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ARGOMENTO: Qualcosa su di me

Re: Qualcosa su di me 24/05/2017 21:38 #16

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Ema
ti stiamo viziando con queste risposte a ping pong! Non abituarti che il nostro forum promette risposte rapide ma nelle 24/48 ore...
Però non ci capitano tanti 25 enni belli vispi come te, tu ci sembri un ragazzo con un sacco di qualità, un sacco di interessi e di iniziative belle e positive, dei "lavoretti" degnissimi e di grande rispetto oltretutto con un contenuto di amore per l'altro... il tuo tempo libero lo spendi in modo produttivo, attivo per il corpo, la mente e lo spirito... sei quotidianamente a contatto con varie persone, hai amici diversi che ti sai giorstrare in settimana per non restare a casa la sera, hai un'amica del cuore che cerchi di aiutare invitandola a casa tua ogni settimana, hai un amore non corrisposto ma con cui parli... da questi elementi, se tu non ci avessi parlato della tua infanzia e adolescenza, in cosa ti potremmo distinguere da un tuo coetaneo proveniente dalla "famiglia del mulino bianco", senza rabbia o pensieri di suicidio?

Riusciamo a farti intravedere quello che vediamo noi? Riusciamo a farti vedere quella persona meravigliosa che sei e quanto le tue attuali scelte siano positive? Non ti riconosci nella descrizione dell'articolo sui figli dei genitori emotivamente immaturi...

"Forse avremo perso l’infanzia, ma la vita è ancora tutta davanti a noi: meravigliosa, libera e sempre pronta a farci diventare la persona che vogliamo e che meritiamo di essere. Non lasciate che l’immaturità emotiva dei vostri genitori vi impedisca di costruirvi una felicità tutta vostra, quella felicità presente e futura che non vi è stata data nel passato."
????

Riguardo all'attuale compagno di tua mamma, possiamo chiederti se la relazione è stabile e da quanto va avanti? Se tu prevedi o ci sono segni che possa reggere anche in futuro?

Tu ne hai passate di tutti i colori con la "figura paterna" e quindi si capisce che tu possa essere prevenuto per principio nei suoi confronti. Chi non lo sarebbe?
Ma visto che tu stesso ammetti che "Lui comunque è una persona migliore dei suoi predecessori," ci sembra che tanto male non sia ... o no? ... e aggiungi che "resta una figura a cui non voglio dare credito, sono insofferente alla sua presenza." intendi che in casa ingombra e dà fastidio? oppure crea tensioni o in che senso dobbiamo pensare alla tua insofferenza nei suoi riguardi? si intromette a tuo danno?

Perchè d'altro canto fai trapelare che lui un po' riesce a stabilizzare anche tua mamma... insomma sembra tu gli riconosca un qualche beneficio per l'atmosfera generale, quindi anche per te fosse solo che ogni tanto "placa" tua mamma, ma per tutta una serie di ragioni provenienti prevalentemente dalle tue passate esperienze, sembra quasi che tu non ti stia dando "il permesso" di avvicinarti a lui anche se in un qualche modo ti piacerebbe tentare... è una sensazione corretta?

Se il tuo fratellino è la persona con cui sei stato finora più legato, non lasciarlo andare solo perchè gli impegni vi allontanano! Non è la quantità del tempo passato insieme ma la qualità che conta!
Non vi potreste mangiare una pizza ogni tanto voi due? Non ti piacerebbe di trovare il modo per restargli vicino? Una partita a qualcosa? Ci sarà una cosa che piace a tutti e due, e magari potete ritagliarvi ogni tanto un momento solo per voi!

Non smettere di "investire" nel tuo fratellino, tu sei quello grande e puoi più facilmente tenere "la barra a dritta" ricorda qualità più che quantità! avendo solo pochi anni in più, ti ricorderai molto bene come "si è" a 16 anni, troverai certo il modo di tenere vivo il forte legame che vi lega!

Sulla rabbia ci fa piacere che tu stia pensando di aprire una sezione dei tuoi diari solo per la rabbia, sulla quale dopo un po' fare qualche osservazione.
Ci è sembrato curioso che tu abbia concluso la mail con "E di pazienza credo di averne molta."
Lo sai perchè? Perchè la tradizione insegna che la Virtù opposta al Vizio (o peccato) della Rabbia è - pensa un po' - proprio la Pazienza!

Uhm... non sarà che tu scambi la sana pazienza per la malsana sopportazione? Ci vedi qualche possibile differenza tra la Virtù della Pazienza e la Sofferenza della Sopportazione?
Attendiamo le tue meditazioni al riguardo!

Un caro saluto
Ultima modifica: 24/05/2017 21:45 Da Volontario del Sorriso

Re: Qualcosa su di me 25/05/2017 10:41 #17

  • Ema
  • Messaggi: 26
Vi ringrazio. Mi scuso per rubare così il vostro tempo.

...se tu non ci avessi parlato della tua infanzia e adolescenza, in cosa ti potremmo distinguere da un tuo coetaneo proveniente dalla "famiglia del mulino bianco", senza rabbia o pensieri di suicidio?


