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ARGOMENTO: bisogno di parlare

bisogno di parlare 26/12/2016 19:02 #1

Ho sempre avuto problemi in famiglia. I miei hanno sempre avuto una relazione incerta e destabilizzante, sotto molti punti di vista, e io, a differenza delle mie sorelle, ne ho risentito molto, psicologicamente.
Questo non avere mai sicurezza e stabilità (perchè c'era sempre la possibilità che si separassero, alternata a periodi di calma apparente) mi ha resa insicura e problematica. Spesso sono io stessa a crearmi problemi che potrei evitare. Ultimamente, con i miei va sia male che bene. Loro hanno deciso di fare l'ennesimo tentativo, di restare insieme ancora una volta, l'ultima,dicono. Ma io sono abituata a questi loro tira e molla, e so bene che non finirà qui. Perciò ho preso le distanze, dichiarando espressamente di non voler essere tirata in mezzo e di non voler avere rapporti con nessuno dei due, dal momento che, oltre che estremamente complicati, sono sempre stati estremamente dolorosi. Questa mia decisione, anzi, presa di posizione, non è stata ben vista, specialmente da mio padre, a cui sembra solo che io non faccia altro che polemizzare. E che inoltre proponga delle cose assurde apposta perchè mi venga detto di no. A proposito di questo ... avevo, anzi, ho un ragazzo, da un mese e mezzo o giù di lì. L'altro giorno, a casa mia, è uscito questo discorso e loro sono stati delusi dal fatto che io non li abbia messi al corrente di questo mio "feeling". La verità è che non si tratta affatto di questo. Il ragazzo in questione è figlio di un ex galeotto e, in generale, non ha avuto vita facile. Alle elementari (che abbiamo frequentato insieme) a mia madre pare di ricordare che diede problemi in classe mostrando filmati inopportuni. Tralasciando il fatto che non è tipo da fare queste cose, alle elementari, poi, non ne parliamo, non lo trovo comunque un buon motivo per lasciare una persona. Esiste il dialogo, esistono tante altre cose,nella vita, fatte apposta perchè due persone possano stare insieme. Il vero problema è un altro: mia madre è un magistrato,e alla figlia di un magistrato non è permesso frequentare il figlio di un ex carcerato. Oltretutto la trovo una cosa profondamente ingiusta, giudicare la famiglia del ragazzo, per lo sbaglio del padre, che oltretutto ha scontato la sua pena. Tutti sbagliano, questa è la sacrosanta verità. Non mi sembra normale che per il lavoro di mia madre non possa più stare con lui. Qui si parla di me, di me, non di lei e di quello che sarebbe appropriato nella sua vita lavorativa. Non sta guardando con occhi di madre, come dovrebbe, ma con occhi di magistrato, sempre pronta a dire cosa è giusto e cosa no. Qui stiamo parlando del mio ragazzo. Hanno espresso anche i loro dubbi riguardo il ragazzo, perché, oltre l'episodio del video alle elementari, pensano che, avendo avuto una vita difficile, potrebbe assumere comportamenti inadeguati in qualsiasi momento. Ho replicato che, se la mettiamo così, anche io, avendo avuto una famiglia problematica, potrei diventare pazza domani stesso. Insomma, la sostanza è questa: mi è stato imposto di chiudere. E io come faccio a chiudere con un ragazzo con cui non voglio chiudere? E che scusa potrò mai usare, dal momento che non posso nemmeno parlargli sinceramente, dirgli tutta la verità? E, se devo dirla tutta, mi vergognerei anche a dire una cosa del genere, sarebbe un'umiliazione tremenda. Domani lo vedrò, e devo necessariamente parlargli. In tutto questo tempo non ho fatto che piangere e cercare di pensare lucidamente ad un modo per non farlo soffrire. Chiaramente non ho nemmeno un'idea, e continuo a soffrirci da cani al pensiero che da domani, o comunque questa settimana, dovrò fare a meno di lui. Mi aiuta enormemente, specie in questo periodo in cui sono proprio disperata: è il suo pensiero, quello che mi fa alzare la mattina. E direi che non è poco, alla mia età. Non voglio che mi dimentichi, che mi sostituisca, non voglio nemmeno che mi aspetti, che stia male. E non so nemmeno cosa dire agli altri, poi: il discorso non può essere evitato per sempre. Non voglio nemmeno più uscire e rischiare di incontrarlo o incontrare i suoi amici, che poi sono anche i miei, e rischiare di mettermi a piangere ogni volta. Tengo moltissimo a lui, è da un sacco di tempo che cerchiamo di avere una relazione, e quando finalmente la cosa va in porto ... tutto distrutto. Come accade sempre, in famiglia. Appena avrò raggiunto la maggiore età e avrò ottenuto una somma che mi consenta di andarmene, troverò il mio posto dall'altra parte del mondo, con la speranza di non dover avere mai più a che fare con nessuno di qui. Specialmente chi mi ha sempre fatta soffrire in questo modo.
Aiutatemi, per favore...
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Re: bisogno di parlare 27/12/2016 17:50 #2

