Milano, 9 febbraio 2017

alt"Vede, Dottoressa, il Liceo Manzoni è un liceo d’élite. Qui il rapporto  fra insegnanti e genitori è molto frequente, non abbiamo evidenza di fenomeni di disagio adolescenziale”.
Così racconta un professore accogliendo una delegazione del Sorriso  Telefono Giovani a un seminario autogestito sul disagio giovanile, organizzato dalla Presidente, Maria Pia Bianchi, in complicità con una studente del  liceo. Scopo: presentare il  servizio offerto dall'Associazione.

 Spieghiamo chi siamo, chiediamo ai ragazzi di presentarsi un po', di  dirci perché hanno scelto di partecipare al seminario e le loro  aspettative in merito. Ci dicono che pensano si parli dei loro problemi.  Detto fatto, dividiamo i partecipanti in due gruppi. Uno deve provare a  rispondere di getto al post che ci accingiamo a leggere;  l'altro deve dire che tipo di risposta gli sarebbe piaciuto ricevere.
Ecco, tocchiamo subito il cuore del problema ascolto: spesso chi lo  chiede vuole solo sentirsi accolto, non si aspetta consigli pratici,  mentre chi ascolta tende a darli senza mettersi prima nei panni altrui.  Parola chiave: abbraccio. Sgorga qualche lacrimuccia. Scopriamo che  alcuni dei temi affiorati sul nostro forum (distanza dai genitori,  bisogno di essere riconosciuti e incoraggiati, autolesionismo, bullismo)  non sono poi così distanti dalle esperienze di vita di quei ragazzi d'élite.
Concludiamo con una presentazione della storia del Sorriso e della sua attività, poi li ringraziamo per la bella mattina che ci hanno fatto vivere e  lasciamo ai prof qualche locandina da appendere. Si sa mai dopo  l'incontro, qualcuno abbia voglia di parlare un po' con qualcuno che lo  ascolti...

Una volontaria del Sorriso

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