Io non sono come le persone che riescono a trarre felicità dalle piccole cose, non so come spiegarlo.
Faccio tutto quello che faccio perchè sento sia giusto farlo, ma non riesco a sentirmi ancora saturo.
Voglio sempre di più, quel che faccio non basta mai. E nonostante ho a che fare con la gente, sento sempre che i rapporti che ho siano forzati, la gente non vuole avere a che fare con me, questo penso.
Ne famiglia, ne amici, nessuno. Ho sempre sentito di non essere accettato da qualsiasi cosa provassi a far parte. Sento di non appartenere a questo mondo.
Ho sempre avuto per anni mille barriere attorno a me per allontanare le persone, e ora penso che comunque sia la stessa cosa, nonostante cerco di non averne.
Vorrei conoscere nuove persone, fare nuove esperienze, allargare ancora di più gli orizzonti, ma nonostante i miei sforzi, sento di non ottenere risultati.
Faccio quello che faccio perchè ho bisogno di tenere la mente impegnata. Nonostante questo la mia mente viaggia ancora fin troppo, e non riesco a stare tranquillo. Non riesco a trovare la mia pace.

Riguardo all'attuale compagno di tua mamma, possiamo chiederti se la relazione è stabile e da quanto va avanti? Se tu prevedi o ci sono segni che possa reggere anche in futuro?


Da due anni. Penso potrebbe durare.

Ma visto che tu stesso ammetti che "Lui comunque è una persona migliore dei suoi predecessori," ci sembra che tanto male non sia ... o no? ... e aggiungi che "resta una figura a cui non voglio dare credito, sono insofferente alla sua presenza." intendi che in casa ingombra e dà fastidio? oppure crea tensioni o in che senso dobbiamo pensare alla tua insofferenza nei suoi riguardi? si intromette a tuo danno?


Mia madre per molto tempo ha pensato di abbandonare me e mio fratello per andare via con lui, questo sicuramente ha influito sul mio parere nei suoi confronti. Sono ancora qui comunque.
Per il resto è una persona che non sopporto caratterialmente. Sicuramente crea tensioni talvolta, anche perchè se io provo a parlare con mia madre lui è sempre in mezzo... o perchè si intromette, o perchè lei ognivolta che provo a intavolare un discorso fa appello a lui.
E io mi sono stancato, quindi ho ridotto all'osso il fiato sprecato. Non ho nemmeno il diritto di parlare con mia madre, non importa, sono abituato a non farlo.
Ho rinunciato da tempo a cercare del supporto in famiglia, è sulle persone la fuori che conto... conto molto sugli amici, ed è anche per questo che sto molto male quando vengo tradito nella fiducia da loro.

sembra quasi che tu non ti stia dando "il permesso" di avvicinarti a lui anche se in un qualche modo ti piacerebbe tentare... è una sensazione corretta?


Non voglio avere a che fare con lui.

Se il tuo fratellino è la persona con cui sei stato finora più legato, non lasciarlo andare solo perchè gli impegni vi allontanano! Non è la quantità del tempo passato insieme ma la qualità che conta!
Non vi potreste mangiare una pizza ogni tanto voi due? Non ti piacerebbe di trovare il modo per restargli vicino? Una partita a qualcosa? Ci sarà una cosa che piace a tutti e due, e magari potete ritagliarvi ogni tanto un momento solo per voi!


Proverò a inventarmi qualcosa e a ritagliare del tempo...

Uhm... non sarà che tu scambi la sana pazienza per la malsana sopportazione? Ci vedi qualche possibile differenza tra la Virtù della Pazienza e la Sofferenza della Sopportazione?


Non so come interpretare certe sensazioni. Mi ritrovo ogni giorno a dover mandar giù diversi bocconi amari, e ogni volta sento una scarica di rabbia che poi controllo e disperdo.
Direi pazienza. Ma prima o poi esplodo. Non ne posso più, di nulla.
Ultima modifica: Da .

Re: Qualcosa su di me 27/05/2017 09:40 #18

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Caro Ema
grazie per i chiarimenti e perchè continui ad aprirti con noi, speriamo che questo confronto ti stia risultando utile!

Due cose ci colpiscono particolarmente:
  1. Ho sempre sentito di non essere accettato da qualsiasi cosa provassi a far parte. Sento di non appartenere a questo mondo... Non riesco a trovare la mia pace.
  2. Ho rinunciato da tempo a cercare del supporto in famiglia, è sulle persone la fuori che conto... conto molto sugli amici, ed è anche per questo che sto molto male quando vengo tradito nella fiducia da loro.


1) sento di non fare parte di questo mondo, significa che tu hai elaborato un significato di cosa vuol dire "far parte di questo mondo" ne hai tratto delle conclusioni e non ti sei trovato inserito...
Capisci? Hai fatto tutto da solo. Tu hai settato lo standard e poi hai concluso di essere diverso, inadatto.

Qual è dunque lo standard che riconosci agli altri, quelli "capaci di stare al mondo"?
Quali sono le qualità, i talenti, le propensioni, le attività, i doveri e i piaceri di chi "sa stare al mondo" che ti vedono distinto e lontano?

E per salire ancora di un gradino, che significa davvero "vivere"?
Qual è l'obiettivo profondo, ultimo, della tua vita e di quella di tutti noi?
C'è un senso?
In particolare queste domande, se hai voglia di parlarne, aprono un mondo intero di possibili orizzonti nuovi.