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao bandita e benvenuta nel forum del Sorriso!

Grazie per aver condiviso con noi questa tua situazione delicata e della fiducia che riponi in noi.
Dal tuo scritto ci sembra proprio che tu stia provando emozioni dolorose, forse anche della rabbia, sicuramente un forte senso di ingiustizia per ciò che devi subire dai tuoi, è così?
Ti va di raccontarci meglio cosa senti? Nella storia che ci hai raccontato, qual è la persona più importante, su quale di primo acchito diresti che gira il tuo racconto? Quale reputi essere il sentimento dominante in tutto questo e da chi parte e verso chi va? Forse ti sembreranno domande strane, ma ci aiutano a focalizzare meglio il tuo vissuto insieme con te e a trovare insieme delle possibili vie d'uscita, che senz'altro ci sono, anche se magari non lisce come l'olio.
Per quanto riguarda i tuoi genitori, ti sei mai fatta domande sul loro rapporto? Come lo vedi? Hai un desiderio per loro? Cosa pensi li renderebbe più felici?
Ci racconteresti anche qualcosa in più del tuo ragazzo? Ci ha colpito quando hai scritto che è da un po' che provate ad avere una relazione. Ci spieghi meglio? Cosa ha sbloccato la situazione? Cosa ti piace maggiormente in lui? Quale pensi siano le caratteristiche che vi rendono più compatibili e affiatati e quali quelle su cui potreste invece scontrarvi più facilmente? E cosa pensi che lui trovi di bello e buono in te? Ti sembra molto coinvolto?
Venendo a ciò che gli dovresti comunicare, come pensi la prenderebbe lui se lo lasciassi spiegandogli la situazione? E' possibile che un po' capisca la posizione dei tuoi o si arrabbierebbe? Da come scrivi, sembra che tu non abbia alternative rispetto al lasciarlo, a meno di vederlo di nascosto, cosa che di solito è difficile nella pratica e non fa sentire molto bene, abbiamo capito bene? Tu come la vivi? Hai trovato nel frattempo soluzioni diverse dal lasciarlo? Pensi che potresti prendere un po' di tempo prima di farlo o di raccontargli cose che potrebbero ferirlo, per vedere di aggiustare prima la situazione in casa?
Sai Bandita (che nick curioso, è il femminile di bandito o altro?), di solito al Sorriso non diamo consigli diretti del tipo "fai così, fai colà", ma ragioniamo insieme sulle strade possibili da percorrere. In generale, quando c'è un ostacolo verso una meta che vogliamo proprio raggiungerlo, la strategia più naturale è quella di eliminare l'ostacolo. Si può anche aggirare, sempre che ciò non comporti il rischio che torni di nuovo a mettere i bastoni tra le ruote.
Come vedi il rapporto coi tuoi, pensi sia proprio impossibile provare nuovamente a parlar loro? E' molto importante l'atteggiamento con cui ci rivolgiamo a qualcuno, magari anche se tu ti sei espressa sempre al meglio, puoi provare a capire cosa intende dire tuo papà affermando che non fai altro che polemizzare. Magari sai, in mezzo a confusione e sofferenza per tutta la tua famiglia, ognuno avrebbe proprio bisogno di sentirsi capito e accolto nel proprio dolore e smarrimento, nel senso di fallimento, nei proprio bisogni. Probabilmente anche tu vorresti questo?
Te la senti allora di provare a cominciare a scrivere cosa vorresti dire loro e cosa vorresti da loro? Nel farlo puoi partire da te e da cosa desideri e poi provare a immedesimarti in ciascuno dei tuoi genitori, cercando di intuire cosa ciascuno di loro possa desiderare e magari partire da lì per cominciare il tuo discorso. Tra poco potresti dar loro la tua lettera o usarla come traccia per parlarle a loro, trovando un momento tranquillo che tu stessa puoi organizzare, tipo una cena tutti insieme, che ne dici? Forse, sentendosi capiti, anche loro saranno più invogliati a capire più profondamente te.
Cara bandita, facci sapere cosa ne pensi, qualunque cosa sia.
Intanto ti abbracciamo forte e ti auguriamo di passare comunque bei giorni!
Ultima modifica: Da .

