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ARGOMENTO: Ribellione e senso di colpa

Ribellione e senso di colpa 29/08/2017 15:21 #1

Salve, sono una ragazza di 23 anni, felicemente fidanzata da quasi 2. Da quando mi sono fidanzata, tuttavia, il mio rapporto con i miei genitori, soprattutto con mia madre, è molto cambiato, o meglio, si è inasprito.
Parto col dire che da sempre, fin da piccola, ho dovuto fare i conti con una madre severa, non tanto dal punto di vista delle concessioni, quanto dal punto di vista dei doveri (ho imparato molto presto ad occuparmi della pulizia della casa) e delle questioni morali; dunque il nostro rapporto è spesso fatto di ostilità e scontri, soprattutto sulla questione delle faccende domestiche: mia madre non è mai stata totalmente soddisfatta di come e quanto collaboro a casa, ancor di più nell'ultimo periodo, in cui sto più spesso fuori casa, vuoi per l'università, gli amici o il ragazzo. Ecco, il mio ragazzo... da quando c'è lui nella mia vita, il rapporto con mia madre è peggiorato (parlerò di mio padre in seguito). Proprio qualche minuto fa ho avuto con lei l'ultima discussione (stavolta però sorprendentemente pacifica), dovuta al fatto che giovedì e venerdì scorso sono rimasta a casa di lui, approfittando dell'assenza dei suoi genitori, partiti per una breve vacanza. E' solo l'ennesima di tante altre discussioni avute con lei per questo motivo, ed ogni volta le motivazioni del suo malcontento sono sempre le stesse:
1) La infastidisce il fatto che io dorma frequentemente dal mio ragazzo, innanzitutto perché non le piace la cosa, e poi perché agli occhi di sua madre io potrei apparire come una ragazza poco rispettosa; inoltre, lei e papà potrebbero sembrare degli sprovveduti che lasciano libera la figlia di fare ciò che vuole.
2) Il fatto che, la prima volta che ho deciso di dormire da lui, non abbia chiesto il permesso a lei e papà ma abbia deciso di mia iniziativa cosa fare (mi accusa inoltre di tenere in scarsissima considerazione il parere di mio padre), mancando loro di rispetto.
3) Il fatto che mi prenda la briga di decidere da sola, nonostante io viva sotto il loro stesso tetto e sia ancora dipendente da loro economicamente. Frase tipica: "finchè dipendi da noi fai quello che diciamo noi".
4) Il fatto di non pensare alle faccende domestiche, preferendo uscire piuttosto che aiutarla a farle.

Ecco, invece, le mie motivazioni:
1) Che a lei non stia bene la cosa, è un suo problema; capisco il suo modo arcaico di vedere il sesso, ma io non lo condivido. E poi non è mica solo una questione di sesso! Che poi io possa apparire come una ragazza poco rispettosa nei confronti della madre, può anche darsi, visto che ha incoraggiato la figlia a sposarsi proprio perché al padre, con cui la ragazza vive, infastidiva il fatto che dormisse col suo ragazzo in casa sua... questa è una cosa che genera in me molti dubbi e perplessità; solo il mio ragazzo sa quanti scrupoli io mi faccia tutte le volte che mi chiede di rimanere da lui anche semplicemente a cena, perché temo di disturbare la madre, e quante volte, per questo motivo, per la sensazione di sentirmi "sporca", e per il senso di colpa nei confronti dei miei, io abbia rifiutato il suo invito e sia tornata a casa... e solo lui sa quante volte il dover scegliere se accettare l'invito o no mi abbia fatto star male e piangere, mettendo in difficoltà anche lui.
2) Forse sì, ho sbagliato, soprattutto nei modi, che sono stati forti e prevaricatori, però credo anche che, alla mia età, io sia libera di decidere da sola, anche se le mie decisioni non coincidono con le idee dei miei genitori... proprio per questo mi sono imposta, per ribellarmi e fargli capire le mie intenzioni. Per quanto riguarda mio padre... è vero. Mio padre è un uomo che non si espone molto, non fa sentire molto la sua voce, al contrario di mamma che ricorre alle urla e anche alla forza fisica, quindi è come se mi sentissi quasi in diritto di non metterlo al corrente delle mie decisioni, però mi dispiace, perché a lui non dico niente, neanche quando decido di dormire fuori... inoltre non sta passando un bel periodo, e mi dispiace ancora di più.
3) Cavolata megagalattica. Questa non la voglio neanche commentare, perché è solo un ricatto bello e buono e non ha alcun motivo di esistere.
4) Solitamente io aiuto in casa tutti i giorni, soprattutto perché se mi rifiuto di farlo mia madre si arrabbia moltissimo; diciamo che è un obbligo a cui assolvo di malavoglia, perché mi fa sentire oppressa. Però mia madre non è mai contenta, vorrebbe che aiutassi di più, visti soprattutto i suoi problemi fisici... ma a me dà troppo fastidio il dover dipendere da queste maledette faccende domestiche e dovermi organizzare in base a queste, e mi dà fastidio il suo esagerato malcontento quando mi rifiuto (quelle rare volte...).

