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ARGOMENTO: Questa sono io

Questa sono io 11/12/2017 14:34 #1

Ciao, è la prima volta che scrivo su questo forum. Ho 17 anni e frequento l'ultimo anno del liceo (e questo è possibile perché ho fatto la cosiddetta "primina"). Ho un problema che mi tormenta sin dall'inizio dell'anno e che mi rovina molto spesso le giornate. Il clima scolastico è pessimo, perché mi rendo conto ogni giorno sempre di più, che i miei compagni si sono comportati con gentilezza durante questi 4 anni solo per motivi utilitaristici, per la loro sola convenienza. Tutti gli "amici" che avevo si sono rivelati semplicemente dei "colleghi", fra cui ora, nell'ambiente scolastico, il cui clima è diventato tesissimo, è iniziata una competizione spietata volta solo alla ricerca di un benessere puramente personale. La classe come gruppo unito, con un obiettivo comune, non conta più nulla. Conta solo la sfera individuale. Ingenuamente, in passato avevo creduto di avere degli amici fantastici, che se non avrei definito proprio migliori amici, avrei definito almeno persone affidabili. Ebbene, tutto questo si è rivelato una falsità. In quinto non si pensa a favorire la classe, ad aiutare i compagni con cui hai passato cinque anni della tua vita. Si pensa a se stessi, e non facendo uso di un giustissimo sano egoismo. Si cerca di mettere i bastoni fra le ruote a coloro che pedalano meglio e più in fretta di te. Non si aiuta chi ne ha il bisogno. E questo, non in senso puramente scolastico, ma soprattutto parlando di benessere psicologico. Io ho paura di alzarmi la mattina, perché so che devo andarmi a rintanare in un luogo pieno di persone infide, in cui una parola in più o una in meno può rovinare la tua reputazione e portare la gente ad "allearsi" contro di te, ad allontanarti. Non riesco a sopportare le persone false. Una delle mie compagne dice di avere molti problemi psicologici, di avere tendenze suicide. Io le sono stata vicino per quanto ho potuto, ma so di non poter risolvere un problema del genere (se pure esiste veramente, oserei dire). Le ho consigliato di parlarne con qualcuno di specializzato, ma stando a quanto ne dice lei, tutti gli sportelli d'ascolto a cui è andata sono stati inutili e su questo le do ragione, nella nostra piccola cittadina c'è un solo sportello di ascolto pubblico e si occupa principalmente di problemi riguardanti la sessualità. Però, gli psicologi esistono. e lei, che ormai è più che maggiorenne, potrebbe benissimo andare a parlare con uno di questi senza problemi e cercare di fare qualcosa di concreto per se stessa e non semplicemente lamentarsi con gli amici che le sono attorno (che si sentono pure in colpa per il fatto che non riescono ad aiutarla concretamente). Come ho detto, cerco di ascoltarla quando ha bisogno, ma il punto è che, quando si arriva al punto in cui io ho veramente bisogno di qualcuno con cui sfogarmi, lei (ma, ovviamente, non solo lei) sparisce. Letteralmente. Quando le persone si sono prese ciò che vogliono da me, se ne vanno per non doversi assumere la fatica di ascoltare allo stesso modo in cui io ho fatto con loro, parlando non solo di persone con una presunta fragilità psicologica, ma in generale. Con questo, non intendo dire che io sono la santa della situazione e che loro sono gli orchi brutti e cattivi. Sono piena di difetti, mi inquieto molto facilmente e sono fragile, ho bisogno di qualcuno che per una volta capisca la situazione in cui mi ritrovo e non la liquidi in poche parole, conferendo la colpa solamente a me. Voglio solo parlare con qualcuno, in modo sincero, di questa situazione, non potendo visitare uno psicologo, perché dovrei poi dirlo ai miei, che non ritengono che la mia salute psicologica sia importante. Infatti, sanno che ho molto spesso attacchi di panico e ira improvvisa e non fanno nulla, ritenendo che tutto questo sia dovuto al maledettissimo cellulare (quante vittime ha mietuto secondo loro sto cellulare, solo il cielo lo sa) e che io non necessiti di un aiuto concreto. Ho di questi attacchi soprattutto davanti a palesi ingiustizie e ogni volta che mi rendo conto del menefreghismo delle persone, in particolare del menefreghismo degli studenti, di tutte le età. Non ho più fiducia in niente, in nessuno di loro, ho toccato con mano il loro comportamento saccente e menefreghista, e non credo che nessuno possa più cambiare... ogni volta che penso a questo, mi rendo conto di non voler vivere in un mondo del genere. So che esistono persone buone... ma qui non le vedo. Tutto ciò che i miei genitori sanno dirmi è che devo aspettare la fine della scuola affinché tutto cambi e io raggiunga una situazione più felice (e inoltre mi danno degli stupidi e inutili integratori per la tiroide, vendendomeli come medicinali utili a calmare l'ira...) . Ma io vorrei essere serena ora, vorrei trovare un modo, capire come posso sopravvivere in una situazione del genere. Vorrei riuscire a capire come rapportarmi con delle persone di cui non posso fidarmi e che alla prima occasione sono pronte a tradirmi, come tra l'altro è già successo. Vorrei non farmi più schiacciare da una situazione del genere, che ogni giorno di più mi lascia senza speranze, vuota e sconfitta. Grazie mille per aver prestato attenzione, spero di aver presentato il problema nel modo più chiaro possibile.
Ultima modifica: Da .

