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Quando si pensa al bullismo ci vengono subito in mente aggressioni fisiche, magari attuate da qualche ragazzino “balordo”. Nel 2012 però, come molte altre cose, anche il bullismo ha subìto un upgrade.

Si chiama cyber bullismo: molestare qualcuno tramite strumenti elettronici. Certo non ci saranno pugni e calci, ma non bisogna davvero mai dimenticare che le parole possono essere peggiori delle mani.  Sono, infatti, documentati vari casi di suicidio causati da bullismo telematico (qui trovate il primo caso riconosciuto) che ormai arriva ad essere  un terzo del bullismo globale.

Come agisce un cyber bullo? Il bullismo on-line ricalca senza dubbio alcune forme originali, come le molestie, l’esclusione, la denigrazione (offendere o rovinare la reputazione di una persona), ma aggiunge anche nuove pratiche: il flaming (soprattutto in forum o aree di discussione in cui si creano vere e proprie battaglie piene di crudeltà tra gli utenti), sostituzione di persona, inganno, rivelazioni (come postare delle foto personali su Facebook, mettendone così al corrente tutta la rete sociale del soggetto).

Ciò che rende il cyber bullismo una versione più “avanzata” e quindi più pericolosa del normale bullismo sono le peculiarità della rete stessa:

  • Anonimato –spesso un utente medio non riuscirà a risalire o contattare il bullo che lo perseguita da solo. In realtà l’anonimato è illusorio, perché è sempre possibile ritrovare una traccia elettronica, ma questo solo se si è esperti.
  • Indebolimento delle remore morali – l’anonimato e la possibilità di utilizzare avatar o personaggi (ad esempio nei giochi di ruolo) fa cadere la propria morale e le persone si sentono libere di dire/fare cose che nella vita reale non direbbero/farebbero mai.
  • Assenza di limiti spazio/temporali – mentre il bullismo “regolare” si svolge in un determinato luogo/ora  (la scuola) il cyber bullismo può colpire ogni volta che il ragazzo usa Facebook, entra in un forum, legge la sua e-mail …

Come combattere il bullismo via web? E’ necessaria innanzitutto informare i ragazzi che l’anonimato che avvolge un cyber bullo non è affatto reale, quindi può essere scoperto da qualcuno a cui si tiene molto o dalle forze dell’ordine. Il cyber bullo non è altro che un bullo con la maschera che si accanisce contro un altro ragazzo con una maschera (spesso anche la vittima è anonima). Bisogna cercare di decostruire questa distanza sociale e far capire al bullo la reale sofferenza che infligge; dietro a un avatar c’è una persona vera.

Dall’altra parte, il consiglio per le vittime è sempre quello di confidarsi con parenti o amici più grandi di cui ci si fida (una sorella maggiore ad esempio) o professori particolarmente affabili, che sicuramente riusciranno a consigliarli o, se la situazione è particolarmente grave, cercheranno a loro volta aiuto nelle forze d’intervento. 

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