Insomma, questo è il quadro della situazione. Come potrete capire, sono divisa a metà. Da un lato ci sono le mie credenze, alle quali però non riesco a dare molto credito, perché ancora vincolata al parere dei miei genitori, soprattutto di mia madre... dall'altro c'è il senso di colpa nei loro confronti. Vorrei un parere esterno sulla questione, se magari c'è qualcosa in cui effettivamente ho sbagliato e non me ne accorgo, se loro hanno ragione su qualcosa. Grazie per l'ascolto, aspetto una risposta.
Ultima modifica: Da .

Re: Ribellione e senso di colpa 06/09/2017 21:08 #2

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Cara Fraghila un grande benvenuta dal Sorriso!
Ci spiace che questo momento di grande felicità sia un pò offuscato dall'inasprirsi del rapporto con tua madre, dai sensi di colpa e dal tuo sentirti divisa a metà. Capiamo quanto questo momento per quanto bello possa essere anche fonte di inquietudine per te. Quanto ti deve pesare a volte la relazione con tua madre che sembra sempre scontenta e a volte ricorre alle urla e alla forza fisica!

Ti siamo vicini. Non crediamo che la soluzione sia di dirti che sbagli o hai ragione. Sicuramente però ti suggerimo di buttare via gli inutili sensi di colpa.
Vogliamo aiutarti ad ascoltarti perché la soluzione del problema si trova per noi sul piano dei sentimenti e dei bisogni.
Solo 2 parole sul nesso tra le due cose. Che collegamento c'é tra bisogni\valori e sentimenti? I nostri stati d'animo sono l'espressione del fatto che i nostri bisogni o valori sono appagati oppure no. A volte dietro le espressioni colleriche o di tristezza nostre o degli altri si può nascondere un bisogno insodisfatto. E tutti abbiamo diritto ad avere dei bisogni a soddisfarli nel rispetto degli altri.

Cosa provi e di cose hai bisogno cara amica? Proviamo a rispondere per te: di rispetto per la tua capacità di decidere, per la tua libertà, per l'amore che provi verso il tuo fidanzato.
Di che cosa ha bisogno tua madre? forse dietro le sue recriminazioni a volte poco piacevoli... ci sono altrettanto validi bisogni...chiaro che potrebbero essere espressi diversamente, ma magari potrai insegnarglielo tu se modifichi il tuo modo e vai su un altro piano rispetto a quello delle accuse. Forse ha il bisogno di sentirsi aiutata, di vederti felice e di sentirti al sicuro, di sentirti vicino a lei ma non riesce a comunicartelo.

Prova a farle leggere questo post!!! e farle sapere con calma come ti stai sentendo per poi provare a capire come si sente lei. O scrivile una lettera. Parlando da cuore a cuore senza giudizi o recriminazioni, ma partendo dal dispiacere che provi per non riuscire ad andare d'accordo con lei. Chiariti i reciproci bisogni poi si possono trovare insieme delle soluzioni. Abbi fiducia: sul piano del cuore tutti rispondono!

E poi non sei sola. Cosa dice il tuo lui? E tuo padre...sta un po in disparte, ma magari è un più comprensivo.

Quanto al tuo sentirti costretta dalle faccende domestiche la cosa cambia diametralmente significato se decidi tu di farle in libertà non perché la ritieni una costrizione ma perché scegli di aiutare i tuoi perché l'aiuto per te è un valore e quindi a prescindere dal riconoscimento fai quello che ti sembra giusto.