Sai Ema, una volta nella metropolitana di New York ho visto un manifesto tipo "Pubblicità Progresso" che diceva: "Ogni uomo scambia i limiti del suo campo visivo, per i confini del mondo". L'ho trovata di grandissima ispirazione!
I tuoi orizzonti Ema, li decidi tu, se ti senti stretto, non hai che da "allargare il campo visivo", hai solo 25 anni e farlo non è complicato come se ne avessi 40 o 50!!!
Quello che tu vedi, pensi e sperimenti, non esiste in altro posto se non la tua interiorità. Si può sempre lavorare a "superare sè stessi e i propri limiti", anzi direi che questo è uno dei più interessanti "sensi" che possiamo trovare nell'andare avanti in questa avventura chiamata vita!
"Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli dei" era scritto sul Tempio di Delfi.

Noi oggi siamo troppo schiacciati su una sorta di "terra piatta" (le città che ci impediscono la vista del cielo, la vita vissuta in chiave esclusivamente materiale, la ricerca del successo, l'intrattenimento a tutti i costi...), su un tempo lineare e cronologico, per ricordarci che siamo parte del Pianeta Terra il quale è parte di un grande sistema cosmico, che il tempo è circolare (cicli vs tempo unidirezionale dal passato al futuro!) e lo scandiscono i pianeti e le stelle, passa un giorno perchè la terra ha ruotato su se stessa, un mese perchè la luna ci ha girato intorno, un anno perchè abbiamo girato intorno sole...

Se alzi lo sguardo in una notte limpida e senza luna per guardare le stelle, proverai meraviglia?
Se provi a sentire l'infinita grandezza dell'universo non ti potrebbero sorgere domande come: cos'è questo universo di cui sono parte e a che cosa serve? cosa significa vivere? perchè sono nato io? cosa sono "venuto" a fare a questo mondo? Sono temi sui quali hai già maturato una tua convinzione di fondo?

2) la famiglia vs gli amici. sei in buona compagnia, sono in tanti ad aver sentito e deciso di contare più sugli amici che sulla famiglia, ma chi fa questa scelta, deve mettere in conto che rischia di scegliere come "famiglia" persone, che la loro famiglia ce l'hanno eccome, famiglia che sarà sempre li per loro. mi spiego?
non basta che tu scelga loro a livello "superiore", anche loro devono scegliere te nello stesso modo, privilegiandoti alla loro famiglia. altrimenti il rapporto è squilibrato, tu maturi senso di esclusività del rapporto e di possesso nei confronti degli "amici-famiglia" e hai delle attese molto elevate, conti su un rapporto stretto, in ogni circostanza e "a vita", quindi nel lungo periodo può capitare che qualcuno di loro ti deluda.
come è amara la delusione, tante speranze amore e aspettative avevamo ripotsto in questa persona e ora ci ha voltato le spalle! purtroppo, se ti ha deluso la famiglia, sangue del tu sangue e piume delle tue piume (cit) figurati se non ti possono deludere "gli amici" anche i più cari!

Vedi Ema, torna il discorso già affrontato: mettere se stessi al primo posto significa anche che non è sugli altri che bisogna contare nella vita, ma su se stessi! Noi siamo in controllo e in possesso solo di noi stessi e possiamo "agire per cambiare" solo tramite noi stessi. Gli altri possono fare un tratto di strada insieme a noi, ma il viaggio è nostro!
Una interessante visione del mondo, dice che gli altri sono solo gli specchi in cui ci riflettiamo per vedere in loro quel che non riusciamo a vedere in noi. (sai la trave e la pagliuzza?)

Dice questa sapienza che tutto quello che negli altri ci dà fastidio, ci irrita, ci fa arrabbiare, ci segnala che lo stesso "difetto" è in noi, probabilmente "censurato", oscurato, nascosto forse nell'inconscio.
Gli altri, ci danno quindi l'occasione per capire quali sono i NOSTRI difetti più nascosti.
Li individuiamo facilmente grazie agli altri, perchè sono proprio quelli che ci irritano.

Un semplice esempio, per illustrare meglio.
Dinamica standard: io odio quelli che urlano, tu urli, io mi infastidisco, ti giudico, magari ti critico apertamente cercando di cambiarti. Risultato, tu ti offendi e urli ancora di più, io sono ancora più infastidito ecc ecc

Dinamica "advanced": io so di odiare quelli che urlano ma non so perchè. o forse lo so, mia mamma odiava quelli che urlavano ma fatto sta che mi viene proprio un sintomo fisico quando qualcuno urla.
che bello che oggi ho incontrato te che urli, così mi dai occasione di "lavorare su di me" (che è l'unico lavoro che si può fare") per arrivare a superare il MIO limite e riuscire un giorno a non essere più infastidito da quelli che urlano...

Che te ne pare di questa visione delle cose della vita?

Un affettuoso saluto!
Ultima modifica: 27/05/2017 10:08 Da Volontario del Sorriso

Re: Qualcosa su di me 27/05/2017 19:52 #19

  • Ema
  • Messaggi: 26
..."sento di non fare parte di questo mondo", significa che tu hai elaborato un significato di cosa vuol dire "far parte di questo mondo" ne hai tratto delle conclusioni e non ti sei trovato inserito...
Capisci? Hai fatto tutto da solo. Tu hai settato lo standard e poi hai concluso di essere diverso, inadatto.


