Benvenuti nel Forum del Sorriso

Avviso per gli utenti già iscritti al forum del Sorriso Telefono Giovani:

Accedi al nuovo forum utilizzando la procedura "password dimenticata" e segui la procedura fino alla fine... grazie!
Dovrai inserire il tuo indirizzo mail di registrazione: se l'indirizzo mail non è più valido oppure non lo ricordi scrivi a primoaccesso@sorrisotelefonogiovani.it indicando il tuo nick.
Riceverai una password provvisoria per il tuo primo accesso.

Nome Utente
Password
 
  Ricordami

  • Pagina
  • 1

ARGOMENTO: Ciao a tutti!

Ciao a tutti! 25/06/2017 18:23 #1

Ciao a tutti! Mi sono appena iscritta, ho scovato questo sito qualche giorno fa e ho pensato che forse anche solo raccontarmi un po' potesse farmi bene. Mi scuso fin da subito, l'arte della sintesi non è il mio forte
Non so bene da dove iniziare, non sono una persona che si racconta, ma inizierò dalle cose semplici. Ho 19 anni. Sono sempre stata una persona molto insicura: vuoi per il mio fisico (sin da quando ero alle elementari ho avuto sempre kg di troppo), vuoi per il mio carattere; mi sento di dire che ho una personalità ben definita, con molti interessi, ma sono decisamente fragile, molto sensibile ed empatica, non mi sento mai in diritto di giudicare le scelte e, eventualmente, gli errori degli altri, con loro sono molto comprensiva, ma sono molto severa con me se stessa. Non mi perdono niente. Sono molto introversa, fatico a parlare di me e a esprimere come mi sento anche in famiglia o con le amicizie strette. Detesto l'idea di pesare su qualcuno, cerco sempre di comportarmi sulla base del "non dare mai fastidio"; se mi arrabbio o sono triste, ingoio e non scoppio mai. Quando proprio non mi passa, piuttosto sparisco per un po', finchè non mi tranquillizzo. Non voglio rispondere male o comportarmi in un modo di cui poi so che mi pentirei. Razionalmente so di sbagliare: l'unica a rimettere in tutto questo sono io, ma non riesco a fare altrimenti. Quando ero più piccola avevo molta più spina dorsale, questi tratti si sono molto accentuati negli ultimi 5 anni. Fino alla terza media ho avuto grandi soddisfazioni scolasticamente parlando, e questo era un mio grande motivo di orgoglio, mi dava forza, mi rassicurava. Dopo le medie, ho scelto di seguire la strada che credevo essere giusta per me sin da bambina: il liceo classico, nonostante alcune ultime perplessità dovute alla mia attitudine (e passione) per le lingue. Iniziata la scuola, mi sono resa subito conto che c'era qualcosa di sbagliato, però ho ascoltato chi mi diceva che era tutta colpa del cambiamento, che era l'inizio, che dovevo abituarmi... Tre mesi dopo, scoppio a piangere e dico a mia madre che me ne volevo andare. Tutti increduli (anche perchè la prima pagella segnava dei buoni voti), tutti perplessi. Mi lascio convincere dai dubbi dei miei e dalle parole del preside che mi convincono a rimanere, sempre in virtù del non voler deludere. Negli anni tutto è andato allo scatafascio; quando mi sento dire che la mia crisi è dovuta alla mole di studio, rispondo che già a 14 anni sapevo a cosa stavo andando incontro, mi è sempre piaciuto studiare. Il fatto è che a parole è difficile spiegare come ti senti in quell'ambiente, mi rendo conto di sembrare pazza quando cerco di spiegarmi. La madre di una mia amica, che aveva iniziato quella scuola con me per poi cambiarla dopo due anni, ha usato queste parole, ed è vero: lo capisci solo se ci sei dentro. Mi sono abituata negli anni anche ai pessimi voti che a volte e specialmente in alcune materie mi sono arrivati, certo mi fanno sempre stare male, ma ci ho fatto il callo. Non sono mai riuscita a superare il modo in cui mi sono sentita e, mi prendo la responsabilità di dirlo, mi hanno fatto sentire, con parole e modi irrispettosi, i professori: incapace, fallita, non in grado di fare niente. Bollata sin dalla seconda parte del primo anno come una che non sapeva fare niente, senza margine di miglioramento. Non scorderò mai le umiliazioni di certe sfuriate, le