Re: Questa sono io 11/12/2017 17:04 #2

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Benvenuta Vidia ,
sei nel posto giusto! Abbiamo letto con attenzione le tue parole e il bisogno di essere ascoltata, faremo il possibile per aiutarti.
La prima cosa che vorremo chiederti, oltre a quello che ci hai raccontato,su cosa altro ti andrebbe di sfogarti? In cosa ti sei sentita tradita in passato? Ci rendiamo conto che l'ultimo anno di liceo è molto impegnativo e che le richieste dei docenti e le aspettative dei genitori sono molto alte, ma è una difficoltà che immagini di avere solo tu oppure è presente anche nei tuoi compagni di classe?
Per quanto riguarda la tua amica, ci sembra di capire che si sia aperta molto con te e che invece lei non abbia colto il tuo bisogno di essere ascoltata. Credi che il suo sia egoismo oppure tu non sei riuscita a comunicarglielo? Ci piacerebbe capire un po' meglio qualcosa sulla tua famiglia, inoltre, considerato l'ultimo anno di liceo, hai già pensato cosa fare al termine della maturità? Ti aspettiamo, un abbraccio
Ultima modifica: Da .

Re: Questa sono io 24/12/2017 11:32 #3

Buongiorno, mi scuso per non aver risposto prima, ma ho avuto delle settimane abbastanza impegnative e non un momento per fermarmi a riflettere. Buona vigilia però! Riguardo alla mia amica, posso dire solamente che si vede benissimo quando sto male o sono alterata, perché inizio a comportarmi in maniera diversa dal solito. Una volta che ero molto alterata e la situazione stava sfociando in un litigio molto acceso (con un'altra persona), lei (che prima era con me) se ne è andata via senza dire una parola. Io con le mie amiche non ho mai fatto così, anche quando hanno avuto reazioni peggiori per altre situazioni. E va bene che siamo tutti diversi, ma non capisco come mai io non sia degna dell'attenzione delle mie amiche quando sto male. È per questo che ora l'ho lasciata cuocere nel suo brodo, d'altra parte non aveva bisogno di me, le persone che le stanno accanto non cercano mai di approfondire il discorso con lei: se lei si intristisce per qualcosa, non tentano di consigliarle soluzioni, ma la liquidano e basta, come fa lei con gli altri. Io non sono fatta così, anche se vorrei imparare a fregarmene di persone di questo genere. I miei compagni avranno pure la mia stessa situazione scolastica, ma tentano sempre di saltare le interrogazioni il giorno in cui tocca a loro e riescono sempre a passarla liscia, saltano compiti senza che nessuno dica loro niente, mentre se coloro che sono considerate "brave"(come me) saltano qualcosa, è l'apocalisse. In quinto ognuno pensa al proprio bene, ma sinceramente, facendo così ci sto arrivando esaurita alla fine dell'anno. Dopo la maturità vorrei fare Lettere perché è l'unica materia che ho veramente studiato con piacere, sempre, dalle elementari al liceo. Ho, comunque sia, paura di fare una scelta sbagliata pur sapendo già cosa voglio fare dopo... spero che le mie decisioni non cambieranno in futuro, altrimenti non so dove andrò a finire...Per ora la priorità è fuggire da questo posto, andarsene, cambiare regione e abbandonare parenti e quant'altro. A casa a volte è molto difficile stare. Mia madre a volte dà di matto per nessun motivo e io devo stare lì a prendermi ogni insulto di questo mondo (non avendo fatto nulla). Finisce che do di matto anche io, perché quello che mi dice non vorrebbe mai sentirlo nessuno, soprattutto dai propri genitori, e va a finire che mi metto a urlare di lasciarmi in pace, lei continua a urlarmi contro ancora più forte e io mi ritiro a nascondermi e piangere in camera. Non ho alcun mezzo per difendermi.. da niente e da nessuno. Ho una relazione a distanza (come se non bastasse) ed oltre a vederci molto poco, ultimamente io e il mio ragazzo litighiamo molto frequentemente. Questa volta abbiamo litigato perchè a quanto pare lui non riesce a "cercare" le persone (nel senso che se stanno male o si sentono giù, lui non riesce a stare loro dietro, a scrivere o a chiamare di sua spontanea volontà). E questo vale anche per me. Lui alla fine lo ha ammesso, ha detto che non riesce a farlo e che devo cercare un altro migliore di lui. Mi sembra una cosa così irreale... se tieni a qualcuno, dovresti volerlo cercare, dovresti volerlo accanto a te, dovresti tentare almeno di consolarlo spontaneamente... ma a lui a quanto pare non si è mai interessato a me... Mi ha detto di andarmene a cercare un altro che lo faccia, sempre dicendo che mi ama e perciò è meglio per la mia felicità che io me ne vada... Quindi in sostanza mi ha detto di levarmi dalle balle perché lui non ha voglia di dirmi un "mi dispiace" se gli dico che mi è morto il gatto (esempio deficiente). Io ora vorrei fare pace con lui, ma vorrei anche fargli capire che non è giusto che in ogni caso debba sempre e solo io ritornare sui miei passi e rivalutare sempre io ciò che ho detto... non mi scrive più da un po' e mi chiedo quanta fatica stia facendo a non scrivermi... perché io ne sto facendo molta ma purtroppo penso che lui stia molto meglio ora... e che non abbia più voglia di sentirmi.. tutto questo dopo mesi di "ti amo e mi manchi tanto, non ci riesco a non sentirti"... tutte bugie, una dopo l'altra...
Ultima modifica: Da .