Intravvediamo tra le tue parole altre cose: il momento difficile di tuo padre, i problemi fisici di tua madre, il tuo disagio a casa del tuo ragazzo. Altre cose non le intravvediamo ancora: sogni, speranze, passioni, interessi, amicizie...


Se vorrai continuare a raccontarcele le ascolteremo con grande piacere!

Un forte abbraccio.
Ultima modifica: Da .

Re: Ribellione e senso di colpa 12/09/2017 17:02 #3

Salve, e grazie per avermi risposto!
Ultimamente la situazione con mamma è tranquilla. A seguito della vicenda raccontatavi in questo post, dopo circa una settimana di silenzio, abbiamo avuto un confronto. Abbiamo parlato molto, in maniera più o meno pacifica, esponendo i nostri rispettivi punti di vista sulla questione; pare che lei si sia "rassegnata" all'idea che ormai posso decidere della mia vita in maniera autonoma, e di questo sono contenta. Io, dal mio canto, mi sono scusata degli errori commessi con lei, mostrando allo stesso tempo decisione, rivendicando rispetto e indipendenza. Per ora la situazione è tranquilla, ma dati i precedenti mi aspetto di tutto. Se dovessero ricapitare di nuovo incomprensioni di questo tipo, sarò ben contenta di seguire il vostro consiglio di scriverle una lettera, o farle leggere questo post. Cercare di comprendersi reciprocamente mi sembra la soluzione più costruttiva, perché farsi la guerra stanca e fa star male entrambe.

Il mio ragazzo pensa che io debba continuare come sto facendo, rimanendo ben ferma sulle mie posizioni ed eliminando gli inutili sensi di colpa, non solo nei confronti di mamma, ma anche nei suoi e di sua madre. Questa storia dei sensi di colpa, infatti, molto spesso rovina la nostra relazione. Per farvi capire: lui molto spesso mi chiede di rimanere a casa sua per cena o per la notte. Per me, decidere cosa fare è ogni volta causa di grande stress, perché la mia volontà viene offuscata dal pensiero costante di cosa potrebbe causare la mia decisione. Accettare l'invito significherebbe sentirmi in colpa doppiamente: sia nei confronti dei miei, lasciati da soli a casa, sia nei confronti di mia suocera, alla quale temo di arrecare disturbo e, in generale, di essere vista come una ragazza che osa permettersi di consumare rapporti in casa sua, mancandole di rispetto. Declinare l'invito, invece, farebbe contenti i genitori di entrambi, ma mi farebbe sentire in colpa nei confronti del mio ragazzo, a cui magari avrebbe fatto piacere trascorrere del tempo insieme a me. Così, prima di dargli una risposta passa molto tempo, trascorso a soppesare tutti i possibili pro e contro, causando stress a me stessa e a lui. Ogni volta mi dispiace tantissimo che lui debba subire le conseguenze della mia ansia e indecisione, non è giusto...