versioni fatte piangendo di nascosto per alcune uscite indelicate e fuori luogo, lo sconcerto se in prove non valutate da loro eccellevo e superavo i loro preferiti, la professoressa che dice in modo sprezzante e con gli occhi iniettati di cattiveria a mia madre che deve imparare a fare la madre perchè non l'aveva mai vista ai ricevimenti nei mesi precedenti, senza sapere che i miei non ci sono mai perchè lavorano tutto il giorno ed è già tanto se ci incrociamo noi a casa. Avrei tanto, tantissimo da raccontare, ma sono veramente troppo lunga. Mi dico da sola: "Perchè li ascolti? Rappresentano tutto ciò che più distante da te potrebbe esistere, sono tutto ciò che tu da adulta non vuoi diventare". Ma non riesco a farmi scivolare addosso tutto, è come un lavaggio del cervello: tutte queste cose mi sono entrate dentro e io ci credo, non ci posso fare nulla, nel fatto che non sono in grado di fare niente e che non concluderò mai nulla. Razionalmente dico che non me lo merito e che non posso farmi rovinare l'esistenza, che non è giusto e non è così, ma tutte queste cose mi sono entrate nella testa. Non voglio fare niente perchè so che fallirò, passo ore a guardare il muro e dirmi "Guarda che non ce la fai". So solo piangere e fare brutti sogni, da sette mesi a questa parte. Poco dopo il ritorno a scuola dopo le vacanze di Natale, torno a casa dopo una giornata terribile dove mi sento veramente sconfitta da tutto. A pranzo scappo davanti a tutti perchè mi viene da piangere, mi nascondo sotto la doccia per ore con la musica a coprirmi. Da allora non riesco più a mettere piede a scuola. Giornate chiusa in camera, non voglio vedere e parlare con nessuno. Se mi capita ancora adesso di passare davanti alla scuola davanti sto male. Che io stia a casa o che sia a lavoro per aiutare i miei ogni tanto mi nascondo perchè ho le mie crisi. La testa parte, penso a quello che è successo e non posso trattenermi. Risultato? Da gennaio ho buttato all'aria la mia vita, ho perso l'anno scolastico, non mi faccio vedere da nessuno, ho mollato dopo 11 anni danza, unico mia valvola di sfogo che ho amato tantissimo, di conseguenza ho preso ulteriori kg che non mi permettono nemmeno di guardarmi allo specchio con serenità. Ho perso tutto. Pur di non doverne parlare con nessuno, neppure coi miei parenti, rimango qui, senza neanche andare con i miei genitori dalla mia famiglia che abita lontano, quella che è la nostra vacanza ogni estate. E quando mi dicono: "Dai, basta trovare un modo per uscirne, prendi un diploma e poi costruisci la tua vita come vuoi!" ancora peggio. Vorrei che qualcuno sistemasse tutto per me, non so cosa devo fare. Nella mia scuola non ho più i (pochi) compagni con cui ho legato: una prigione e, per di più, da sola. Non so come uscire da questo stallo che mi intrappola. Poi mi vergogno tanto per quello che è successo. Come si spiega una cosa del genere? A quelli che mi giudicano perchè sanno poco di cosa ho passato vorrei solo rispondere di andarci loro, lì dentro, e poi vedi se non impazzisci. Ho un senso di colpa immenso, nei confronti di me stessa, nei confronti dei miei e di mia sorella, perchè vivere con una persona che non fa che disperarsi tutto il giorno deve essere pesante pure per loro. Mia sorella ha cercato sempre di aiutarmi come ha potuto, a volte i miei hanno faticato a capirmi ma so che non sono mai stati in cattiva fede, anche a loro ha fatto male vedermi in questa situazione. E sento una pressione immensa quando mi dicono e penso da sola: "Ti riscatterai in futuro e vedrai che vali". E se non ci riuscissi? Uan vocina nella mia testa mi dice perennamente: "Guarda che hanno ragione loro, a scuola". Scusate lo sfogo interminabile.
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao a tutti! 26/06/2017 17:51 #2

  • Ema
  • Messaggi: 30
Ciao benvenuta Anita,
personalmente sono rimasto colpito dalle sensazioni di cui sei riuscita a impregnare le tue parole...forse perchè alcune si ricollegano ad alcuni miei travagliati ricordi del liceo.