Re: Questa sono io 26/12/2017 16:21 #4

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Vidia
urka, quanti casini! Per sintentizzare, se abbiamo capito bene, tu in questo momento soffri di una sindrome piuttosto chiara: tu soffri per mancanza di considerazione!! Tutti, da tua madre, ai compagni di classe, al ragazzo a distanza, alla tua amica, non sono disposti a fare uno sforzo nei tuoi riguardi, a mostrarti "umano rispetto e considerazione", ad ascoltarti, cercare di mettersi nei tuoi panni, di consolarti, mostrandoti empatia e dandoti quell'attenzione che tu meriti assolutamente (come qualsiasi essere umano!) che però sono capacissimi di pretendere o di gradire quando si tratta di se stessi.
Ci descrivi una situazione che metterebbe a disagio chiunque: di chi ti puoi fidare se senti che nel momento del bisogno le persone "più care" si mostrano egoiste e ti girano incurantemente le spalle?

Dice la saggezza Zen che i problemi che affrontiamo in ogni fase della vita sono quelli giusti per ognuno di noi che ci aiutano a "crescere" interiormente"; i problemi servono a mettere in moto quelle forze interiori inizialmente "sensazioni o emozioni" che diventeranno pensieri e poi atteggiamenti e comportamenti diversi, che ci porteranno a superare i nostri problemi. Se volessimo provare a seguire questo principio, secondo te, cosa ci potrebbe essere di "utile" per te da imparare per superare queste situazioni? Azzardiamo un paio di ipotesi, solo per chiarire il concetto: per esempio, potresti avere un criterio "da rivedere" per giudicare le persone che ti scegli come amiche? Potresti avere involontariamente qualche atteggiamento che irrita le persone e le mantiene a distanza quando si tratta di raccogliere le tue confidenze?

L'"esame di coscienza" è molto importante, ma non è l'unica cosa che si può fare: dal tuo racconto non ci è chiaro se tu hai provato a dire esplicitamente a ognuno dei tuoi "amici" esattamente cosa ti aspetteresti da loro e come ti fa sentire quando fanno invece tutto il contrario?
Hai provato a esporre i tuoi sentimenti facendoli sentire "responsabili" di quello che ti causano con le loro azioni/mancanza di azioni? Hai provato a chiedergli "ma tu come ti saresti sentito se quella volta in cui io sono stato 3 ore a sentirti e consigliarti, ti avessi girato le spalle e me ne fossi andata in modo codardo come hai fatto tu con me?" e sentire un po' cosa hanno da dire a loro discolpa?

In particolare ci ha stupito quel che ci racconti di tua mamma: insulti gratuiti e a ripetizione urlati con violenza. Se sei sicurissima di non avere innescato tu - magari senza intenzioni, con un gesto banale o una parola equivocata - la "furia" della mamma, come ti sei spiegata questi suoi improvvisi scoppi di rabbia nei tuoi riguradi?
Sta forse passando un "brutto periodo"? E' da molto che ha cominciato a "insultarti gratuitamente"? Succede spesso?

Cara Vidia, noi siamo qua per ascoltarti anche sotto le Feste e quindi intanto auguri per un po' di serenità in questi giorni e quando avrai voglia di raccontarti sai che ci troverai sempre qua!
Ultima modifica: 26/12/2017 16:41 Da Volontario del Sorriso
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