per le persone che definisco tali. Se non cerco o organizzo io, difficilmente loro si svegliano.
Ho sfoltito molti di questi col tempo, per un motivo o per l'altro.

Quando è cominciata questa particolare "rabbia"?


Credo che tutta la rabbia sia iniziata ad accumularsi dai primi anni delle superiori, quando ho cominciato a chiudermi e ad odiare tutto e tutti. Poi è andata disperdendosi negli anni successivi, e ora è un focolare acceso che viene ravvivato da ogni evento che mi fa perdere la pazienza.
E di pazienza credo di averne molta.
Ultima modifica: Da .
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