Mi dico da sola: "Perchè li ascolti? Rappresentano tutto ciò che più distante da te potrebbe esistere, sono tutto ciò che tu da adulta non vuoi diventare"


A volte per sopravvivere è proprio questo che bisogna fare, lasciar perdere quello che pensano gli altri, e cominciare a considerare proprio quello che pensiamo noi stessi.
Sembra che per te la scuola sia diventata un repellente, un mondo a te avverso, non riesci nemmeno ad avvicinarti per i pensieri che tornano a galla e per le persone che ti hanno etichettata così superficialmente.
Il consiglio che posso darti è quello di cercare dentro di te la grinta, la forza, quel desiderio di costruire qualcosa per te. So quanto sia difficile, ma il dolore come la frustrazione possono diventare rabbia, o addirittura energia positiva.
E forse la soluzione sta proprio nel riniziare da 0, in un nuovo ambiente scolastico.
Mi chiedevo, non hai la possibilità di iniziare un percorso di studio alternativo? Un'altra scuola?
Mi dispiace sentire ciò che hai passato, e che tuttora ti condiziona;
Non sei sola, un abbraccio e un sorriso.
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao a tutti! 27/06/2017 14:35 #3

Grazie mille. Ho letto e riletto il tuo commento più volte, mi ha rasserenato. Mi dispiace sapere che altre persone hanno avuto un percorso così travagliato...
Devo essere sincera, non so darti una risposta. Non saprei nemmeno a chi rivolgermi per avere informazioni. Mancandomi solo un anno non so quanto sia fattibile... Mesi fa, poco dopo il mio "exploit" di gennaio, avevo considerato l'opzione di prepararmi per conto mio per poi presentarmi a fine anno per l'esame (sempre nella mia scuola), ma non ho avuto la forza di concludere niente, soprattutto perchè non credevo di farcela da sola. Non so bene cosa sarebbe giusto fare per me. A volte mi dico "Torna lì e dimostrati che ce la puoi fare: ce l'hai fatta per quattro anni, ok sei caduta, riprendi tutto in mano e chiudi una volta per tutte, è giusto chiudere il cerchio lì". Magari ci credo anche e sono convinta di potercela fare, ma poi penso che non posso sapere come andranno le cose, come reagiranno i prof, come mi ritroverei io all'improvviso catapultata in una nuova classe già ben unita dopo quattro anni, come la vivrei. Non so come sarebbe per me, timidissima fino al midollo, ma questo è un problema che si presenterebbe da ogni parte... Non so se prendere in considerazione l'idea di cambiare scuola mantenendo lo stesso indirizzo, ma nelle vicinanze non c'è niente e sarebbe molto difficile riuscire a frequentare. Non riesco veramente a prendere una decisione, anche perchè sono totalmente demotivata, non riesco a non ricollegare le mie materie di studio a tutta questa brutta storia. Non so come schiarirmi le idee.
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao a tutti! 27/06/2017 19:13 #4

in pratica fai parte dei cosiddetti hikikomori..io sono maschio e sono alto e longilineo ma anche io non ho alcun tipo di vita sociale..in certi Paesi ci sono tantissimi ragazzi nelle nostre condizioni
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao a tutti! 01/07/2017 10:57 #5

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Cara Anita
Scusandoci per la poca tempestività della nostra prima risposta ti diamo il benvenuto al sorriso

Siamo felici che tu sia venuta da noi a raccontarti. Parlare è sempre utile, e da cosa nasce cosa.. e tu hai appena fatto il primo passo.