Non so come replicare perchè il pensiero dentro me è chiaro, ma esternarlo non lo è altrettanto.
Io non sono come gli altri, non penso, e non mi muovo nel mondo come la maggioranza degli altri. Non sono unico, siamo 7 miliardi, non credo questo, sento però di non essere in nessun modo collegato alle caratteristiche comuni. Tutti quelli che incontro o con cui parlo, li percepisco come degli alieni. Sarebbe meglio dire che sono io l'alieno.
Forse è per questo che sono tanto affezionato alla mia amica... lei è diversa dagli altri, non è come me, ma non è nemmeno come gli altri, come i più, almeno.
Nemmeno negli amici ho mai trovato qualcuno che condividesse le mie passioni, so che ce ne sono la fuori, ma non ho avuto la fortuna di incontrarli... continuerò a cercare, anche se sto perdendo le speranze. Non sento di essere parte di questa vita.
Non sono adatto a vivere qui, forse nemmeno a vivere.
"Forse la vita non è per tutti".
Risponderò ad alcune domande prima di altre, per comodità.

E per salire ancora di un gradino, che significa davvero "vivere"?
Qual è l'obiettivo profondo, ultimo, della tua vita e di quella di tutti noi?
C'è un senso?


Mi sono fatto mille e mille ancora domande del genere. Per molto tempo.
Non ho una vera risposta, chi può averla?
La maggior parte delle cose che faccio perde completamente di senso in vista della mancanza di questa risposta... facciamo quel che facciamo per cosa? Per chi?
Sono credente, non fraintendete, ma questa vita ha davvero un senso?
Questo mi porta al punto seguente.

Quello che tu vedi, pensi e sperimenti, non esiste in altro posto se non la tua interiorità. Si può sempre lavorare a "superare sè stessi e i propri limiti", anzi direi che questo è uno dei più interessanti "sensi" che possiamo trovare nell'andare avanti in questa avventura chiamata vita!


I limiti... me ne sono posti tanti nella vita, ma credo di averli aboliti quasi del tutto, sia quelli mentali che quelli fisici, in particolare questi ultimi.
Faccio quello che faccio perchè sento che posso farlo e che voglio ardere qui ed ora, non voglio andare lontano, voglio solo bruciare tutto me stesso, facendo tutto quello che prima mi dava ansia o paura.
Non dormo praticamente mai, e comincio a sentire le ripercussioni di questa mancanza, sia a livello di testa che di fisico.
Anche per questo non ce la faccio più. Potrei anche provare a dormire... ma come posso fermare il tormento dei miei pensieri se smetto di coprirli di impegni e attività?
Non riesco più a stare qui dentro, sento di essere in gabbia, dentro me stesso, mi strapperei la pelle di dosso pur di uscire da qui.

Qual è dunque lo standard che riconosci agli altri, quelli "capaci di stare al mondo"?
Quali sono le qualità, i talenti, le propensioni, le attività, i doveri e i piaceri di chi "sa stare al mondo" che ti vedono distinto e lontano?


Non posso dire di aver individuato un vero standard. Quello che dirò è un po pretenzioso.
Trovo che per vivere felice, come molti, o come almeno molta gente da a vedere, basti non porsi domande, seguire il gregge, firmare senza leggere, fare ciò che richiesto senza porsi domande.
Una vita nell'ignoranza può definirsi una vita felice, forse.
Qualità, talenti, propensioni... e tutto il resto... chi decide i parametri di queste classificazioni?
Io non voglio rientrare in categorie... nonostante sicuramente lo sono già, senza saperlo.
Vedo la massa come tanti puntini, probabilmente ne sono parte, ma non sento di esserlo.
Non è esattamente il "diventarne parte" il mio obbiettivo, anzi, ci tengo a salvaguardare il mio punto di vista, un po stupido, del pensare di non essere del tutto contagiato dal pensiero globale.
Vorrei solo vivere felice, trovare l'equilibrio, ma in un mondo di estranei dove tutto e tutti sono sguardi vuoti, disinteressati o addirittura nemici, poco posso fare per sentirmi sereno.

Se alzi lo sguardo in una notte limpida e senza luna per guardare le stelle, proverai meraviglia?
Se provi a sentire l'infinita grandezza dell'universo non ti potrebbero sorgere domande come: cos'è questo universo di cui sono parte e a che cosa serve?


Tutte questioni che la mia mente malata ha già affrontato, almeno di sfuggita.
Il fatto di sapere di essere una infinitesima parte di un universo infinito non mi aiuta a pensare che la mia esistenza abbia un valore.

Cosa significa vivere? perchè sono nato io? cosa sono "venuto" a fare a questo mondo? Sono temi sui quali hai già maturato una tua convinzione di fondo?


Cosa significa per me? Non è chiaro, per ora significa un'alternarsi di momenti dolorosi e difficili a temporanei momenti di felicità. Non è esattamente il significato, è più una breve parafrasi della mia vita. L'unica cosa che ho maturato nella mia testa, è che voglio fare qualcosa di grande per qualcuno, come avevo già accennato, non importa quanti... voglio fare qualcosa che risulti importante per altri e finalmente arrendermi, sono davvero stanco di darmi da fare per qualcosa a cui non trovo risposta, stanco di soffrire per un'illusione.