Ma adesso accantoniamo un attimo mia madre e il mio ragazzo, e parliamo di me.
Io sono una studentessa di Conservatorio. Non so con esattezza quale sia il mio sogno, ma di sicuro ha a che fare con la musica. Vorrei entrare in una grande orchestra sinfonica (che è quello per cui sto studiando attualmente), ma penso anche di studiare jazz, o anche di coltivare la mia passione per il canto o altri strumenti come la chitarra, o il sassofono... chissà!
Un'altra mia grande passione riguarda la crescita personale e tutto ciò che ha a che fare con la liberazione dell'uomo dalle proprie schiavitù interiori (condizionamenti, imposizioni della famiglia o della società, ansia, conflitto interiore, sensi di colpa). Credo che ognuno di noi viva una vita al di sotto delle proprie possibilità, o meglio, credo che noi non viviamo davvero, sempre così oppressi dal lavoro, dai problemi, da tante cose inutili che non ci fanno vedere la vera felicità e la libertà... credo molto in questo e cerco di lavorare su me stessa in questa direzione.
Amicizie? Beh, altro punto un pochino dolente. Non ho mai avuto molte amicizie, ma da quando mi sono fidanzata ammetto di essermi chiusa ancor di più. Per 4-5 anni, fino a qualche mese fa, ho frequentato una mia compagna di classe del liceo. Tutti i sabati uscivamo insieme e io dormivo da lei. Il nostro rapporto si basava sull'uscire il sabato sera, sul confidarle le mie preoccupazioni, sul raccontarci come avevamo trascorso la settimana (cosa che mi annoioava terribilmente)... però era l'unica persona con la quale, al tempo, mi sentivo al sicuro. Qualche mese fa ho sentito l'esigenza di allontanarla dalla mia vita, e adesso cercherò di spiegarvi un po' il perché.
Due anni fa, al momento dell'iscrizione al Conservatorio, ho reincontrato per caso due ragazzi (che sono i migliori amici del mio ragazzo) i quali facevano parte di una comitiva frequentata qualche anno prima, di cui faceva parte anche il mio ragazzo. Da allora abbiamo iniziato a stringere amicizia, abbiamo iniziato ad uscire insieme il sabato sera e ovviamente con loro c'era anche il mio lui, col quale mi sono fidanzata qualche mese dopo. Nel frattempo, ho continuato a frequentare la mia amica, unendo sia le mie nuove amicizie che quelle vecchie e creando un grande gruppo... ma col tempo, io ho iniziato a mostrare più interesse per i miei nuovi amici e il mio ragazzo, e anche loro non sembravamo molto apprezzare la compagnia della mia amica e degli altri (non che gli stessero antipatici, ma perché non c'era molto in comune). Stare con lei mi annoiava, e chiamarla per uscire sembrava più un obbligo a cui assolvere piuttosto che un piacere; così, un giorno le ho detto di vederci e le ho spiegato che non riuscivo ad esserle più amica come prima perché avevo capito che io e lei non avevamo molti interessi in comune. Ovviamente lei ci è rimasta molto male e non riusciva neanche a capire il senso della mia motivazione, perché secondo lei gli amici possono anche semplicemente volersi bene e basta, senza dover condividere chissà cosa. Dopo quell'incontro, mi sono sentita liberata, ma ancora oggi mi sento male ad aver agito così, e non sono neanche sicura della mia decisione. Ho inferto una grande sofferenza a lei e alla famiglia, che era un po' come la mia seconda famiglia, visto che tutti i sabati stavo da loro, la quale magari mi vede solo come una che si è approfittata della loro disponibilità.

Spero abbiate la pazienza di leggere tutto questo e vi ringrazio.
Ultima modifica: Da .

Re: Ribellione e senso di colpa 19/09/2017 21:38 #4

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Cara Fraghila,
siamo contenti che la situazione con tua madre si sia tranquillizzata per il momento e soprattutto del tuo atteggiamento di disponibilità nei suoi confronti.
Quanto al tuo ragazzo.... al giusto modo di stare insieme... nel rispetto di tutti...ascoltati! cerca di capire dentro di te cos'è giusto fare.
Ma ci puoi riuscire solo se per un po metti a tacere i tuoi sensi di colpa e se guardi all'intenzione di bene che noi vediamo in te. In fondo ti stai preoccupando di fare del bene a tutte le persone che ti stanno accanto, di non ferirle. Parti da qui e rifletti serenamente.
Ci possono essere anche altre soluzioni per stare con il tuo ragazzo, non è necessario che tu stia sempre a dormire da lui, se la situazione ti pesa. Potete uscire ed avere momenti vostri anche da altre parti. Anche un po di attesa non guasta, anzi può contribuirvi ad unirvi ancora di piu.

Anche per quanto riguarda il tuo rapporto con la tua amica ti consigliamo di ascoltarti e non avere fretta. Hai sentito di non aver più molto in comune con lei, può succedere e non c'è niente di sbagliato, bello che glielo hai detto. Nello stesso ti domandi se è stata la scelta giusta e ti spiace avere fatto soffrire, anche se non volutamente, chi ti ha accolta.

Forse il distacco per la tua amica e i suoi è stato un pò troppo brusco, forse avresti potuto concederle un po più di tempo per abituarsi. Potesti recuperare il rapporto con lei: magari presto anche lei vedrà le stesse cose che le vedi tu: che non c'è più molto in comune e così le cose si scioglieranno naturalmente senza attrito. Magari invece le darai ragione che in fondo basta volersi bene. Ammettere i propri errori è una grande qualità.

In ogni caso potresti comunicarle il tuo dispiacere. Te lo suggeriamo perché capiamo che la cosa ti fa star male e che ne senti il bisogno.

Un forte abbraccio
Ultima modifica: Da .
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