Abbiamo letto che sei arrivata un po' al punto più stretto della via. Quella parte di percorso in cui ti incastri, in cui non riesci più a andare avanti, in cui ti sconsoli e temi di soffocare. Insomma, ti sei incagliata in qualcosa.
Non è un male. Cioè, è un male nel senso che sicuramente è qualcosa che ti fa soffrire molto.. ma non è un male di quelli da portare con vergogna. Non è un anatema o un mal'occhio o un terribile peccato che hai commesso e che ora dovrai nascondere al mondo.
È un ostacolo. Nel provare a scavalcarlo magari si cade, e nel cadere magari ci si rompe una gamba, o ci si lussa un'articolazione.. cosa dobbiamo fare quando sembra che la nostra vita ci voglia a tutti i costi per terra?
Beh.. forse stare per terra.
I momenti vuoti, le pause, gli stati di fermo. Tutti questi elementi non sono tempo perso, se hanno un criterio.
Ci sono persone fortunate, che riescono a correre e tirare il carro per tutta la vita, ma questo non significa che fermarsi sia sbagliato.
Prova a darti il tempo di guarire, e non rimpiangere il tempo che investi nel tuo tornare in piedi.. che ne dici? Se, come una mosca alla finestra, continui a non riuscire a fare passi avanti e ti scoraggi, prova (proviamo) a trovare altre soluzioni Quando arriverà il bel tempo, poi, le finestre verranno aperte.


C'è qualcuno, nella tua vita, che sappia queste cose? Magari non tutte, anche solo una parte.
Che proposte ti sei fatta, per provare piano piano a affrontare questa fatica?
Che ambiente c'è in casa tua?

Blood ha parlato di hikikomori. Sono individui che scelgono di vivere una vita eremitica segregandosi in uno spazio ristretto e familiare, allontanando il più possibile il mondo esterno dalla loro vita, sia esso anche solo la propria madre. Ora, non che questo sia l'argomento di cui si debba parlare, ma l'abbiamo usato per porti la seguente domanda: da che punto in poi, nella vita quotidiana, termina un tuo stato di comfort o stabilità e inizia uno stato di timore e inadeguatezza che ti spinge a allontanarti? Cosa fatichi a fare, in generale, ora?
Se ti va, poi, parlaci della danza.

Siamo qui per te

A presto, cara Anita. Un caldo abbraccio e tanti sorrisi.
Ti aspettiamo!
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao a tutti! 01/07/2017 17:47 #6

in molti considerano il fenomeno hikikomori un modo moderno di essere eremiti..io credo che su un argomento così delicato è meglio evitare di dare definizioni affrettate perché è facile fare confusione e così diventa ancora più facile..in ogni caso secondo me la differenza fondamentale è che l'eremita di solito per motivi religiosi si isola dalla società vivendo a contatto diretto con la natura o in paesi deserti o quasi mentre il fenomeno hikikomori riguarda persone che vivono nelle loro stanze dato che hanno perso ogni motivazione e non si sono integrati nella società e questo mi sembra un modo schematico di sintetizzare il concetto..
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao a tutti! 03/07/2017 17:13 #7