La famiglia vs gli amici. sei in buona compagnia, sono in tanti ad aver sentito e deciso di contare più sugli amici che sulla famiglia, ma chi fa questa scelta, deve mettere in conto che rischia di scegliere come "famiglia" persone, che la loro famiglia ce l'hanno eccome, famiglia che sarà sempre li per loro. mi spiego?


Hai colto un punto chiave purtroppo.
Solo leggere queste poche parole mi fa ripensare a molti piccoli episodi, anche impercettibili per gli altri, ma che io leggo come piccole ferite sulla mia pelle.
Non ho scelta, la mia famiglia è quello che è, devo per forza cercare la fuori... non sono così fortunato da trovare corrispondenze. Non che potrei mai desiderare che i miei amici vivessero in famiglia un inferno simile al mio.
Cosa posso fare?

Vedi Ema, torna il discorso già affrontato: mettere se stessi al primo posto significa anche che non è sugli altri che bisogna contare nella vita, ma su se stessi! Noi siamo in controllo e in possesso solo di noi stessi e possiamo "agire per cambiare" solo tramite noi stessi.


Non sono sicuro di essere in grado di farlo, non sono sicuro di volerlo fare o di avere la forza necessaria. Sono una delle poche persone che non salverei di fronte una minaccia, anche se ne avessi possibilità.

Che te ne pare di questa visione delle cose della vita?


Faccio molta fatica a portare a livello conscio questa domanda. Non riesco a trovare il canale giusto per lavorare su me stesso. Penso sempre di farlo già, faccio di tutto e di più, spingo i miei limiti sempre più in la, distruggo tutto ciò che possa essere di intralcio al mio pensiero libero e alle mie attività... forse il succo della questione è che ancora non so cosa voglio... comincio a titubare... Vorrei, in ultimo, aggiungere che nonostante credo nelle cose che ho scritto oggi, qui sopra, ammetto di averle scritte durante un momento di grande stanchezza. Come tutti i fine settimana, ho passato questi due giorni con lei, e sono stati intensi se non prosciuganti, e spesso mi ritrovo decisamente confuso per un po dopo queste giornate.

Sento di essere proprio al limite, parlare mi aiuta a mantenere il mio equilibrio precario, ma sono stanco.

Grazie. Davvero.
Ultima modifica: Da .

Re: Qualcosa su di me 29/05/2017 09:23 #20

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Caro Ema
questa sarà una risposta "non convenzionale", ci stai?

Innanzitutto vorremmo sapere se questo scambio con noi ti sta piacendo o risultando utile.
Contando sul fatto che la risposta sia SI andiamo avanti!

Tu ci stai dando tanti indizi che ci fanno pensare...
Senti di avere una missione, far del bene a qualcuno
Senti di essere diverso, un alieno
Non ti interessi di quello che normalmente interessa la gente
Sei credente, ma la tua fede non ti dà quel senso della vita che stai cercando e che ti manca...
e poi la bomba:
Faccio quello che faccio perchè sento che posso farlo e che voglio ardere qui ed ora, non voglio andare lontano, voglio solo bruciare tutto me stesso, facendo tutto quello che prima mi dava ansia o paura.

Mi sbaglierò, però a titolo personale ti dico che a me questi sembrano tutti indizi di una "coscienza" che ha fretta di risvegliarsi...

Anche se a te può sembrare strano, ti possiamo assicurare che non sei nè il primo nè l'unico con questo "sentire"! Il tuo sentirti "diverso" ti offre la possibilità di approfondire il significato e la direzione che questa diversità ti aprono!
Il senso della vita è la più importante domanda che l'essere umano si possa porre nell'arco della sua vita e spendere una vita alla ricerca della risposta non è una vita vana, dato che non è tanto la risposta che conta, ma il cammino che si segue per arrivarci!

Ai nostri tempi di internet è diventato facilissimo e comodissimo leggere, vedere, insomma informarsi di tutto quello che le tradizioni sapienziali millenarie di tutto il mondo hanno tramandato e che - per qualcuno - vanno a colmare quella mancanza di senso che deriva da una visione religiosa "tradizionale".

Su questi temi esistono migliaia di anni di spremimento delle migliori meningi planetarie a portata di click, da Ermete Trismegisto alla Bhagavad Gita Indiana, alle tradizioni sciamaniche sudamericane così efficacemente portate in occidente da Paulo Coelho coi suoi libri, da Gurdjieff a Rudolf Steiner, oltre a dozzine di divulgatori su FB e Youtube (più o meno seri) e vere e proprie "interpretazioni esoteriche (*)" di film di successo come Matrix... e qua ci fermiamo solo per darti qualche spunto da googolare nel caso ti interessi l'argomento.

E naturalmente esistono a portata di click gruppi di persone che a questi temi si appassionano e si interessano e che a loro volta si sentono alieni in mezzo alle persone "normali".

Potrebbe essere questa la direzione dove guardare per trovare quello spiraglio di luce in fondo al buio tunnel?