Re: bisogno di parlare 28/12/2016 00:43 #3

Mi avete chiesto chi penso sia la persona su cui si concentra la faccenda,e anche se qualcuno potrebbe pensare che sia io,dal momento che il ragazzo è il mio e i genitori anche,non è così. Direi mia madre, data la centralità che ha il suo lavoro in questa faccenda,direi il suo rapporto con mio padre,sempre burrascoso,direi il mio ragazzo,la sua insicurezza,il dolore che mi provocherebbe lasciarlo. C'è più di un personaggio fondamentale,nella faccenda,eppure la mia opinione sembra non avere nessuna importanza da entrambi i fronti. Oggi ho provato a parlare con il ragazzo,gli ho spiegato la situazione,se pur diversamente dalla realtà (gli ho detto semplicemente che i miei mi avevano vietato di vederlo perché erano all'oscuro della nostra relazione). Non potevo dirgli la verità,per i miei,e ho detestato non potergli spiegare come stavano le cose,mi sono sentita a disagio. Chiaramente come motivo per lasciare una persona non reggeva,e lui non ha mancato di farmelo sapere. Credeva ci fosse dell'altro,altro che partiva da me. Ma io non ho motivo di lasciarlo,se consideriamo i sentimenti che ci legano. Lo conosco da anni. Un giorno,qualche anno fa,lui mi scrisse e parlammo per la prima volta dalle elementari. Durante gli anni precedenti,avevamo percorso strade differenti,con amici e interessi diversi. Sebbene fosse interessato a me,non sembrava intenzionato a lottare per conquistarmi,era abituato ad avere tutto facile,con le ragazze. Io però avevo avuto qualche storia poco piacevole e una vita complicata,e non ho mai concesso niente a nessuno facilmente. Di conseguenza,abbiamo avuto diversi tira e molla,lui spariva perché non gli sembravo interessata e poi ricompariva perché gli mancavo. E viceversa. Quando finalmente entrambi abbiamo capito di avere formato,in questi anni,un legame che non potevamo ignorare,abbiamo iniziato a fare sul serio e ci siamo fidanzati,dopo un po'. È una bella persona,con un grande cuore, una di quelle persone disposte a fare di tutto. È una cosa che mi piace molto,di lui. Mi ci trovo a mio agio,e so che soffro se non è al mio fianco. Anche oggi,dopo esserci lasciati (eravamo insieme ad una tombolata) lui è venuto a parlarmi e mi ha detto che vorrebbe continuare a stare con me,che ne ha bisogno. Questa cosa mi ha fatta respirare di nuovo,dopo un'ora di agonia. Mi ero sentita male quando,durante la discussione tra noi,mi sono avvicinata per abbracciarlo e lui mi ha respinto. Mi ha motivato la sua azione,era arrabbiato,stava male,ma quel gesto mi ha ricordato di quando mia madre,quando ero piccola,mi respingeva perché aveva tanto lavoro da fare e non mi abbracciava. Ricordarmi di questo grazie ad un collegamento con il mio ragazzo mi ha fatta rimanere male. Insomma,questa sera stessa siamo tornati insieme,anche se da parte mia erano molti i sensi di colpa. Non sono riuscita a fare quello che mi hanno chiesto,sebbene pensassi (e pensi) che fosse sbagliato. Secondo tutti i miei amici e dovrei mentire,far finta di non stare con lui e vederlo di nascosto. La cosa mi metterebbe a disagio,non sono brava a mentire e non mi sento in pace. Non so cosa fare. Senza dubbio lui è legato particolarmente a me,si fida come non era successo con nessun'altra ed io lo so. Per quanto riguarda i miei,non ho davvero voglia di scrivere di loro né tanto meno a loro,sarebbe come parlare con un muro. Sembrerà cattivo da parte mia questa negazione di un legame,ma ne ho passate tante,grazie a loro,e non sono più disposta a soffrire. Basterebbe la vista di uno spiraglio,per loro,per permettergli di divorarmi. Forse un giorno la penserò in modo diverso e sarò in grado di perdonare,ora però non hanno fatto altro che affondare un coltello nella ferita già infetta. Impormi di stare con il ragazzo che mi piace!Non posso tollerare che mi venga fatta una cosa del genere,non possono pretendere che la prenda bene o che sia pronta a rivolgere loro la parola come un tempo. Se prima ero polemica,ora sono agguerrita. Odio vivere in questo modo. Vorrei scappare lontano. Grazie mille dell'aiuto,apprezzo che troviate il tempo per rispondere a tutti in modo professionale e rispettoso. Comunque,ho scelto il nome bandita per due motivi: bandito si chiama il gatto della mia vicina di casa,al quale io stessa ho dato il nome,anche se non so bene perché proprio quello. E poi perché da casa mia è come se fosse stato bandito il ragazzo,e mi sento anche bandita io,da un qualcosa di più profondo
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Re: bisogno di parlare 03/01/2017 22:05 #4