Innanzitutto vi ringrazio ancora. In qualche modo mi rasserena che qualcuno mi ascolti con così tanta attenzione e abbia tanta cura nel rispondermi...
Intanto sono andata ad informarmi un po' meglio sul fenomeno hikikomori, di cui avevo solo sentito parlare e mi ha fatto riflettere riguardo l'integrazione nella società, che è un argomento che mi preme abbastanza.
Cercando di rispondere alle domande, direi che non molte persone sono coinvolte in questa situazione. Non ho mai avuto moltissimi amici: nella mia classe le relazioni interpersonali sono state esigue. Ho stretto dei legami, e ad alcune persone voglio davvero molto bene, ma da questa specifica situazione sono tagliate fuori. A volte alcune di loro hanno cercato di avvicinarsi un po' di più a me, ma non ho consentito loro di fare più di qualche passo; c'era come un "limite". Questo perchè, nonostante l'affetto davvero sincero che mi lega a loro, mi rendo conto che sono molto diversi da me, e questo per me non è un handicap nei rapporti, non lo è mai stato, ma mi blocca nel momento in cui succede qualcosa e io sarei tenuta ad aprirmi un po' troppo. Non riesco ad andare oltre l'accennare vagamente qualcosa. Ho un'amica (quella che ho citato nel primo messaggio) che è decisamente più coinvolta, ma inizialmente ho tenuto all'oscuro anche lei. Ha scoperto tutto circa due mesi dopo, e solo perchè un compagno l'aveva contattata per sapere se sapesse qualcosa in più su di me. Sapevo di non poter scappare da quella situazione e che, prima o poi, avrei dovuto raccontargliela, ma fino a quel momento non l'ho fatto. Anche nei mesi successivi, se era lei a tirare fuori il discorso l'assecondavo, altrimenti cercavo di non tirarlo in mezzo salvo rari casi in cui non ho potuto fare a meno di "scoppiare" e sfogarmi (molto spesso ho avuto la sensazione che lei facesse di tutto per "punzecchiarmi" e farmi parlare un po'). Delle ultime evoluzioni della faccenda l'ho tenuta un po' all'oscuro semplicemente perchè era un periodo parecchio intenso per lei e non volevo scaricarle anche il mio peso addosso. Ora intanto lei mi racconta delle case che sta cercando per andare a studiare lontano e a me tocca sorriderle e non posso che che sono davvero contenta che lei ce l'abbia fatta.
I miei genitori al momento penso siano abbastanza tesi. Mercoledì scorso ad uno ad uno sono venuti a parlarmi (mia madre, poi mia sorella ed infine mio padre) perchè è arrivata la lettera dalla mia scuola che chiede se voglio iscrivermi lì per il prossimo anno o cambiare. Sostanzialmente volevano sapere che cosa avessi intenzione di fare. Il problema è che non so rispondere: valuto una cosa, poi ne valuto un'altra, la vedo in un modo e poi in un altro ancora. Loro vorrebbero mi distaccassi nettamente dalla mia scuola, e lo capisco. Io non ho dato tanto per scontata la cosa. Mi dicono: "Fai quello che ti fa stare meglio", solo che non so nemmeno io cosa potrei vivere meglio. Andare in un'altra scuola trovandomi d'un tratto in un nuovo ambiente (e non la mia città), gente nuova, ritmi di una nuova scuola che non so se saprei reggere? Tornare nella mia col rischio di ritrovarmi di nuovo in una situazione come quella attuale ma se ce la facessi poter dire alla fine a me stessa "Ehi ce l'hai fatta, hai superato tutto questo"? Nessuna prospettiva mi fa stare bene. Mio padre, che non è mai stato di grandi parole e con cui non mi capita mai di affrontare un vero e proprio discorso, mi ha detto: "Non puoi continuare così. Io ho cercato di lasciarti stare per un po', ma continuando così fai del male a te stessa e lo fai a me se continuo a vederti stare così". Non mi sarei mai aspettata nulla del genere, detto da lui soprattutto, e lì ho realizzato che forse sono così chiusa dentro di me che non realizzo tanto quello che mi succede intorno e ho poca percezione della realtà. Mi faccio le domande e mi do le risposte da sola riguardo cosa possono pensare i miei professori, i miei ex compagni, la mia famiglia, le mie ex compagne di danza... Non voglio sentire né vedere nessuno a prescindere pur di non affrontare la cosa. Se dicessi che mi sento libera di parlare a ruota libera con la mia famiglia mentirei; non lo dico per cattiveria, ma non si è mai parlato tanto e approfonditamente in casa mia, soprattutto su questioni delicate o che toccano la sfera emotiva.
Poi, per quanto riguarda il mio stato di comfort, direi che termina non appena mi trovo in qualche modo "costretta" a stare con altre persone o in altri luoghi che non siano casa mia. Finchè sto a casa, se non sto bene mi chiudo in camera, ma se sono costretta ad avere un qualche contatto con altre persone non so come gestirmi, perchè fatico a trattenere le emozioni, ho bisogno di sfogarle e io l'ho sempre fatto piangendo. Non sono mai stata una ragazza che usciva spesso, ma adesso non esco mai con altre persone, mi capita di fare delle lunghe passeggiate da sola. Mi è capitato di andare a casa della mia amica di cui parlo sopra in vista del suo esame ma poi non ho avuto altri contatti con amici. In questi mesi, spesso ho dato una mano nel locale dei miei, ma ovviamente la mia presenza lì (quando sarei dovuta essere a scuola) faceva nascere un sacco di domande da parte di chi mi conosce, clienti abituali o con cui c'è un minimo di confidenza. Vivevo malissimo questa situazione, ero terrorizzata ogni volta che entrava qualcuno, ma lo facevo solo perchè mi sentivo in dovere di aiutare i miei al lavoro (come se fosse il minimo che io potessi fare) e perchè secondo loro fare qualcosa mi poteva fare svagare (questo proprio no).
La danza è sempre stato il mio grande amore. Negli ultimi anni più stavo male per la scuola più facevo ore ed ore di lezioni massacranti. La mia passione per quello che facevo era così forte che passavo sopra alcuni attriti con la maestra (non miei personali, diciamo che è una persona poco corretta nella vita) e con le mie amiche superavamo anche questa e finivamo semplicemente col divertirci insieme. Nell'ultimo anno era diventato solo un'ulteriore difficoltà: un po' per le continue domande che ricevevo, un po' perchè si era perso molto del lavoro sulla danza e non si concludeva niente. Dopo qualche mese mi sono resa conto che non ce la potevo fare e che non era giusto che vivessi così anche la danza. Mi manca quello che per me la danza è stata fino a poco più di un anno fa, ma non quello che era diventato. Poi, ho finito per allontanarmi anche da queste amiche, sempre per gli stessi motivi.
Mi scuso sempre per i miei papiri. Ho scritto tutto con la lettera della scuola affianco. Entro questa settimana dovrò comunicare qualcosa e riesco solo a leggerla e rileggerla senza giungere a niente di fatto.
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao a tutti! 03/07/2017 20:14 #8