Restiamo in trepidante attesa delle tue riflessioni!
un abbraccio

NB (*) Esoterico o Occulto sono due parole che possono spaventare qualcuno, vogliamo essere chiari e spiegare che tutte le tradizioni spirituali hanno due livelli di approfondimento diverso: quello ESSOTERICO che sarebbe il "livello base" quello destinato alle masse, e quello ESOTERICO (o Occulto), diciamo "advanced" che è destinato a una ristretta cerchia di persone particolarmente avanzate nello studio e nella comprensione della dottrina
Ultima modifica: 29/05/2017 09:52 Da Volontario del Sorriso

Re: Qualcosa su di me 29/05/2017 12:11 #21

  • Ema
  • Messaggi: 26
Innanzitutto vorremmo sapere se questo scambio con noi ti sta piacendo o risultando utile.


Sicuramente parlarne aiuta ad alleggerirmi un po, per il cambiare radicalmente le cose non saprei.

Mi sbaglierò, però a titolo personale ti dico che a me questi sembrano tutti indizi di una "coscienza" che ha fretta di risvegliarsi...


Ho fretta, si, ma non so per cosa, so solo che non riesco più a stare dove sono, non ce la faccio più.
Il risveglio di una coscienza... non sono sicuro centri qualcosa, ho l'idea di fondo su ciò che mi aspetta, è il presente che non riesco a vivere, non riesco proprio ad andare avanti, mi sta soffocando.

Potrebbe essere questa la direzione dove guardare per trovare quello spiraglio di luce in fondo al buio tunnel?


Vivere cercando la risposta?
Non è esattamente quello che vorrei fare... Vorrei vivere in pace, stare bene, e poter apprezzare la compagnia ed essere apprezzato.
Sono stufo di sentire di non essere voluto, di non essere parte di qualsiasi cosa, non ne posso più.
Ho sempre bisogno di stare con gli altri, forse è ora di tagliare tutto e tutti e tornare ad isolarmi, voglio imparare di nuovo a sopravvivere completamente da solo, voglio essere l'unica persona su cui posso contare... non so se è questo che desidero davvero, ma forse è quello di cui ho bisogno.
Non ho mai potuto contare su nessuno, e tuttora sento di non poterlo fare.
Sono stufo di essere ferito dalle persone a cui tengo, odio non sentire di essere ricambiato.
Sono ben oltre il limite, basta.

So che non sono l'unico a sentirsi alienato rispetto agli altri... ma non è di gran conforto saperlo, come può tornarmi utile?
Ultima modifica: Da .

Re: Qualcosa su di me 29/05/2017 16:12 #22

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ultima modifica: 29/05/2017 16:28 Da Volontario del Sorriso

Re: Qualcosa su di me 30/05/2017 10:17 #23

  • Ema
  • Messaggi: 26
Soprattutto cosa intendi con "il presente mi sta soffocando"


Intendo il sentirmi oppresso da tutto, sento proprio mancarmi l'aria grazie all'ansia, sento di essere completamente stretto da qualcosa... a cui non so dare una forma.

La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice.

Che ne pensi?


Ho letto anche l'articolo. E' più o meno così... tra famiglia e amici precari ho sempre avuto la sensazione di essere solo e di muovermi da solo, ma da solo non ci so stare, è un continuo colmare vuoti con attività, lavori, uscite, amici. Imparare a convivere con me stesso non è mai stata una delle mie priorità.

vorremmo solo dire che se tu individui il tuo "essere diverso", riesci a dargli un nome, a descriverlo, potresti uscire dall'isolamento incontrando tramite internet persone con le tue stesse passioni e interessi! indipendentemente da quali questi interessi e passioni siano.


Non ho mai dato molto peso alle relazioni instaurate tramite internet, non sono stato così fortunato, solo conoscenze con cui fare qualche chiacchierata e poche che sento ancora a distanza di anni, di rado comunque.

Che tipo di persone ti interesserebbe conoscere? Hai voglia di parlarcene?


A dire il vero non vado cercando caratteristiche così bizzarre. Di solito la gente che cattura il mio interesse è quel tipo di persona che usa la testa, che ha vissuto una vita movimentata e con passioni simili alle mie. Mi adatto molto comunque... a parte sulla musica , al riguardo sono molto pignolo. Qualche appassionato/a di Metal, Hard Rock, Rock, Grunge con cui condividere qualche concerto interessante, o semplice conversazione non sarebbe male. Nelle mie compagnie sono l'unico musicalmente indottrinato in questa direzione. Per il resto mi piacerebbe legare con qualcuno che rispecchia anche solo qualche altro mio piccolo interesse minore... ma non è davvero importante, basterebbe qualcuno che dimostri vero interesse, non sopporto le compagnie forzate.

Grazie, buona giornata.
Ultima modifica: Da .

Re: Qualcosa su di me 30/05/2017 15:05 #24

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
ciao Ema

alla fine di questa intensa chiacchierata abbiamo provato a rileggere tutto e ci pare di trovarti un po' più tranquillo che non all'inizio.
Certo non avremo risolto nulla, ma probabilmente la possibilità di trovare sempre un interlocutore in ascolto può essere parte della tua maggiore (almeno apparentemente) calma e (sempre apparente) minore emotività, che si riflette in giudizi meno drastici su te stesso e aspettative che sembrano (a noi di sicuro) normali e realizzabili!

Ci farà piacere continuare ad ascoltarti su qualsiasi argomento di tuo interesse, ci teniamo solo a puntualizzare qualcosa relativamente a questa Terribile Ansia che ti attanaglia: ma tu finora che cosa hai tentato per tenerla a bada, a parte riempirti di impegni e rifuggire la solitudine?
Per dire, ne hai parlato col medico di base? Hai provato qualche tecnica (meditazione, yoga...) o trattamento (shiatsu...) o farmaco anche naturale? Oppure la gestisci senza nessun aiuto?