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Carissima Bandita,

Veramente grazie per averci aperto a tanta profondità di sentimenti. Mentre leggevamo le tue parole abbiamo capito quanto profondo è il legame che hai con questo ragazzo, avete una capacità di comunicare e di intendervi che va oltre le parole, è quella intesa di chi ha vissuto le medesime sofferenze ma in famiglie diverse. Ciascuno trova conforto e fiducia nell'altro perchè sapete di cosa state parlando, avete un linguaggio comune, un vocabolario interiore comune ... è questo che noi percepiamo

Cara Bandita hai una grande capacità che è quella di andare oltre le apparenze, è quella di vedere il cuore delle persone, come tu vedi il cuore di questo ragazzo, perchè in fondo non hai paura. Chi ha paura non vede veramente e si nasconde dietro a dei ruoli e a degli schemi mentali e giudica questo è giusto e questo è sbagliato senza vedere la situazione specifica, semplicemente generalizza.
Ci ha colpito molto quando parli di tua madre come la persona attorno alla quale gira questa vicenda... ma poi non descrivi tua mamma come una persona ma come un ruolo "IL MAGISTRATO", in realtà sembra non sia tua madre il problema ma il suo ruolo, il suo lavoro, l'importanza che si dà al suo lavoro. Ma tua mamma come persona com'è? Secondo te qual è la sua vera paura? gliel'hai mai chiesto? Si è mai chiesta come mai lui è il ragazzo con il quale ti piace stare? Potresti dirlo parlando alla persona, alla mamma, alla donna e non al "magistrato" ? Quali secondo te potrebbero essere i punti di comunicazione con tua mamma? non è mai accaduto in passato di riuscire a parlare con lei e di essere compresa da lei?
Se tu avessi una figlia nella tua stessa situazione cosa le diresti? come ti comporteresti?
Se e quali paure avresti per tua figlia?

Avere una relazione di nascosto è sempre molto .... impegnativo e stressante, oltre ad avere fondamentalmente il retrogusto di fare qualcosa di sbagliato... si rischia di rovinare la relazione per inutili tensioni.

Cosa intendi quando dici Basterebbe la vista di uno spiraglio,per loro,per permettergli di divorarmi.

Vuoi descriverci questo qualcosa di più profonda da cui sei stata bandita?

Noi speriamo in una possibilità di apertura al dialogo con tua madre... Pensi tuo padre possa essere più ragionevole e magari aiutarti a convincere tua madre? Noi nutriamo sempre fiducia nell'animo umano, perchè si sbaglia e arrivati ad un certo punto abbiamo anche la capacità di vedere i nostri errori di valutazione, negli adulti magari è più dura... però non è impossibile. D'altronde forse i genitori idealizzano il ragazzo che vorrebbero vedere al fianco delle figlie ... perchè vedono le loro difficoltà ad essere una coppia e forse vorrebbero che i propri figli siano più sereni, ma questo non giustifica gli adulti ... li rende più umani e il loro giudizio fallibile... anche quelli con dei ruoli importanti.

Ti mandiamo un abbraccio immenso Bandita e.... anche un po' guerriera
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