di nulla..in ogni caso come hai conosciuto il fenomeno hikikomori? se posso darti un consiglio sul resto mi verrebbe da dirti di cambiare ambiente..la tua famiglia ti permetterebbe di farlo? io ho sempre desiderato andare altrove ma purtroppo da giovane la tua famiglia decide tutto al tuo posto e di conseguenza oltre a tutto anche dove abitare..
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao a tutti! 04/07/2017 12:11 #9

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Caro blood
Sono apprezzatissimi gli interventi di utenti in supporto ad altri utenti. Ci raccomandiamo di non sviare però i discorsi su altri argomenti e di prestarvi attenzione e delicatezza.

Cara Anita

Non preoccuparti dei papiri, non sono un problema!

Una cosa che ci fai notare dalle tue parole è che fai fatica, sia per un motivo o per un altro, a parlare liberamente di questa tua forte difficoltà.
Dici di non sapere che scelta prendere riguardo alla scuola.. Hai provato prima a cercare di capire da cosa origini tutta questa tua sofferenza? Come mai i tuoi voti si sono inchiodati all'insufficienza? Prova a rifletterci, e se ti va scrivi quei pensieri qui.
Possiamo capire che faccia paura l'idea di riiniziare da capo; cambiare è sempre un po' spaventoso, soprattutto se ci si è già radicati da qualche parte.. ma è pulita l'acqua che assorbi dalle tue radici, ora?
Cosa sei sicura di voler cambiare?
Noi non possiamo decidere per te, possiamo solo dirti che, prima di questa scelta, pensiamo che sia un bene avere delle buone consapevolezze che orientino i tuoi pensieri. A quel punto, forse, sarà più facile capire che ogni scelta prevede un sacrificio, e sarà pure più facile compierlo. Da ogni scelta origina un "ma". L'importante è il motivo dietro a tale scelta. La cognizione di causa.

Molto belle sono state le parole di tuo padre, che hanno comunicato sia a te che a noi che ci tiene a sua figlia e che la ha nei propri pensieri. Non sei sola.
Non pensi che prendere qualche respiro profondo e iniziare a parlare con qualcuno che ti vuole bene -o che sappia guidarti- possa aiutarti a sciogliere dei nodi? Non diciamo che sia facile, anzi.. ma la crescita di una persona non avviene senza l'intervento di terzi elementi.
Aprirsi causa dolore, ma vale lo sforzo. Ne siamo convinti!
E, come detto nella nostra risposta precedente, datti tempo e non pentirtene.

Quanto a danza e amicizie.. come ti senti quando sei in buona compagnia?