Ti mettiamo un allegato che ci cade a fagiolo!

A risentirci presto!
Allegati:
Ultima modifica: 30/05/2017 15:09 Da Volontario del Sorriso

Re: Qualcosa su di me 31/05/2017 08:50 #25

  • Ema
  • Messaggi: 26
Buongiorno... Si potrebbe dire così, in effetti poter essere ascoltato mi da modo di mantenere un equilibrio, molto precario comunque, succedono così tante cose che fan vacillare la mia calma, e in un modo o nell'altro sono in crisi a periodi alterni. Vi ringrazio.

Ci farà piacere continuare ad ascoltarti su qualsiasi argomento di tuo interesse, ci teniamo solo a puntualizzare qualcosa relativamente a questa Terribile Ansia che ti attanaglia: ma tu finora che cosa hai tentato per tenerla a bada, a parte riempirti di impegni e rifuggire la solitudine?
Per dire, ne hai parlato col medico di base? Hai provato qualche tecnica (meditazione, yoga...) o trattamento (shiatsu...) o farmaco anche naturale? Oppure la gestisci senza nessun aiuto?


Il percorso di controllo dell'ansia è partito 5 anni fa, quando ebbi la prima crisi pesante.
Ho iniziato il percorso con uno psicologo, che come ho accennato poi è diventato una figura importante per me e che ha contribuito ad aiutarmi al di fuori della sua professione, e lo fa tuttora, gli devo davvero molto. Lui, i primi tempi, mi aveva indirizzato anche da uno psichiatra per iniziare un trattamento con medicinali, per tenere sotto controllo la cosa.
Ho seguito questa "terapia" di testa mia, sotto dosata e ho smesso sempre di testa mia dopo un periodo. E' una cosa che vorrei risolvere con le mie forze... e comunque quei medicinali non han mai fatto una vera ed effettiva differenza. Li ho presi per più di un anno comunque.
Per il resto, per tenere l'ansia al guinzaglio non ho veri e propri metodi, ho imparato a chiuderla dentro in qualche modo, sento sempre che è a livello superficiale, ma la tengo molto mascherata, quando capita una crisi si libera.
Ci sono periodi in cui sopporto meglio la situazione e periodi in cui è insostenibile.

Oggi posso dire di stare bene, vedrò di farmelo bastare fino a domani.
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Re: Qualcosa su di me 31/05/2017 10:35 #26

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Bene Ema,
il tono della tua risposta è molto convincente: tu valuti i tuoi sistemi "di testa tua" e "con le tue sole forze" come la soluzione giusta per te al momento, perchè la conosci, la pratichi da tempo con un certo successo e per ora non ti interessa curiosare se ci sono altre possibilità.
Tu senti che, come negli ultimi anni, ce la puoi continuare a fare da solo, contando sulla presenza del tuo amico psicologo. Questo è molto positivo perchè svela che tu credi in te stesso molto più di quanto a volte tu stesso sia disposto a riconoscere e che come noi abbiamo varie volte ripetuto, sei forte e sai di esserlo!

Come diceva la prima pubblicità della Nike... Se non credi in te stesso, chi ci crederà? Just do it! (credici!!!) e tu ci credi!

Buona giornata per oggi e anche per domani!
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Re: Qualcosa su di me 03/06/2017 03:40 #27

  • Ema
  • Messaggi: 26
Ciao, di nuovo.
Grazie per il percorso che mi avete permesso di intraprendere qui.
Ragionando non posso negare di aver bisogno delle persone intorno a me, infatti non riesco a vivere bene stando solo, vorrei imparare a farlo. Il fatto di sfruttare gli altri per sentirmi meglio e non essere in grado di farlo da solo ė un grosso impiccio.
Comunque ora son partito 3 giorni con la mia amica ed un'altro amico.
Il punto ė che, comincio ad avere la sensazione di essermi innamorato di lei.
E ora devo trovare una soluzione a questo perché non posso rovinare un'amicizia così profonda, lei ha bisogno di me, ma anche io ho bisogno di lei.
Detto questo, l'ansia a quanto pare, ha deciso di partire insieme a me. Non riesco a stare in pace, e il non dormire amplifica il tutto.
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Re: Qualcosa su di me 04/06/2017 13:03 #28

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
ciao Ema
essendo domenica sarai ancora in viaggio coi tuoi amici... se ti farà piacere ci potrai aggiornare su come sono andati questi 3 giorni a stretto con tatto con lei, ti senti sempre innamorato? come ti sei accorto di esserlo? e dopo questi 3 giorni lei lo sospetta secondo te?
perchè temi che se vi innamoraste il rapporto sarebbe rovinato? avere bisogno uno dell'altro che ci completa, sembra quasi lo giudichi negativo per una coppia... è così?
forse essendo lei piuttosto instabile ti senti sia attratto che spaventato alla prospettiva di averla come compagna, ma l'amore imperniato su "io ti salverò" è un classico "modello di amore", figurati che esiste persino un film del 1945 di Hitchcock con questo nome e su questo tema.
Sai quando si sente dire che una ragazza fa la "crocerossina"? Ecco, ma nel film il salvatore è un uomo, Gregory Peck in veste di psicologo, mentre la disturbata è Ingrid Bergman...