A presto, cara Anita
Un abbraccio e tanti sorrisi
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao a tutti! 04/07/2017 14:08 #10

in realtà ho parlato di quello di cui ha parlato lei..il thread è dedicato alla sua reclusione e alla sua demotivazione all'idea di tornare in ambienti in cui non si è trovata bene..il consiglio di lasciare la sua città lo rinnovo ma come ho detto purtroppo non siamo padroni del nostro destino..se devo essere onesto mi sfugge dove sarei andato ot
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao a tutti! 04/07/2017 14:56 #11

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Caro blood

Pur essendo l'argomento sostanzialmente lo stesso, tu stai parlando del "fenomeno hikikomori", il quale riguarda molto te e i tuoi stessi interessi. Qui invece si parla di Anita, il che è a un livello diverso.

Comunque sia, bando a queste sottigliezze! Blood, ti aspettiamo nel tuo thread per discutere di questo,se vorrai

Anita, attendiamo tue risposte
A presto
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao a tutti! 04/07/2017 22:13 #12

da ciò che ha scritto sembra esserci dentro..io non voglio dare l'impressione di chi fa proselitismo..in pratica utilizzo la definizione di noi reclusi..in ogni caso ho accennato nel thread il perché è importante utilizzare la definizione ed eventualmente approfondisco il discorso..
Ultima modifica: Da .

Re: Ciao a tutti! 15/07/2017 10:26 #13

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Carissima Anita,

è da 10 giorni che non ci "sentiamo" e vorremmo tanto avere notizie da te, su come stai e dalla tua scelta della scuola, se rimanere oppure andare in una nuova.

Comprendiamo la tua sofferenza, la scuola dovrebbe essere un luogo dove i ragazzi vengano accolti, dove possano coltivare le loro potenzialità, dove vengano visti veramente, invece spesso ci sono degli insegnanti che riversano le proprie frustrazioni e insicurezze sugli allievi, facendoli sentire nullità, minando il loro senso di identità, la loro autostima. In realtà sono gli insegnanti a non stimare loro stessi. Non è colpa tua se sei in questa situazione, non sentirti sminuita nel tuo valore. Noi ti vediamo! Dalle tue parole traspare una energia di una combattente. Può sembrare un contro senso perchè ora ti senti "stanca di guerra", stai abbandonando tutto, anche la danza, stai rinunciando a ciò che ti fa sentire bene. Questa tua sofferenza come un tornado ha travolto tutto, non perchè tu sia incapace di reagire ma perchè è tanto grande da non riuscirla più a contenere. A volte ci giudichiamo male perchè non reagiamo come pensiamo di "dover" reagire e allora ci puniamo rinunciando anche alle cose che ci fanno stare bene, come la danza. Perchè? Tu meriti di stare bene, non punirti. Abbiamo bisogno delle nostre oasi di benessere per ricaricarci altrimenti cadiamo in una buca sempre più profonda.
Se quell'ambiente scolastico non fa per te, non sei tu ad essere sbagliata e a non farcela, non va bene per te. Cercare un luogo dove stiamo meglio è un diritto, non è una sconfitta. E' come nuotare contro corrente, facciamo una fatica enorme senza spostarci, quando invece ci accorgiamo che stiamo andando nella direzione opposta al nostro sentire, al nostro benessere, e ci ascoltiamo, sentiamo cosa ci fa stare bene e scegliamo quella direzione, allora siamo nella corrente e nuotiamo bene senza fare fatica, o meglio con la giusta fatica. Ti sembra un arrendersi andare verso ciò che è nel tuo modo di essere e non contro il tuo modo di essere? Ora non sappiamo cosa tua abbia scelto, se restare o cercare nuove scuole, ma le nostre parole valgono più in generale. Hai tanta energia, hai un serbatoio pieno di benzina da usare, vai bene così come sei anche se alcuni adulti, come i professori, non lo vedono, perchè sono loro a non avere la capacità di vederti.

Hai il sostegno della tua famiglia, qualsiasi scelta farai non sei sola. Anche noi ci siamo.

Ti abbracciamo forte forte carissima e speriamo di avere tue notizie presto.
Ultima modifica: Da .
  • Pagina
  • 1
Per offrirti il miglior servizio questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Maggiori informazioni qui.
Navigando sul sito accetti di esserne al corrente.