Per l'insonnia, hai provato a vedere se stancandoti molto fisicamente le cose cambiano?

A presto! Buona domenica
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Re: Qualcosa su di me 05/06/2017 08:24 #29

  • Ema
  • Messaggi: 26
Buongiorno a voi.
Ė stato davvero un bel viaggio.
Sono felice di averlo condiviso anche con lei, e si, penso proprio di essermene innamorato.
Come me ne sono reso conto? Non saprei, desidero poterla avvertire come qualcosa di più al mio fianco, e desidero vederla felice... So che io potrei renderla tale.
Ho paura perché la premessa, che mi sono fatto appena la ho conosciuta 7 mesi fa, era quella di prometterle un amico per sempre e non di più.
Quindi nel lungo periodo mi sono mosso per farle conoscere persone, anche per aiutarla a cercare qualcuno per lei... So che lei all'inizio mi desiderava e io ho deciso di offrirle solo amicizia... Perché conoscendo le sue relazioni precedenti non volevo passare per il solito tizio che incontra che la usa e scompare.
Io voglio restare nella sua vita e voglio che lei resti nella mia, voglio vederla uscire dalle sue sabbie mobili, ed essere li a tirarla fuori.
Credo proprio che lei non abbia più desideri simili verso di me, le ho sempre confermato la versione del "solo amici" per troppo tempo.
Non mi sento spaventato, credo invece che sarei l'unico, o uno dei pochi, in grado di restarle al fianco. Con lei ho passato giorni stupendi, ma ho sofferto anche tanto. Essere al fianco di una persona bipolare ė un fardello, ma non mi pentiró mai di aver deciso di esserci.
A volte creso che se solo glielo chiedessi mi direbbe si, al volo, altre volte sento che invece non avrei alcuna possibilità.
L'insonnia va e viene, il primo giorno son rimasto sveglio tutta notte, il secondo ho dormito quasi tutta notte, 6 ore che per me son tante.
Son senza risposte. L'amo e non so che fare.
Ho sempre pensato che sarei stato felice a vederla con qualcuno al suo fianco che la trattasse come merita, ora che ripenso a tutte le persone che le ho fatto conoscere in questo senso... Non riesco a non pensare che vorrei easere io in quel ruolo.
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Re: Qualcosa su di me 06/06/2017 08:00 #30

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
caro Ema

e così sembra proprio che i tuoi sentimenti siano "cresciuti" nonostante le tue intenzioni e le 1000 promesse / garanzie di restare solo amici, e dopo che hai convinto lei che era quella un po' innamorata che sareste stati solo "amici per sempre"... il destino gira e ti trovi tu a accorgerti di essere innamorato.

come sempre il destino ha il senso dell'umorismo! (volendolo guardare in chiave ironica)

la vita è movimento, nulla resta fermo anche se pare fermo tutto evolve e cambia, a volte pianissimo a volte di botto.

nella vita si può quindi anche cambiare idea, perchè si matura, perchè le cose cambiano, perchè oggi non è uguale a ieri per nessuno!

essendo la vostra una situazione che attualmente ha un buon equilibrio, ti suggeriamo di muoverti con calma, di prenderti tempo di osservare i cambiamenti in atto per un po' di tempo. se il destino è favorevole capita che le cose arrivino da sole, senza bisogno di andarsele a prendere.

se non sai cosa fare, non fare nulla di diverso! non c'è fretta! prenditi tempo, osserva tutto più volte e a lungo: te stesso, lei, voi insieme, voi lontani... il tempo ti aiuterà a chiarirti le idee!

e intanto vivi il momento! non pensare al futuro (starete insieme?) o al passato (la promessa "amici per sempre") come vincoli e obiettivi. stai in quello che c'è in quel momento, prova ad accettarlo ad assaporarlo senza i "filtri" delle speranze e delle promesse!

il suo problema è qualcosa che l'accompagnerà per tutta la vita ma se le persone bipolari si curano, fanno vite normalissime. tutto è possibile ma nulla è certo nella vita! quindi è meglio non avere paura! la paura, cos'è la paura? è l'ansia che proiettiamo verso qualcosa di futuro su cui non abbiamo controllo. questa è la paura che sperimentiamo noi gente del XXI secolo, è in realtà un terribile "scherzo della mente". nel senso che nel vero momento del pericolo (es durante l'incidente o se ti trovi davanti un leone) la natura ha previsto che scatti l'istinto che è 100 volte più veloce della mente nel decodificare le situazioni e prendere decisioni: di fronte al vero pericolo l'istinto prevale sulla mente e non si prova nessuna paura in quel momento: o si scappa o si combatte, perchè l'istinto deve farti sopravvivere invece la paura è una rielaborazione della mente di qualcosa che si teme nel futuro o si è temuto nel passato! nel presente, se ci si riesce veramente a ubicare nel "qui e ora", non ci può essere mai paura.

questo è un momento in cui a te sembra di dover effettuare una scelta, ma la tua indecisione rivela che la scelta è prematura. lascia passare un po' di tempo e le cose si chiariranno da sole e la scelta diventerà naturale!

che ne dici?

a presto!
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